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17 novembre 2011


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Il governo del futuro

Ho guardato la foto di questo nuovo governo: uomini e donne, vestiti scuri, sobrietà e compostezza. 
Ho avuto paura.
Ho avuto paura perché questa gente non rideva, ma sorrideva e c'è una bella differenza.
Ho avuto paura perché questa gente dice che la crisi c'è e non la nasconde sotto il tappeto.
Ho avuto paura perché nessuno ha raccontato una barzelletta.
Ho avuto paura perché ho sentito pronunciare una parola "vecchia", talmente "vecchia" che mi è sembrata nuova: sacrificio.
Ho avuto paura perché guardandoli mi sono accorta che la politica ha fallito e che quei politici che hanno fallito dovrebbero essere sostituiti, ma a sostituirli non ci sono nuovi giovani politici, ma tecnici esperti, perché non abbiamo altro.
Ho avuto paura perché pur se rappresentano le eccellenze mi sono resa conto che non mi fido.
Ho avuto paura perché mi sono ritrovata a pensare, da blogger: "mi mancherà Brunetta, che forniva ottimi spunti per i miei post!" Poi ho letto la sua ultima intervista sul Corriere e mi sono resa conto che certa gente non perderà mai l'occasione per stare zitta.
Ho avuto paura che le parole di Berlusconi non fossero un addio, ma un avvertimento. O una minaccia.
Ho avuto paura dello spread, perché per la prima volta mi sono detta che lui se ne potrebbe fregare di questo governo.
Ho avuto paura che il vento nuovo fosse già finito.
Ho avuto paura che questo presente torni ad essere troppo presto esattamente come il passato.
Speriamo che passi.
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9 luglio 2011


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Sono finiti i Principi Azzurri

Tempi duri per chi sogna il principe azzurro!

Colpa di Kate, che, dopo qualche tira e molla, si è accalappiata il principe William, persino con la benedizione della nonna regina e che il giorno del suo matrimonio in diretta mondiale non solo ci toglieva uno degli scapoli più ambiti, ma ci rifilava anche la sorella Pippa, una donna che ormai nella vita non fa altro che camminare ed essere ripresa di spalle.

Colpa di Charlene, che, dopo figli illegittimi venuti (non suoi) e quelli che verranno (non suoi) e dopo alcuni tentativi di fuga, è convolata a nozze piangenti, impalando (e secondo me avrebbe voluto davvero) il non più giovanissimo Alberto di Monaco, di bianco vestito.

Colpa di Titti, che porta all'altare Renato Brunetta. 
Dite che non è un principe? Magari baciandolo...
Dite che non è un buon partito? Adesso c'è anche un nuovo segretario...
Dite che non ha alte doti morali? Qualche dubbio guardandolo, effettivamente, potrebbe sorgere...
Dite che è un cretino? L'ha già detto qualcun altro prima di voi...
In ogni caso sappiamo che sarà un gran bel matrimonio, piena di bella gente, quella esclusiva che appartiene solo alla migliore Italia, anche se sembra che Tremonti non abbia ricevuto l'invito. Forse perché considerato precario.

Tempi duri per chi sogna il principe azzurro. William, Alberto e Renato sono già stati presi, però fanciulle speranzose non datevi per vinte. La fidanzata di Berlusconi non è ancora pervenuta, quindi ci si può ancora candidare, ma sappiate che da oggi il premier potrebbe avere 560 milioni di euro in meno.

Sapete che vi dico? Visti gli uomini rimati e dati gli ultimi avvenimenti, io, decisamente, mi tengo quello che ho.
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15 giugno 2011


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Cornuti e mazziati

E' un pò come darsi la zappa sui piedi. 
E' un pò come dare del cornuto all'asino.
E' un pò come ammettere che non hai capito un tubo.

In democrazia i governi sono transitori. Durano il tempo di una legislatura, a volte anche meno e a volte anche più, nel caso di ri-elezioni, ma appunto devono essere rieletti. Quindi non sono per sempre e se non sono per sempre sono a tempo determinato e se sono a tempo determinato potremmo dire che in un certo senso sono precari. E a tempo determinato lavorano i ministri e quindi anche i ministri sono dei precari. E in questo momento sempre più precari, visto il vento che tira. Perché tira vento e fare certe affermazioni è come soffiare sul fuoco. 
Possibile che Brunetta non ci arrivi?!
Poi lo guardi ed è tutto chiaro: "no, non ci arriva!"
"Questi precari sono la peggiore Italia!".
Poi cosa farà? Sputerà in aria e rimarrà lì a guardare immobile dove cadrà lo sputo?

Poi c'è Stracquadagno, che straguadagna e straparla e che, in una calda giornata di giugno con le sue affermazioni che sembrano fare eco a Brunetta mi ricordano il film: "Scemo e + Scemo".
"Perché su internet noi non vinciamo? Ma scusate ragazzi, hanno un esercito che alle 2 del pomeriggio va a casa e non fa un cazzo!"
Lui in parlamento fa otto ore più gli straordinari?

A questo punto forse dovremmo esaudire i desideri della Lega: "Basta con le sberle."
Qualcuno dovrebbe cominciare a prenderli seriamente a calci nel sedere!
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12 settembre 2010


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Un ministro piccolo piccolo

"Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l'Italia sarebbe il primo Paese in Europa". Sono le parole del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che parlando del federalismo aggiunge: “C'è un sistema malato ben rappresentato dalla "conurbazione" Napoli-Caserta che è un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c'è, non c'è la politica, non c'è la società".

Napoli è una città dalle mille anime e dalle mille facce. Non un paradiso, non lo è mai stato. A Napoli c'è la Camorra vi si è sostituito allo Stato quando lo Stato ha lasciato uno spazio così grande da poter essere sostituito. Ma Napoli ha mille anime e mille facce.

Fu fondata tra il IX e L'VIII secolo a.C. da coloni greci; successivamente rifondata come Neapolis (Νεάπολις in greco) nella zona bassa tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C. Nel corso della sua storia quasi trimillenaria Napoli vedrà il susseguirsi di lunghe e numerose dominazioni straniere, rivestendo una posizione di rilievo in Italia e in Europa. Dopo l'impero romano, nel VII secolo la città formò un ducato autonomo, indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni fu capitale del Regno di Napoli. Da Napoli, agli inizi del XV secolo, sotto Ladislao I di Durazzo, partì il primo tentativo di riunificazione d'Italia; successivamente la città divenne il centro politico dell'Impero Aragonese. Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali fu, dal basso medioevo fino all'Unità, tra i principali centri di riferimento culturale, al pari delle altre principali capitali del continente. (*)

Nel 1799 le armate francesi, le più forti del tempo, erano state fermate all'ingresso della città da un'insurrezione di popolo, dopo che si era sciolto l'esercito borbonico.

Nel settembre del 1943 una nuova insurrezione dei civili riuscì a liberare Napoli dall'occupazione delle forze armate tedesche. Prima dell'arrivo degli americani.

Napoli è una città dalle mille anime e dalle mille facce e dalle mille colpe. Una è quella di non aver risposto sempre ai tipi di occupazione di cui è stata vittima, con la stessa forza del 1799 e del 1943, diventando anche schiava di sé stessa.

A Napoli c'è la Camorra. A Roma ci sono certi politici. Quando L'Italia non va non è colpa di una parte, non di una sola parte. Quando l'Italia non va è perchè forse non abbiamo avuto il coraggio di scegliere gli uomini giusti. Allora non ci meravigliamo nemmeno delle parole di un ministro piccolo piccolo.


*Wikipedia

 

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