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2 settembre 2011
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intercettazioni, merda, primo ministro, Silvio Berlusconi
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Dai diamanti non nasce niente, dalla merda nascono i fior...
12 settembre 2010
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federalismo, Napoli, primo ministro, Renato Brunetta
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Un ministro piccolo piccolo
"Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l'Italia sarebbe il primo Paese in Europa". Sono le parole del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che parlando del federalismo aggiunge: “C'è un sistema malato ben rappresentato dalla "conurbazione" Napoli-Caserta che è un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c'è, non c'è la politica, non c'è la società".
Napoli è una città dalle mille anime e dalle mille facce. Non un paradiso, non lo è mai stato. A Napoli c'è la Camorra vi si è sostituito allo Stato quando lo Stato ha lasciato uno spazio così grande da poter essere sostituito. Ma Napoli ha mille anime e mille facce.
Fu fondata tra il IX e L'VIII secolo a.C. da coloni greci; successivamente rifondata come Neapolis (Νεάπολις in greco) nella zona bassa tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C. Nel corso della sua storia quasi trimillenaria Napoli vedrà il susseguirsi di lunghe e numerose dominazioni straniere, rivestendo una posizione di rilievo in Italia e in Europa. Dopo l'impero romano, nel VII secolo la città formò un ducato autonomo, indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni fu capitale del Regno di Napoli. Da Napoli, agli inizi del XV secolo, sotto Ladislao I di Durazzo, partì il primo tentativo di riunificazione d'Italia; successivamente la città divenne il centro politico dell'Impero Aragonese. Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali fu, dal basso medioevo fino all'Unità, tra i principali centri di riferimento culturale, al pari delle altre principali capitali del continente. (*)
Nel 1799 le armate francesi, le più forti del tempo, erano state fermate all'ingresso della città da un'insurrezione di popolo, dopo che si era sciolto l'esercito borbonico.
Nel settembre del 1943 una nuova insurrezione dei civili riuscì a liberare Napoli dall'occupazione delle forze armate tedesche. Prima dell'arrivo degli americani.
Napoli è una città dalle mille anime e dalle mille facce e dalle mille colpe. Una è quella di non aver risposto sempre ai tipi di occupazione di cui è stata vittima, con la stessa forza del 1799 e del 1943, diventando anche schiava di sé stessa.
A Napoli c'è la Camorra. A Roma ci sono certi politici. Quando L'Italia non va non è colpa di una parte, non di una sola parte. Quando l'Italia non va è perchè forse non abbiamo avuto il coraggio di scegliere gli uomini giusti. Allora non ci meravigliamo nemmeno delle parole di un ministro piccolo piccolo.
*Wikipedia
1 settembre 2010
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circo, dittatore, primo ministro, stalliere
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Nel circo equestre il primo ministro è diventato galoppino
Il nano e il clown truccato da lampadato sono scesi dal palcoscenico. Il pubblico pagato, fatto di giovani donne di bella presenza è stato congedato dopo una lezione sulla religione che verrà, una copia del Corano e una medaglietta con il ritratto del pagliaccio, prossimo salvatore. Ai visi ben truccati, (com)piaciuti e (com)piacenti anche la promessa di salvezza, ma solo in caso di conversione e il consiglio di cercar marito nel paese di là, per consolidare con promesse nuziali la nuova amicizia tra due paesi prima nemici.
I cavalli sono tornati nelle stalle, il dittatore è tornato dittatore e il primo ministro ha smesso di fare lo stalliere. Ma i panni da padrino non si smettono mai.
I riflettori sono stati spenti, le televisioni anche. I giornali del giorno prima sono diventati buoni per incartarci il pesce, che come l'ospite, dopo tre giorni puzza. E infatti l'ospite è andato via. A rimanere sono gli strascichi e le polemiche di quelli che ai parchi giochi preferiscono i giochi al parco; l'indignazione dei prelati che fra un miserere e un'estrema unzione maledicono la sessione di propaganda islamica, lanciando anatemi attraverso un giornale dal titolo futurista.
I malumori sono arrivati anche dal popolo verde che abita sopra il Po e che odia i neri, quasi tutti i neri, ma soprattutto quei neri (al)là(h). Eppure i toni non si sono accesi e le parole sono rimaste miti nel segno giusto del compromesso di ribadire che loro restano paladini e futuri crociati se necessario, ma che nessuna guerra (per adesso) sarà dichiarata per offendere le cerimonie del nano cerimonioso soprattutto mentre il nano generoso con i soldi dello Stato fa giocare il pagliaccio iroso, ma gioioso quando qui e solo qui può mettere in scena parate, festeggiamenti e cene di gala.
Eravamo il paese di pulcinella. Diventeremo il paese dell'amico beduino?
Carosone cantava: "Allah! Allah! Allah! ma chi c' ha ffatto fa'?"