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21 settembre 2011


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L'isola che c'è, ma che non vorrebbe esserci!

Lampedusa va a fuoco! E' esplosa la rivolta!
Sarà perché non è arrivato uno speciale regime fiscale. Sarà perché ancora si attende il rimboschimento dell'isola e i campi da golf. Sarà perché che fai la sera senza un casinò che sarebbe dovuto essere aperto? Sarà che alla fine nessuno ha imbiancato le case come quelle di Portofino. Sarà...
Intanto la cronaca ci dice che i poveri immigrati (nullatenenti), arrivati lì in mezzo al mare, minacciano di far saltare bombole di gas, contro i poveri poliziotti (con uno stipendio sotto i 2000 euro) accorsi con i manganelli per garantire l'ordine e l'incolumità dei poveri lampedusani (perché avere una casa al mare non significa essere ricchi), guidati dal loro povero sindaco (lui avrà lo stesso stipendio di un qualsiasi parlamentare?), armato di bastone.
Mia nonna diceva che "il cane mozzica lo stracciato".
Certo, si potrebbe invocare l'aiuto dello Stato, del presidente del consiglio. Si potrebbe chiedere di risolvere la situazione in 48 ore. Forse correremo il rischio di sentirci dire: "eh no! voi mi rubate le battute!"
Oggi questa è Lampadusa e non è l'isola che non c'è.
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17 settembre 2011


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Io mi dimetto!

Non ho mai pagato per fare sesso. E non ho mai chiesto soldi per fare sesso.
Non ho mai presentato Sanremo, non ho mai chiesto a nessuno di piazzare mio fratello in una fiction. Non sono ministro, non sono nemmeno consigliere regionale. Non vivo all'Olgettina. Non andrei mai a letto con un 75enne, nemmeno se fosse l'uomo più potente d'Italia.
Sono demodè? Sono all'antica? Sono una brava ragazza? Sono normale? Sono stupida? Sono solo una racchia che fa come la volpe che non arriva all'uva?
Fate vobis! 
Io preferirei la carriera politica della Merkel, che con il suo culone non appetibile (perdonatemi, ma nemmeno mi và di scrivere certe cose per citazione) tiene a galla un paese, alla carriera politica della Minetti, che sappiamo tutti essere meglio senza t-shirt, almeno in quel caso sembra riuscire a mostrare se non delle doti, delle zinne!
Io preferirei concentrarmi sui problemi di un'Italia che va a rotoli, piuttosto che sui problemi di un premier che va a puttane!
Io preferirei che si usasse il termine puttana, al termine escort, per tutte quelle ragazze che si mettono in fila davanti alla porta di una camera da letto con i loro sogni e con delle richieste da esaudire in cambio di toccatine nelle parti intime.
Io preferirei che non ci fossero eroine che dicono no, perché in certi casi, in questo caso, un no non sarebbe stato eroico, ma doveroso, naturale, normale se ci si considera delle donne del 21esimo secolo e non delle becere cortigiane dai tempi bui.
Io preferirei che a delle non dimissioni del nostro presidente del consiglio, seguissero le nostre dimissioni! Dimissioni da italiani, se a rappresentarci e a governarci c'è certa gentaglia.
Perché mi chiedo: dove sono andati i tempi di una volta, per Giunone, quando ci voleva per fare il mestiere anche un pò di vocazione... (*)
Non solo quello della puttana, ma anche per quello del Presidente del Consiglio.

(*) La città vecchia di Fabrizio De Andrè
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6 settembre 2011


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Sciò, però!

Adesso il Paese si salverà! 
Gli italiani hanno dimostrato di aver capito che questo governo sta manovrando male. Gli italiani hanno urlato, fischiato, sfilato. Gli italiani hanno dimostrato di non essere un paese di merda, ma di essere nella cacca! E la puzza comincia a farsi sentire. Altro che futuro roseo...
L'Italia sembra non saper crescere. Come i cani che somigliano al proprio padrone.
Il lavoro manca. Quindi a che serve uno statuto dei lavoratori? L'avrà pensata così Maurizio Sacconi, ministro del lavoro, quando ha deciso di inserire la modifica dell'articolo 8 dello Statuto dei lavoratori.  
Questo Paese ha bisogno di una svolta! E se non ci si fida più del Presidente del consiglio si potrebbe puntare sul nuovo che avanza. Si è fatto avanti il Presidente della Repubblica, che ieri ha preso in mano la gestione della crisi economica e finanziaria.
Questo governo non ha più alibi, ma si avvale della facoltà di non rispondere.
La Camusso si arrabbia: "Siamo sull'orlo dell'abisso!"
L'esecutivo promette: "Con questa manovra si fa un passo avanti!"
Appunto, ci salvi chi può! Si è alzata (l')Iva...
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22 aprile 2011


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Via Lassini delle liste! Anzi no...

Milan l'è sempre un gran Milan.
E il Pdl qui sembra una grande famiglia. Si, quella di "Parenti serpenti" di Mario Monicelli.
Donna Letizia si ri-candida a sindaco di Milano. A qualcuno può fra piacere a qualcun altro no. E parliamo della sua stessa coalizione. 
Parte la campagna elettorale, manifesti a destra e a manca. Donna Letizia in ogni salsa: spazzina, operaia, assistente degli anziani, vicina ai giovani, ai giovanissimi, in versione verde, come pulitrice di muri sporcati dai graffiti, tra le forze dell'ordine, tra i lavoratori, progettista. Milano ne è tappezzata. 
Eppure qualche spazio libero resta ancora. Da qualche parte spunta la faccia di Pisapia, o il faccione di Palmieri. E poi qualcuno vede rosso!! Saranno i comunisti? No! Proprio il contrario! 
E' una trovata (pubblicitaria) di Roberto Lassini, candidato nelle liste del Pdl per le elezioni comunali di Milano, che, ispirandosi alle parole del nostro Presidente del consiglio, fa fare dei manifesti rossi con la scritta: "Via Le BR dalle procure".
Apriti cielo! Per quei manifesti rossi tutti diventano incazzati neri! Il Pd insorge (c'è anche il Pd?), Il Presidente Napolitano stigmatizza i manifesti, Donna Letizia strepita: "O lui o me!"
Chi resta in silenzio è il Presidente del consiglio, copyright ed ispiratore dei manifesti.
Lassini fa un passo indietro e scrive a Napolitano scusandosi e annunciando la propria "rinuncia irrevocabile" alla candidatura alle comunali di Milano. Poi fa una giravolta: "rinuncio (solo) alla campagna elettorale", poi la fa un'altra volta: "se mi candidano non mi dimetto".
Il silenzio di Silvio Berlusconi diventa solidarietà espressa telefonicamente (ma non aveva rinunciato al cellulare?). Il quotidiano "Il Giornale" lancia la campagna "Io voto Moratti e Lassini", la Santanché (Santa chè?) diventa attivista del partito salva Roberto (Lassini, appunto). A fare da groupie anche Tiziana Maiolo, anti-giudici da sempre e nemica di Donna Letizia.
E Donna Letizia che fa? Per adesso resta incompatibile con Lassini, ma compatibile con Silvio Berlusconi, che si impegnerà in prima persona nel rush finale della campagna elettorale. Perché Milano è la cartina di tornasole. Qui si misurano gli umori del Paese. Oppure la coesione del Pdl.
Del resto se uno dei problemi di Silvio Berlusconi sono state le escort, il suo partito, il Pdl a Milano, non poteva che essere un "casino".
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7 marzo 2011


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Operazione faccia nuova

Ci vuole una gran bella faccia per essere il Presidente del Consiglio dopo quello che è successo!
Detto, fatto. 
Silvio Berlusconi si è sottoposto ad un intervento maxillo-facciale con trapianto osseo per ripristinare la mandibola dopo essere stato colpito da una copia del duomo di Milano in miniatura nel dicembre del 2009. 
A tirare la statuetta fu Tartaglia che all'epoca sembra aver pensato: "per colpire un uomo piccolo, ci vuole un duomo... in scala ridotta."
Dispiaciuti allora per il gesto, tiriamo un sospiro di sollievo adesso che apprendiamo che finalmente il nostro premier, che ha sempre messo l'interesse degli italiani e del suo paese davanti ai suoi,  abbia trovato il tempo per sottoporsi a delle cure adeguate.
Adesso ci auguriamo di vedere presto la sua nuova faccia.
Con quella vecchia ci diceva che Ruby era la nipote di Mubarak e che ad Arcore con le giovani ancelle si intratteneva solo per innocenti cene. 
Ora apprendiamo che l'intervento era necessario per ripristinare l'anatomia e la funzionalità masticatoria gravemente compromessa. 
Le cene innocenti saranno state a base di brodino caldo. 
Come conviene alla dieta di una persona anziana. E di giovani fanciulle.
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2 marzo 2011


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Telefono (a) casa

L'utente da lei chiamato potrebbe essere spento o irraggiungibile.
Peggio: l'utente da lei chiamato è inesistente.
Obama se ne farà una ragione. La Merkel ripiegherà su un altro capo di governo europeo.
Gheddafi in questo momento ha altro a cui pensare.
Masi è preoccupato.
Parecchi sms resteranno senza risposta.

Gli italiani possiedono un telefonino e mezzo a testa. Praticamente tutti hanno un cellulare. O quasi.
Poi c'è un uomo che ha deciso di abbassare le media e l'altezza, in questo caso, non c'entra nulla.
Un uomo ha deciso di vivere senza cellulare.
Sarebbe potuto essere una sorta di ritorno al passato, ma non è così.
Non l'ha fatto per la preoccupazione dopo essersi imbattuto nell'ennesima ricerca che avverte circa i danni causati dall'eccessivo utilizzo di un cellulare.
Non l'ha fatto per non perdersi tra le mille trappole delle varie tariffe telefoniche.
L'ha fatto per non essere intercettato. 
"Dovete sapere che il presidente del consiglio non ha alcun tipo di telefonino, perché è esposto a qualsiasi tipo di intercettazione". Lo ha detto lui stesso parlando in terza persona.
Come se l'unico modo per non cadere in conversazioni equivoche non fosse scegliere con cura le persone a cui chiamare, ma eliminare il mezzo. Per questo si elimina il telefonino.

Adesso bisogna trovare altri modi per comunicare. Un'idea sarebbe il passaparola, un'altra i piccioni viaggiatori, i segnali di fumo, andare in giro a cercare delle cabine telefoniche credendo di essere superman. In caso di affari molto privati si pensava di ricorrere al linguaggio farfallino. Per comunicare alle grandi masse, invece, si potrebbe ricorrere a continui proclami attraverso giornali e tv, ma l'idea non sembra originale e la strada è stata già ampiamente battuta. Il linguaggio dei fiori sembra essere destinato solo se si vuole far colpo su una bella donna. Il linguaggio gestuale sarà adottato nelle manifestazioni ufficiali e in caso di foto di gruppo. Una cosa ci si augura: sarebbe meglio astenersi dai pizzini.
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10 febbraio 2011


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Non sono Stato io?

"E' una vergogna! E' uno schifo!"
Come dargli torto? E vuoi vedere che alla fine mi toccherà essere anche d'accordo con il nostro Presidente del Consiglio?

"Alla fine nessuno pagherà, alla fine come al solito pagherà lo Stato."
La paura effettivamente, per noi normali cittadini, è questa. Come al solito.

"Farò una causa allo Stato visto che non c'è responsabilità dei giudici".
Causa a chi? Ma Presidente del Consiglio lei è un uomo di Stato, lei rappresenta questo Stato. Quindi chi accusa chi e contro chi intentiamo una causa?

"Faccio tanti sacrifici per fare un servizio al Paese. E proprio per il Paese mi ritrovo senza un dente. Poco fa qualcuno mi ha chiesto a che punto sono i miei denti dopo l'incidente (il lancio della statuetta del duomo a Milano, poco più di un anno fa, ndr): ancora non sono riuscito a impiantare uno dei denti perché ho il nervo sotto che non guarisce. Credo che sia un sacrificio abbastanza grosso per l'Italia visto che, se fossi rimasto un privato cittadino, non avrei corso questi rischi".
Forse sarebbe bastato andare da un dentista e non da una igienista dentale.

Sono confusa. Oppure è tutto chiaro.
Forse aveva ragione Umberto Eco quando sabato scorso, alla manifestazione promossa da Giustizia e Libertà per chiedere le dimissioni di Berlusconi, parlava di "eccesso di schizofrenia" del nostro premier?
"E come si fa ad essere governati da uno schizofrenico?"
Già.
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13 gennaio 2011


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Impedito a metà

Giudichi il giudice.
Guardi l'agenda, cerchi di venire incontro a chi lavora tanto, tanto, tanto, ma lasciamo che la legge resti uguale (quasi) per tutti, ovvero uguale a chi non si può dire impedito.
E come si fa? Bocciamo il comma 4, ma mettiamo delle postille al comma 3. Cioè?
Cioè la Consulta avrebbe bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull'impedimento e l'obbligo per il giudice di rinviare l'udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell'art.1 della legge 51 del 2010. Però è stato modificato il comma 3, rispetto al quale la Corte sarebbe intervenuta con una pronuncia 'additiva' , prevedendo che "il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti, rinvia il processo ad altra udienza".
Come dire: "oggi puoi? domani? ahò ma che c'hai da fà?! E va bene il viaggio diplomatico all'estero con l'amico tuo presidente, ma quella riunione nel transatlantico mi sembra un pò una baggianata! Facciamo che dopodomani ci vediamo in tribunale!"
Certo che questi giudici (in parte) comunisti sono lì, che in un modo o nell'altro ti aspettano al varco. Non mollano! E scommettiamo che ci sentiremo dire che proprio il giorno di quell'udienza il Paese avrebbe avuto bisogno di un impegno concreto, dell'approvazione di quella certa legge, o di quella certa discussione che ci avrebbe portato fuori dalla crisi, che ci avrebbe fatto accelerare nello sviluppo, che ci avrebbe fatto uscire dall'empasse e dallo stallo in cui siamo da mesi?!
Per fortuna il governo non è in pericolo e certo non risentirà di questa decisione. E comunque c'è la televisione per spiegare quanto la magistratura sia la patologia italiana. Bisogna solo decidere chi sarà la spalla migliore per il nostro vessato Presidente del Consiglio tra Vespa, Vinci e Signorini. Vediamo chi ha il picco di auditel più alto e la scia di saliva più lunga!
 

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