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20 dicembre 2012


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Non è la fine del mondo?!

Nell'armadio ho un vestito e delle scarpe che non ho ancora mai messe. Sono la fine del mondo. Quasi quasi metto tutto domani, se non fosse che il meteo dà temperature prossime allo zero e il vestito è smanicato e le scarpe dal tacco alto non sono sicure in caso di marciapiedi umidi. Allora niente fine del mondo. Anche perché, a pensarci bene, non ho nemmeno ancora fatto paracadutismo, non ho ancora sentito il Papa chiedere scusa ai gay, visto il Giappone, indossare un abito da sposa, mettere al mondo un figlio, adottarne uno a distanza, preparare da sola gli struffoli, votare per delle elezioni in cui non fosse candidato Silvio Berlusconi, comprarmi una motocicletta, andare ad un concerto dei Rolling Stones, imparare ad andare sui trampoli, dopo aver provato il tacco 14, prendere un gatto vincendo l'allergia, mettere a posto casa, scrivere un libro per non lettori, suonare uno strumento musicale muto, imparare a disegnare, smettere di mangiare le unghie definitivamente, diventare più alta, finire di pagare il mutuo, portare mia madre in Egitto, vedere il Napoli vincere la Champions League, andare in un cinema a Pagani, far parte della giuria del World Press Photo, sbrinare il frigo, innaffiare le piante, suicidarmi su facebook, comprare un servizio di piatti da 8, ridipingere il soffitto del bagno, lavorare a maglia solo perché i miei fanno camicie, coltivare peperoni, farmi un toast con il mio nuovo toastapane, cucinare la salama da sugo che consevo gelosamente, scendere in campo.
Intanto mi sono portata avanti vincendo la lotteria senza giocare e facendo un elenco di cose che non ho ancora fatto. 
Per tutto il resto, domani è un altro giorno. Domani permettendo.


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30 novembre 2010


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Sono sempre i più meglio che se ne vanno

E come finisce Maestro questo film?
Perchè ogni film finisce, anche il più bello. La genialità è trovare il modo di chiudere con un guizzo, con un colpo di scena senza però essere mai banali.
Mario Monicelli lo sapeva e ce l'ha insegnato. Era un grande regista. Un grande uomo. Un grande umanista, perchè i suoi film ci hanno raccontato la nostra umanità e spesso la nostra disumanità.
Mario Monicelli aveva il coraggio di saper guardare e il pregio di non aver paura delle parole, di alcune parole. E aveva lucidità. La lucidità. Quella che ti fa invocare la rivoluzione a 95 anni. Quella che ti impedisce la rassegnazione a 95 anni.
Si, Mario Monicelli è un grande regista, ed un grande sceneggiatore. Uno che sa quando far finire un film. Il suo film.
Noi di questa armata Brancaleone sappiamo che sono sempre i più meglio che se ne vanno.
Titoli di coda.
Fine.
 

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