Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post
1 commenti

20 marzo 2013


Seguimi su Facebook

La Chiesa e i poveri (italiani)

Ma certo che mi piace il Papa Francesco!
Ma certo che l'entusiasmo ha colpito anche me, che mi dico laica.
Ma certo che ho apprezzato il gesto di non mettere un anello d'oro, di non indossare scarpe rosse, di non abbigliarsi con mantelle d'ermellino, di non rinchiudersi dietro vietri blindati di un auto che cammina in mezzo alla folla.
Ma certo che mi hanno colpito le sue parole sulla tenerezza, gli abbracci, i baci, le pacche sulla spalla, le corse verso i bambini, i disabili, i fedeli in prima fila.
Ma certo che sono stata felice di sapere che ha pagato il conto dell'albergo, anche se poi, a pensarci bene, quell'albergo adesso è suo.
Ma certo che fa ben sperare l'ultizzo dei mezzi pubblici e gli autobus collettivi di prelati.
Ma certo che mi fa simpatia quel suo accento argentino che mi ricorda più Maradona che Belen.
Ma certo che mi sembra un'ottima cosa che voglia essere più vicino ai poveri, anche perché, noi, poveri stiamo diventando, ma proprio tanto poveri, sempre più poveri. 
E allora il Papa, che è così vicino ai poveri, proprio da qui potrebbe cominciare. 
Potrebbe cominciare a dare una mano ai poveri a cui è più vicino: gli italiani!
Basterebbe, Sua Santità, abbandonare alcuni privilegi fastidiosi, che non sono l'anello, le scarpe, il mantello, ma qualcosa di reale e concreto, qualcosa che avvicini la Chiesa agli altri poveri, italiani: l'Imu!
Basterebbe dire: è giusto pagare, come quelli che hanno un'unica casa, come quelli che di case ne hanno due,come quelli che di case ne hanno anche più di due, come quelli che hanno un negozio, come quelli che hanno un albergo, come quelli che hanno un terreno agricolo. Come quelli che pagano, perché in Italia l'Imu si paga.
Forse la Chiesa sarebbe un po' più povera, ma quanto ci piacerebbe una chiesa povera per i poveri.
1 commenti

22 novembre 2011


Seguimi su Facebook

Cesare e la Chiesa

C'era un paese affacciato sul mare. Era stato culla di cultura e patria di grandi bellezze. La storia nasceva e passava di là, un tempo.
Le cose cambiarono. Il tempo passò. Le bellezze rimasero, della cultura qualcuno ancora ne aveva un ricordo, ma sembrava non bastare.
Il paese andò in crisi. Si giustificarono dicendo che era il mondo ad essere in crisi, ma gli altri stavano meglio.
Cambiarono il governo, forse non così in fretta come avrebbero dovuto, ma lo fecero.
I tempi erano duri e allora si chiesero dei sacrifici a tutta la popolazione. Si disse: "Dovremmo inventarci vecchie e nuove tasse, dovremmo attuare delle misure che non piaceranno. Si dovranno fare dei sacrifici e dovranno farli tutti!"
Uomini e donne, vecchi e bambini. E chi ha di più, dovrebbe dare di più. 
Fu allora che si fece innanzi la Chiesa di quel paese, che disse: "Siamo pronti a cedere parte del nostro vasto patrimonio immobiliare per aiutare il paese a contrastare la grave crisi economica. La Chiesa si adopererà per alleviare le sofferenze dei più bisognosi."
La Chiesa fa la Chiesa o è la fantasia che supera la realtà? 
Forse, dipende solo dalla realtà di cui si sta parlando. Per gli altri si potrà sempre dire: "ma noi non siamo loro!" 
Accidenti, accidentaccio!
 

Copyright © 2010 Le parole dell'Assurda | Premium Blogger Templates & Photography Logos | PSD Design by Amuki