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14 febbraio 2012


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No Giochi più!

Dice che è da irresponsabili ficcarsi in questa avventura. 
Dice che è da irresponsabili coprire i costi.
Dice che è da irresponsabili rischiare i soldi dei contribuenti.
Che poi è come dire: c'è crisi, c'è grossa crisi e noi stiamo mettendo le mani nelle tasche degli italiani, e voi avete avuto già i mondiali, le Olimpiadi a Torino, i mondiali di nuoto per sedervi al tavolo dei soldi che andavano aventi e indietro, dei finanziamenti a cui accedere, degli appalti per i lavori, delle mazzette da spartire, dei costi che partivano con una cifra e che lievitavano e lievitavano e lievitavano. 
C'è crisi, c'è grossa crisi e la crisi della Grecia è partita dalle Olimpiadi di Atene, e all'estero si fidano ancora poco di noi, ci tagliano i rating, si ricordano le barzellette, sanno degli evasori.
C'è crisi, c'è grossa crisi, e noi siamo tecnici, mica politici?! E per adesso, davvero non vogliamo ricandidarci e allora chi se ne frega di accontentare gli amici, che poi portano altri amici, che promettono di farti votare dagli amici degli amici. Noi siamo tecnici e allora chi se ne frega della pubblicità, dei trionfalismi degli eventi, dell'importante è partecipare perché vogliamo vincere, perché le Olimpiadi a Roma, vuoi mettere?! Noi siamo tecnici e siamo seri, responsabili, pacati, misurati e non facciamo la politica dei si, dei chi più ne ha più ne metta (e più ne ruby). Noi siamo tecnici, parliamo di sacrifici, di rimboccarci le maniche, di lacrime e sangue, di ripartire. Noi siamo tecnici, non abbiamo il tempo per certi giochi. E non abbiamo i soldi per certi sprechi.
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6 febbraio 2012


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Fioccano cose strane

Succedono cose strane in Italia. 
Per esempio in questi giorni fa freddo, freddissimo e fa niente che sono i giorni della merla, che quasi tutti gli anni succede, perché stavolta il freddo è più freddo e nevica, nevica dovunque. L'Italia sembra la Siberia!
Però succedono cose strane in Italia.
Succede che Milano non si è bloccata per la neve, che il sale è stato versato dove serviva e che per il freddo  abbiano aperto dei posti caldi per i senzatetto. E' successo che nel gelo di questi giorni, Milano abbia mostrato, o almeno provato a farlo, il suo cuore caldo. Per adesso è andata bene.
Però succedono cose strane in Italia.
Succedono che con la neve e il ghiaccio i treni non vanno, si bloccano. Tutti gli anni almeno un centinaio di viaggiatori si ritrovano su un treno che poi si rompe, che poi si guasta, che poi si ferma magari senza riscaldamento, assistenza e aiuto. Un viaggio dura anche 19 ore e ti dicono: "non è colpa nostra, ma colpa del tempo, colpa della neve, del ghiaccio che non doveva essere lì, colpa degli eventi eccezionali..." Fa niente che sono giorni che ci avvisano che farà freddo e fa freddo.
Però succedono cose strane in Italia.
Succede che nevica a Roma, dice che non succedeva da 27 anni. Ma come?! E due anni fa, che erano stati bloccati i voli? No, dice che era 27 anni che non nevicava così tanto, tanto da posarsi a terra, tanto da poter sciare sui sette colli. Però bella Roma con la neve! Poi scopri che c'è chi rimane bloccato sul raccordo, che gli autobus vengono cancellati e invitati a rimanere nei depositi, che c'è l'obbligo di catene, che non c'è il sale e che se hai una pala conviene spalare.
Però succedono cose strane in Italia.
La neve batte le regole dello spezzatino dei diritti televisivi e ti ritrovi di domenica a cercare di sintonizzarti su Tutto il calcio minuto per minuto, per sapere che sta facendo il Napoli, perché non riesce a segnare contro il Milan, mentre la Roma rifila 4 pappine all'Inter e la Juve si lamenta ma finisce in pari con il Siena e il Palermo che vince sull'Atalanta nell'unica regione senza emergenza freddo.
Però succedono cose strane in Italia.
Adesso aspettiamo che succedano con il caldo, perché siamo un popolo senza pazienza e il 6 febbraio vorremo già la primavera inoltrata.
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17 ottobre 2011


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Ritorno al passato

E chi parla più di protesta?
C'è il carabiniere che scappa dal suo blindato bruciato, che si salva correndo smarrito coperto di insulti.
Ci sono i sanpietrini divelti. Ci sono le auto andate in fiamme.
C'è il fumo dei lacrimogeni sparati.
Ci sono quelli vestiti di nero, armati come se fossero andati alla guerra.
C'è la Madonna infranta sull'asfalto, andata in mille pezzi, e lei non era nemmeno scesa per strada, sono stati i violenti ad andarla a cercare.
Ci sono le dichiarazioni dei politici, i telegiornali andati in onda, le prime pagine dei giornali usciti il giorno dopo, ci sono gli speciali e gli approfondimenti.
C'era la protesta, ma si fa la conta dei danni.
C'era l'indignazione, ma è rimasta la rabbia.
C'erano le persone normali, ma resterà il ricordo dei teppisti.
Poteva essere il momento per riflettere. Rimarranno le parole del Ministro dell'Interno Maroni: "La gestione dell'ordine pubblico ha evitato il morto."
Siamo stati il bel Paese, poi siamo rimasti nel passato, mentre gli altri, senza violenza, chiedevano un futuro.
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7 febbraio 2011


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Mangia fuoco

C'è una sola cosa più assurda di una morte assurda e sono quattro morti assurde.
La morte di quattro bambini rom arsi mentre dormivano in una baracca sulla via Appia a Roma. Anno domini 2011.
Il fuoco si è mangiato tutto in poco tempo.
Il fuoco sa avere tempi brevi, veloci. La burocrazia no.
Quelli sono Rom.
Le fiamme sono state spente.
Il fumo delle polemiche continuerà ad alzarsi ancora per qualche giorno.
 

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