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9 novembre 2016
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#Trump #Presidente degli Stati Uniti d'America, America, Donald Trump, elezioni, elezioni presidenziali, Stati Uniti d'America
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L'Eletto
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12 marzo 2014
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elezioni, parità, parità di genere, quote rosa
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Parità degenere
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14 febbraio 2014
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Democrazia, elezioni, Enrico Letta, governo, governo Letta, Matteo Renzi, Pd
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Vota e fai votare?
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1 marzo 2013
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elezioni, elezioni 2013, scrutatore, seggi
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Sogno di uno scrutatore
Ho un sogno: uno scrutinio universale, per davvero, un voto così facile che non farlo è solo una scelta, vera, dove votano tutti, ma proprio tutti, dovunque essi siano purchè siano legittimati a farlo. Il diritto è libertà e la libertà è poter scegliere.
Per combattere il tuo nemico devi conoscerlo, così, mi sono iscritto alle liste come scrutatore e puntuale, alla prima tornata, arriva la chiamata! Ho così l'opportunità di studiare la cosa dall'interno, finalmente un faccia a faccia, per scoprire come girano gli ingranaggi della macchina elettorale, partendo dalla ruota più piccola (io)... e le ruote girano, l'avresti mai detto?!? I meccanismi sono collaudati e oliati, tra le mura di una bella scuola elementare, tra le facce scocciate delle forze dell'ordine e quelle speranzose dei giovani in cerca di un ripescaggio, tutto fila.
Presidenti, segretari, scrutatori e bidelli, plichi, matite, schede e cassettoni, buste e verbali, non manca niente, anzi, qualcosa avanza pure. Le schede sono quasi 1000, moltiplicate per 3, e vanno tutte firmate e timbrate. Si corre veloci, tra sigle e timbrature, ma il motivo di tutto ciò mi sfugge: alcuni timbri sono così lievi e alcune sigle così incomprensibili che non vedo come dovrebbero autenticare il tutto.
I registri sono divisi tra uomini e donne, per cui le signore e i signori fanno file separate, vengono gestiti su banchi separati e ho scoperto poi che c'è sempre più fila al tavolo delle donne che a quello degli uomini, come al bagno degli autogrill.
A parte qualche fanatico votatore della prima ora, gli orari della messa la fanno da padrone: non l'avrei detto che siamo ancora un paese così cattolico, povero illuso. E' divertente poi vedere come i primi giovani arrivino non prima di metà pomeriggio... o forse è deprimente? Non l'ho capito, fatto sta che i giovani non solo se la dormono, ma non si vedono proprio all'orizzonte, tanto che, sul piccolo campione della sezione, la percentuale di under 25 che vota è sotto la percentuale dei votanti. Peccato, perchè da loro, in salute e volenterosi, uno si aspetterebbe legittimamente qualcosa di più. Davvero in pochi sanno che ci vogliono 25 anni per votare al Senato: ricordo che a me, a scuola, l'avevano insegnato. Quando gli dici "voti solo alla Camera" ti chiedono "perchè", domanda assurda seconda solo alle risposte che ti danno quando chiedi il telefono cellulare.
Eh sì, perchè ci sono quelli che alla domanda : "hai il telefonino?" ti dicono "no", ma si vede lontano un km che mentono, e lo sapete, tutte e due. Quelli che ti vogliono dare il numero di telefono e quelli che "no, il numero non te lo do"... ma chi lo vuole? che me ne faccio? Quelli che gli squilla in cabina, e quelli che rispondono pure! E c'è pure il registro di chi ti lascia il cellulare, che poi li devi rincorrere comunque, tutti così abituati a tenerlo sempre addosso che non ne concepiscono la separazione. E poi ci sono quelli riluttanti, che non sanno dire le bugie, ma vedi nel loro volto una sofferenza nel lasciartelo e, guarda un po', c'hanno tutti l'iphone, 5! E' un vero spasso chiederlo ai giovani, che figurati se non ce l'hanno, dai! Ma i migliori sono quelli che ti dicono che è spento... che senso ha? ripeto: non è che sei al cinema e non devi disturbare, è che magari lo accendi e fai la foto e ti vendi il voto, anche se, Saviano docet, la mafia poi vuole la prova tangibile, la scheda bianca.
A dirla tutta vedi un giro tanta approssimazione, un margine di errore umano molto alto, una logistica tutta da verificare, per cui il voto diventa qualcosa che ti devi conquistare, in cui ci devi mettere del tuo. Il mio sogno di suffragio universale è lontano... però il 76% della Lombardia di questi giorni non è mica male! Alla fine la maggior parte delle persone va via sorridendo, perchè votare ti fa sentire parte di qualcosa, perchè tu sei uno come sono uno tutti gli altri (e non mi date del grillino che il concetto di "una testa un voto" non l'hanno certo inventato loro). E quando i conti tornano e tutti si sigilla e si manda al Ministero, ti senti di aver partecipato davvero alla vita del Paese, della società... quasi quasi andrebbe fatto fare a tutti, altro che militare! Bisogna affondare le mani nelle schede per capire.
Le possibilità di sbagliare sono tante, è vero, la discrezionalità è enorme, ok, però, sai che c'è? Forse è proprio qui che sta il bello: il destino del Paese è nelle mani delle persone più semplici, normali, umili, che possono sbagliare, sì, perchè è la vita. Sarò banale ma prendiamo autobus guidati da persone come noi, viviamo a decine di metri dal suolo in case costruite da muratori, non da scienziati, che poi sbagliano pure loro. E alla fine quando apri le urne e conti i voti ti senti investito di una bella responsabilità e cerchi di essere giusto e corretto, e conti e riconti, l'amico e l'avversario, tutti uguali.
Io resto della mia idea: sogno un suffragio universale vero, un voto così sempliche che possano votare tutti e tutti possano far sentire la propria voce. Sogno un voto più sicuro e con un margine di errore molto più basso di quello attuale e penso che la tecnologia e la rete possano svolgere un ruolo importante in tutto ciò, ma ammetto che si perderebbe questo straordinario momento di partecipazione, e questo un po' sarebbe un peccato. (*)
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22 febbraio 2013
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Beppe Grillo, elezioni, elezioni 2013, Oscar Giannino, Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi
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Momenti indimenticabili (di una campagna elettorale da dimenticare)
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9 gennaio 2013
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elezioni, elezioni 2013, liste elettorali, politiche
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Ce l'ho, ce l'ho, mi manca...
"E Balotelli?"
"E' una mela marcia e non vogliamo che rovini lo spogliatoio."
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8 maggio 2012
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amministrative, elezioni, Grillo, Lega, Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Pd, PDL, Silvio Berlusconi, sinistra, Tosi
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E...leggimi questo!
"Ma quello succedeva nella seconda repubblica."
"Non c'è due senza tre!"
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30 maggio 2011
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amministrative, Arcore, Cagliari, elezioni, Giorgio Napolitano, Milano, Novara, percentuali, risultati, Silvio Berlusconi, Trieste
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Risultati assurdi o assurdi risultati?
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27 maggio 2011
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Bryan Ferri, concerto, Daniele Silvestri, elezioni, Elio e le storie tese, Gigi D'Alessio, Letizia Moratti, Red Ronnie
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C'è Gigi? e la cremeria?
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16 maggio 2011
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Gente di seggio
22 aprile 2011
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comunali, elezioni, Giorgio Napolitano, Letizia Moratti, manifesti, Milano, PDL, Presidente del consiglio, Roberto Lassini, Silvio Berlusconi
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Via Lassini delle liste! Anzi no...
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15 novembre 2010
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auditel, Bersani, Cavaliere, crisi, elezioni, Fini, governo, Pd, Pisapia, tv
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Dice che dice... Bhooo
Dice che così non si va lontano. E si dice che le elezioni siano vicine.
Dice che è meglio dimettersi, per aprire un nuovo corso.
Dice che è successo un miracolo, il miracolo di (a) Milano. Dice che da qui si deve passare per capire il Paese.
Dice che il Pd ha perso le elezioni, le elezioni primarie.
Dice che Bersani ha guadagnato la prima serata.
Dice che il governo ha perso la propria maggioranza.
Dice che il Cavaliere è dimezzato.
Dice che Bossi resta, almeno per ora.
Dice che lo Stato deve garantire che davvero la legge sia uguale per tutti. Chi lo dice? Fini.
Dice che tira un vento nuovo.
Dice che stasera comunque piove. E quindi: "governo, ladro!"
Dice che questo Paese è fatto ancora di brava gente.
Dice che la tv aveva spento le coscienze.
Dice che la tv sta riaccendendo le coscienze.
Dice che quella gente davanti alla tv ha cambiato canale. Chi l'ha detto? L'auditel.
I punti di share domattina ci diranno dove andrà questa nazione, dopo che un "uccellino" ci aveva già annunciato la vittoria di Pisapia.
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7 settembre 2010
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elezioni, governo, Mirabello, paese, PDL, politica
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Politici sopra(f)Fini
Lo ammetto, sono disorientata.
Mirabello è un paesino nell'Emilia Romagna, una regione notoriamente “rossa”. Il sindaco di Mirabello è una donna eletta in una lista civica con un passato a sinistra. Tutto normale e quasi anormale in un paese a destra.
Mirabello su wikipedia non c'è, ma forse ci sarà.Potrebbe esserci dopo il 5 settembre 2010. Potrebbe esserci perchè a Mirabello si è detto che il “PDL non c'è più!” E il PDL su Wikipedia c'è.
Fini, una volta fascista, che fu MSI prima e AN poi, parla a braccio per quasi due ore e punta il dito verso il dittatore comunista: Berlustalin, il capo di un governo di destra.
Fini pronuncia parole strane come integrazione, rispetto, legalità, costituzione, popolo. Le parole che una certa politica, al governo, cercava di farci dimenticare e che una certa politica, all'opposizione, ha dimenticato. Fini pronuncia parole che quelli a sinistra credevano fossero a sinistra. Parole che quelli a sinistra hanno sperato fossero ancora a sinistra. Fini pronuncia parole da oppositore, diventando un oppositore stando in maggioranza. Fini, di questo governo, era un compagno di squadra. Fini adesso sembra solo un compagno. Un traditore per alcuni, il salvatore della Patria per altri. Forse è solo un'alternativa. Forse è l'alternativa. Forse. O forse no.
Quello che è certo è che Fini è un politico, non un imprenditore della politica.
Quello che è certo è che adesso la più grande differenza è tra chi intende la politica come interesse personale e tra chi la intende come un interesse comune. Quello che è certo è che c'è un vuoto in questo Paese e che la vera differenza è tra chi è capace di colmare quel vuoto e chi invece non ci riesce. Quel che è certo è che abbiamo una legge elettorale che è una porcata. Quello che è certo è che alla fine di un discorso politico ti devono tremare le mani dall'emozione e che se chiedi un bicchiere d'acqua quel tremore si vede.
Quello che è certo e che in caso di elezioni potrei cominciare a chiedermi cosa votare.
Il delfino divenne squalo, mentre si apriva la stagione della caccia al voto.