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2 ottobre 2013


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Non ho capito niente

Ricapitoliamo: Berlusconi ha ordinato a questi di dare le dimissioni per non essere compartecipi dell'aumento dell'IVA, l'IVA è aumentata e loro hanno ritirato le dimissioni anche se il loro capo non era d'accordo. Volevano far cadere il governo, ma poi hanno votato la fiducia e tengono in piedi il Governo. Sono al governo ma parlano come se fossero all'opposizione. Sono un partito unico, ma litigano come se fossero del Pd, con mille correnti. Berlusconi, che aveva dichiarato guerra promettendo di far cadere Letta, ci aveva giurato di essere appoggiato dai suoi per poi ritrovarsi solo,  tanto che alla fine vota la fiducia per risolvere una crisi che lui stesso aveva generato e dopo aver votato la fiducia dice: "Nessuna marcia indietro" e Formigoni fa sapere che i dissidenti del Pdl potrebbero formare un gruppo che potrebbe chiamarsi Pdl. Gli unici che mantengono la parola data sono quelli del M5S che tra le parole pronunciate minacciano anche l'ex senatrice proprio del loro gruppo, ora nel Gruppo Misto, dicendole: "Ti aspettiamo fuori!" come il bullo della scuola che gonfia il petto. Intanto il Pd incassa. Incassa qualsiasi cosa e stavolta gli va bene che è la fiducia, ma è la fiducia del Pdl. E noi che credevamo di aver visto tutto quando abbiamo visto litigare Sallusti e Cicchitto.
Forse Berlusconi è davvero (politicamente) morto o forse potrebbe ancora risorgere tra qualche giorno.
Io, che davvero non riesco più a capire, so solo che Dio è morto, Marx pure e gli unici a non stare tanto bene siamo noi, perché gli altri continuano a giocare sulla nostra pelle. (*)

(*) post generato anche da alcune considerazioni di e con Antonio Giordano, che come me, non ha capito niente.
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5 agosto 2013


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Armiamoci e andateci

Consigli utili per la riuscita di una buona guerra civile.

Per le donne:
- venite con le unghie ben affilate. Passate prima dalla manicure.
- Marciare in una guerra civile non sarà cosa facile. Sostituite i tacchi a spillo con le zeppe.
- La guerra non è una festa, quindi evitare vestiti sgargianti. Si consiglia il tubino nero e lo chignon.
- Indossate solo gioielli eleganti. La nostra è una guerra civile, ma anche una guerra di classe.
- Muovetevi in sincro, come i balletti del Bagaglino e ricordate: quelle più gnocche davanti e le più bruttarelle dietro. Anche se poi, a ben pensarci, quelle bruttarelle sono comuniste.
- Alla guerra potete portare anche i vostri cagnolini, purché entrino nell'ultimo modello di bauletto di Luis Vuitton.

Per gli uomini:
- indossate magliette con messaggi chiari. Purchè siano firmate.
- Preparatevi alla guerra come fa Bondi. Leggete le sue poesie.
- Mettete scarpe da ginnastica. Quelle che indossate per andare in barca andranno benissimo.
- Immedesimatevi nel vostro capo e diventate evasori e se lo siete già smettete anche di chiedere lo scontrino al bar.
- Se proprio non volete essere riconoscibili durante la guerra, mettete i vostri occhiali scuri, preferibilmenti quelli all'ultima moda.
- Alla guerra potrete recarvi con il vostro Suv, purché lo lasciate nel parcheggio dei bus, noleggiati per portare gli anziani con colazione a sacco.

La direzione distribuirà bandiere, bottigliette di champagne, cd di Apicella, aperitivi a base di ostriche dopo le 18:30.
La guerra dovrebbe cominciare subito, ma la direzione si riserva la possibilità di rimandare tutto a settembre, a causa delle possibile colate di cerone dovute al caldo eccessivo.
Sono vietate qualsiasi attività di pensiero che si allontanino dal pensiero di Gasparri.
La guerra civile non comincerà mai prima delle 10 del mattino e si fermerà per consentire i pranzi e le cene eleganti e le attività di shopping in centro. 
Astenersi amanti della Costituzione e comunisti.

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26 luglio 2013


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Parole evasive. Porole eversive.

Ci sono ragioni profonde che spingono molti soggetti verso comportamenti di cui farebbero a meno. Esiste una connessione stretta tra pressione fiscale, spesa ed evasione. Esiste, dunque, un'evasione di sopravvivenza.

Quella appena scritta, in Italia, è un'affermazione vera. Una terribile ovvietà per chi vive nel nostro paese, qualcosa che tutti sanno e che tutti si dicono. Eppure c'è tutta una serie di persone che non dovrebbe mai pronunciare una frase del genere.

Non dovrebbe dirlo il dottore che lavora nella sanità pubblica, ma che, se hai qualche problema di salute ti strizza l'occhio e alla prima visita ti dice: "se vuole le faccio saltare un pò di attesa e la visito nella clinca dove si servono delle mie prestazioni."

Non dovrebbe mai dirlo il commercialista che anzichè aiutarti a pagare meno tasse ti dice come fare ad evaderle.

Non dovrebbe mai dirlo chi va in giro con la porsche cayenne, ma non ha dichiarato nemmeno la sua vecchia 126.

Non dovrebbe dirlo l'architetto che ti manda un preventivo per quei lavori in casa e poi ti dice: "Ma non ti preoccupare, che poi facciamo come ho fatto con la ristrutturazione della mia villa al mare."

Non dovrebbe mai dirlo quel vip italiano che ha tanto successo in patria e all'estero, che lo vedi sempre in giro tra le località più cool del paese e che poi ha la residenza a Montecarlo.

Non dovrebbe mai dirlo il dipendente, quello che le tasse le paga tutte, perché sarebbe un po' come darsi la zappa sui piedi.

Non dovrebbe mai dirlo il professionista che sa che può permettersi di speculare sulla povera gente, perchè è gente povera.

Non dovrebbe mai dirlo il politico, perché dovrebbe essere lì affinchè tutti paghino le tasse, magari abbassando quella pressione fiscale troppo alta.

Non dovrebbe mai dirlo il politico del Pdl, eppure non fanno altro che ripeterlo da anni.

Non dovrebbe mai dirlo il politico del Pd, perché il politico del Pd dice di essere diverso dal politico del Pdl.

Non dovrebbe mai dirlo un viceministro dell'Economia perché non aiuta l'economia.

Oggi, invece, in un governo di larghe intese capita anche questo.
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18 aprile 2013


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La verità mi fa male, lo so!

Io vi chiedo scusa, perché, è vero, alle ultimi elezioni ho votato PD.
Io vi chiedo scusa, perché davvero ho pensato che loro sarebbero stati quelli che ci avrebbero portati fuori da 20 anni di berlusconismo.
Io vi chiedo scusa, perché ho creduto alla forma di democrazia di un partito che sceglieva di interpellare i propri elettori per prendere le grandi decisioni sui nomi e le persone da scegliere.
Io vi chiedo scusa, perché mi sono fidata di Bersani quando diceva: "MAI con Berlusconi!"
Io vi chiedo scusa, perché li ho difesi quando si parlava di inciuci in nome di un cambiamento a cui loro avrebbero contribuito.
Io vi chiedo scusa, perché mai come stavolta io ho scelto loro e non Vendola o qualche sinistra più a sinistra.
Io vi chiedo scusa, perché la colpa del fallimento elettorale l'ho data a chi ha votato gli altri.
Io vi chiedo scusa, perché mi sono ostinata a considerare giusto un partito morto o che non sa fare altro che operarsi per il proprio suicidio.
Io vi chiedo scusa, perché non mi sono unita ai cori dei: "vaffanculo", "siete tutti morti", "vi mandiamo tutti a casa".
Io vi chiedo scusa, perché quelli che io ho votato non hanno avuto coraggio, non hanno avuto sensibilità, non hanno avuto lungimiranza e non hanno avuto rispetto, per me e per quelli come me, ma anche per quelli come voi.
Io vi chiedo scusa, perché questo paese, soprattutto adesso, avrebbe bisogno di altro.
Io vi chiedo scusa, perché, forse, sono migliore di loro, ma ho finito per non dimostrarvelo.
Io vi chiedo scusa, perché avevo dato loro un'altra chance e poi un'altra ancora.
Io vi chiedo scusa, perché ho lasciato che mi tradissero.
Io vi chiedo scusa, perché adesso sono furente, incredula, delusa, smarrita.
Io vi chiedo scusa, ma vi prometto che, alla luce di quello che sta succedendo oggi, non lo farò più.
Votare Pd, intendo.
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28 marzo 2013


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Il nuovo che è avanzato.

Quindi, ricapitolando, l'idea che mi sono fatta suona un po' così:
- Bersani è la vecchia politica, non ha vinto, anche se toccherebbe a lui governare, per la legge dei grandi (mica tanto!) numeri. Bersani è vecchio, ed è talmente vecchio che ha capito che il suo tempo è quasi scaduto, che lui presto sparirà e che l'unica cosa che può fare, affinchè con lui non sparisca tutto il Pd, è lavorare per un vero cambiamento, di quelli che nemmeno ha mai sperato, di quelli per cui non si è mai realmente impegnato, che poi, a ben pensarci, se l'avesse fatto non saremo a questo punto e lui, forse, sì che avrebbe vinto.
- Berlusconi è vecchio e dirgli solo vecchio è fargli un complimento, ed è talmente vecchio che non guarda al futuro, ma al passato: "Se vinco farò lo stesso governo del 2011, ma con Terzi al posto di Frattini!" E noi che avevamo rivalutato Frattini! E' talmente vecchio, che l'unica cosa che gli importa è vivere al meglio i suoi ultimi anni e al diavolo se il suo meglio coincida con il nostro peggio!
- Grillo è il nuovo, ma è il nuovo in mezzo a questo vecchiume! 
Che poi a ben guardare usa lo stesso linguaggio della Lega di 20 anni fa, solo un tantino più aggressivo, solo un tantino più volgare, solo con qualche vaffanculo in più, ma io sta cosa l'ho già vista e se l'ho già vista allora non è proprio nuova.
Che poi a ben guardare il nuovo è nello streaming degli accordi con gli altri, ma non nello streming delle riunione interne, quelle con i capi per intenderci, perché fate gli streaming con chi dico io, ma non fateli quando ci sono io!
Che poi a ben guardare il nuovo è nel dire sempre no, solo no, nient'altro che no, lo giuro! E allora a ben guardare il cambiamento, più che cambiamento è immobilismo, è stare fermi, arroccati nelle proprie posizioni, ma io sta cosa l'ho già vista e se l'ho già vista allora non è proprio nuova.
Che poi a ben guardare il nuovo è nel dire: "Lasciate fare a noi, che se lasciate fare a noi, noi diciamo SI al cambiamento! e se non lasciate fare a noi, noi non vi facciamo lavorare per il vostro cambiamento!" Insomma il nuovo sta nel ricattare politicamente gli altri, ma io sta cosa l'ho già vista e se l'ho già vista allora non è proprio nuova. 
Che poi a ben guardare il nuovo è nel tornare al voto con una legge ellettorale vecchia, brutta, sbagliata di quelle che rendono il paese ingovernabile a meno che non si prenda il 51%, ma meglio sarebbe il 100%, che poi è quello che vorrebbe Grillo, ma il 100% in democrazia non esiste e allora se non è democrazia il nuovo sta nel potere totalitario, assoluto, senza gli altri, quelli vecchi che ormai sono circondati e morti, ma io sta cosa l'ho già vista (anzi per mia fortuna non l'ho proprio vista, ma ne ho sentito parlare) e se l'ho già vista (anzi per mia fortuna non l'ho proprio vista, ma ne ho sentito parlare) allora non è proprio nuova.

Che poi a ben guardare non è affatto un bel vedere.
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28 febbraio 2013


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(Chi) Vince chi perde

Devo ammetterlo: io non so se mi sono ancora ripresa e sarà per questo che più passa il tempo e più le cose non mi sono tanto chiare.
Allora, il Pd è arrivato primo, ma non ha vinto. Ha la maggioranza alla Camera, ma questo conta ben poco se non si ha la maggioranza anche al Senato. Quindi la camera è declassata? Cos'è, uno sgabuzzino?
Il Pdl non ha vinto, anzi ha perso più o meno 6 milioni di voti, ma esultano come se fossero arrivati primi, a differenza di chi è arrivato primo, perchè queste elezioni hanno sancito il grande ritorno di Berlusconi. Quindi pur avendo perso sono strafelici perché, in fondo, si aspettavano di sparire.
Sparire, il rischio che hanno corso quelli della Lega, che hanno perso, in termini di voti, in Lombardia, in Piemonte e in Veneto, ma che poi ottengono la presidenza della regione lombarda con la vittoria di Maroni e che governano nelle regioni economicamente più ricche d'Italia.
Quelli che sono spariti davvero, invece, sono i comunisti che in Puglia non votano Vendola, che in Italia non votano Ingroia, figuriamoci Bersani, che ora qualcuno vorrebbe far sparire, ma che corrono tutti verso il Movimento arrabbiato 5 Stelle, quello di Grillo, per intenderci, che non vuole fare il premier in caso di vittoria, che non vuole andare alla Camera, nè al Senato e che per questo non chiede di essere eletto in prima persona, perché c'è la gente del movimento, la gente comune che deve rappresentarci e che poi dopo aver preso il 25% grida alla vittoria. E lui sì che ha vinto, ma non è arrivato primo, come avrebbe voluto. Però adesso detta l'agenda, la strategia, le alleanze, le non alleanze, la salita al Colle per le consultazioni e il movimento resta fermo, mentre il capo si muove, parla, decide. Il movimento collettivo è il pensiero di un uomo espresso attraverso le pagine di un blog, un blog si sostituisce alle sedute parlamentari, agli incontri di vertice. Con un blog si governa l'Italia e quel blog (cazzo!) non è il mio, perché io sì, che non sono arrivata prima. Vuoi vedere allora che ho vinto?
La democrazia, che doveva essere espressione dal basso, adesso si esprime attraverso i commenti del post di uno.
Poi Napolitano va in Germania e lì, all'estero, viene preso in giro da chi non capisce come si faccia ad essere ostaggio dei clown. Lui ascolta e si incazza e si meraviglia. Ma cosa si meraviglia se sono anni che appena un italiano va all'estero si sente fare la stessa domanda?! In Italia sta cambiando tutto, solo la nostra percezione all'estero non cambia, solo all'estero non (ci) capiscono (?!).
Anch'io non capisco, non capisco più come si fa a vincere e come si fa a perdere. 
Poi penso a Fini e un'idea più chiara sulla sconfitta mi viene. Poi penso a Scilipoti e dovrebbe essermi più chiara l'idea di vittoria?!
Niente, ho mal di testa, ho mal di pancia, sono costipata, sono confusa, sono disillusa, penso di fare le valigie, ma so che, almeno io, tenderei ad escludere il Guatemala.
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12 luglio 2012


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Minestra e finestra

Silvio Berlusconi potrebbe ricandidarsi come leader del Pdl. Il suo ritorno in campo (ne è mai uscito?) potrebbe essere definitivo, ma solo dopo l'estate. Evidentemente prima ha paura che gli si sciolga il cerone, che la panzetta si veda troppo, che la tintarella non ancora perfetta lo faccia sembrare più morto che vivo, che il medico non è ancora rientrato dalle ferie per qualche lifting di ripresa, che il vento gli spettini i capelli, che ci voglia ancora un po' di tempo per far sembrare questa minestra cucinata e non solo riscaldata. In ogni caso è una politica triste, quella politica che non riesce a trovare nuove alternative, non dico valide alternativa, ma almeno nuove anche se poi prova a prometterle. Poi vengono fuori i vecchi nomi, le solite strategia, la vecchia miopia. A destra, a sinistra, di sopra, di sotto, di lato. Persino il nuovo si scopre non così tanto nuovo da preferire gli stratagemmi di una politica che non si lascia scegliere, votare e giudicare. 
Il Pdl depone Alfano per rimettersi nelle mani di Silvio. Qualcuno persino riesce ancora a pensare che lui sia l'unico a poterci governare. Giuro, l'ho sentito ieri per radio! Il Pd non riesce nemmeno a capire come fare le primarie per candidare un nome ed una faccia come premier. Renzi piace più a destra che a sinistra o più a sinistra che a destra. Non l'ha capito nessuno. Grillo starnazza perché è lui l'unica cosa nuova in questo quadro e poi si attacca al porcellum. Il Movimento 5 Stelle non dice nulla se non attraverso la bocca del suo capo (comico). Casini non fa casini perché è troppo moderato. Di Pietro starnazza, Vendola non vuole correre senza l'Idv. Fini, Fini chi? Resta la Lega, perché non c'è mai fine al peggio. Poi ci sono i tecnici che non si ricandidano, così dicono, adesso. Poi vediamo quanto saranno tirati dalla giacchetta e chi tirerà più di altri. Montezemolo dice che arriverà come un treno, quindi in ritardo. Chi rimane? E che ne so? Mica sono una che può fare analisi politica? Mica sono l'opinionista di turno che proprio non può esprimere un'opinione? Poi certo, fatemi dire la mia: che tristezza, che desolazione. 
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26 giugno 2012


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Querela il blogger

A volte ritornano. Le questioni sempre aperte, su cui puntualmente si torna a disquisire. Quelle su cui ognuno deve aggiungere qualcosa alla luce dei nuovi avvenimenti. In questo caso ci si chiede se i blogger sono pericolosi e per chi. Capita di soffermarsi su certe quisquilie, bazzecole, pinzellacchere, sciocchezzuole, se quello che si scrive può risultare indigesto, seppur vero. Capita di soffermarsi su certe quisquilie, bazzecole, pinzellacchere, sciocchezzuole, se il soggetto di cui si scrive storce il naso, contrae la bocca e muove la mascella e prova a mangiarti soprattutto perché, magari da blogger, sei meno protetto e più facile da attaccare e spaventare, seppure quello che scrivi è vero. Capita di soffermarsi su certe quisquilie, bazzecole, pinzellacchere, sciocchezzuole, quando un politico fa quello che gli riesce meglio: badare e conservare i propri privilegi da casta, utilizzando i tribunali chiamati ad esprimersi sull'onta scritta ricevuta, anche se poi quello che scritto risulta vero, ma tanto campa cavallo che l'erba cresce e nel frattempo il blogger è indagato per diffamazione. 

Quisquilie, bazzecole, pinzellacchere, sciocchezzuole, quelle per cui il senatore e avvocato del Pdl Franco Mugnai ha querelato Massimo Malerba (il Post Viola), che ha avuto la malaugurata idea di scrivere di queste quisquilie, bazzecole, pinzellacchere, sciocchezzuole, che sarebbe stato meglio tacere?

«C’è riuscito Franco Mugnai (Pdl) ad evitare che quella norma a suo avviso “iniqua”, che prevedeva il dimezzamento dello stipendio per i parlamentari con doppia attività, entrasse nella Manovra. Certo ha dovuto sudare, ha dovuto lavorare un’intera settimana andando avanti e indietro per le stanze del Palazzo a raccogliere firme tra i senatori di entrambi gli schieramenti sostenendo sempre la stessa tesi: “Giù le mani dalle nostre indennità”. Un’attività frenetica che gli ha tolto il sonno ma che la fine ha pagato. Il provvedimento non è passato, seppure fosse stato già approvato dalla commissione Bilancio. Al contrario dell’aumento dell’Iva (385 euro in più all’anno a famiglia), della cancellazione dell’articolo 18 e dell’aumento dell’età pensionabile che invece i senatori hanno approvato prontamente perché è necessario stringere la cinghia. E’ necessario per noi ma non per loro, chiaramente. Adesso possono stare tranquilli i deputati e i senatori con doppia attività (tra cui l’avvocato Mugnai): non dovranno più dimezzarsi lo stipendio parlamentare. E sennò che Casta sarebbe. Tanto chi se ne accorge».


Si, certi blogger vanno fermati. Perché pericolosi? No, perché scrivono cose che potrebbero essere vere.
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8 maggio 2012


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E...leggimi questo!

"Quindi, com'è andata?"
"Ha vinto la sinistra!"
"Maddai! Incredibile..."
"Si, in Francia."
"Mi sembrava strano. Ok, ma in Italia?"
"Ha perso il PDL"
"Come ha perso il PDL? Quanto ha perso il PDL?"
"Sciolto come neve al sole ai primi caldi."
"E Berlusconi che ha fatto?"
"Qualche sera fa ascoltava il duello tra i candidati alla presidenza francese: Hollande diceva a Sarkozy che Berlusconi era amico suo e quello si difendeva dicendo che no, in realtà era amico di Hollande, così Berlusconi, che ha creduto di essere amico di tutti, si è messo in cammino per la Francia per salire sul carro dei vincitori, ma tutti hanno finto di non riconoscerlo e così, visto che la voglia di festeggiare un amico vincitore era rimasta, è andato fin in Russia ad osannare Putin."
"Quindi non c'era?"
"Un po' come fanno i topi quando la nave affonda. Ma ha già una grande idea e un nuovo leader."
"Alfano?"
"No, la Santanchè!"
"La Santa chè?! Non è possibile! E la Mussolini che dice?"
"Per solidarietà femminile ha fatto sapere che accetta la cosa. E si è armata."
"E la Lega?"
"Ha perso."
"Povero Tosi!"
"No, lui ha vinto. Ricordi? Lui era quello che da uomo di Lega aveva deciso di correre senza legarsi, alla Lega."
"E il terzo polo?"
"Non ha sfondato e non ha fatto da ago di nessuna bilancia."
"A questo punto non resta che la sinistra. Ha vinto la sinistra! Ha vinto il PD?!"
"Si, ma solo in parte e solo dove l'avevano spuntata i candidati non scelti dal PD."
"Vuoi dire che a Palermo Ferrandelli non ce l'ha fatta?"
"Ha preso il 17,59% dei voti, ma va al ballottaggio."
"Con chi?"
"Leoluca Orlando, il nuovo che avanza o che era avanzato. Lui ha preso il 47,94%"
"Tempi bui per tutti."
"Ci sono sempre le stelle."
"Ti metti a fare il romantico?"
"Parlo del movimento 5 stelle."
"Quelli del Grillo parlante?"
"Quelli di Grillo straparlante. E l'antipolitica si fece politica..."
"Ma non sembra la storia della Lega?"
"E la storia a volte si ripete..."
"Ma quello succedeva nella seconda repubblica."
"Non c'è due senza tre!"


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15 luglio 2011


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La camorra a Pagani non esiste

La sveglia è suonata come tutte le mattine. Poi ha squillato il telefono.
Mia madre: "Hai saputo la notizia?"
"E' morto Berlusconi?"
"No, hanno arrestato Alberigo Gambino."

Alberigo Gambino, ex sindaco di Pagani (Sa), rieletto al suo secondo mandato con il 76,7% dei voti, il sindaco più votato d'Italia nelle amministrative del 2007, ora consigliere nella giunta regionale della Campania, era finito in passato sotto inchiesta per peculato e condannato in primo e secondo grado e allontanato dai pubblici uffici. Lo scorso 19 maggio, poi, il Consiglio regionale della Campania aveva preso atto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 aprile che disponeva la cessazione della causa di sospensione dalla carica di Gambino, che veniva quindi reintegrato come consigliere regionale.

Stamattina i carabinieri lo hanno arrestato con l'accusa di concussione e associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico - mafioso. Con la sua stessa accusa sono state arrestate altre sei persone: Raffaele Trapani, presidente della Paganese Calcio; Giuseppe Santilli consigliere comunale del Pdl; Antonio e Michele Petrosino D'Auria; Francesco Marrazzo, imprenditore della Torretta Cave, Giovanni De Palma, architetto dell'ufficio tecnico di Pagani.

Ho riso e ho detto a mia madre: "Mamma, può capitare quando fai parte del partito degli onesti!"
Poi ho cominciato a pensare.
Ci pensavo mentre leggevo le battute d'agenzia e le notizie on line dai vari siti di informazione.
Ci pensavo mentre guardavo le gallerie fotografiche dei fatti importanti della giornata, che mi arrivano via mail per il lavoro che faccio (c'era anche il faccione di Alberigo).
Ci pensavo mentre un amico mi raccontava la meraviglia per una cosa che gli era capitata la sera prima.
Ci pensavo mentre non riuscivo a concentrarmi sulle sue parole, ma sentivo salire il mal di stomaco.
Ci pensavo mentre commentavo la notizia con un amico delle scuole medie. Le scuole medie fatte in una scuola di Pagani.
Ci pensavo e ci penso ancora: "Non c'è niente da ridere!"
Di che schieramento sia Alberigo Gambino non ha importanza. L'accusa dice: Gambino con altri avrebbe creato un sistema che, con la complicità locale e di livello regionale, consentiva loro di gestire la pubblica amministrazione per controllare le principali attività economiche e imprenditoriali della zona.
La camorra come sistema di governo.
Tutti uguali. Chi ha fatto, chi ha lasciato fare, chi griderà al complotto, chi proverà ad usare le parole per giustificare.
Ecco a voi il sistema politico - mafioso.
Me ne frego dei nomi, delle facce, della vergogna, della tristezza.
Quello che state facendo a questo paese fa schifo.
Quello che stiamo lasciando fare a questo paese fa schifo.
Voi mi fate schifo. Io mi faccio schifo.
Sento il disagio, la rabbia, l'indignazione, la rassegnazione, la volontà di non voler più pensare di tornare.
Voi mi fate schifo. Io mi faccio schifo.
Voi che, come me, dite che la camorra sta solo da una parte. Voi mi fate schifo.
Voi che dite che è tutta una montatura. Voi mi fate schifo.
Voi che dite che ormai è tutto normale. Voi mi fate schifo.
Voi riuscirete persino a dire che la camorra non esiste. Voi mi fate schifo.
Io potrò pensare che sia tutto normale e che avete ragione e allora si che mi farò schifo.
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30 giugno 2011


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Intercettami questo!

Il Pdl chiederà, nella riunione dei capigruppo di Montecitorio prevista per oggi pomeriggio, di riprendere l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni messo a punto dal governo.

Dicono che questa legge contro le intercettazioni serve a tutelare la nostra privacy.
Ed io penso: "Che strano!"
Noi che se vogliamo cercare un fidanzato andiamo in tv e seduti su un trono facciamo un casting a fanciulle scosciate o a uomini dal petto lucido e depilato.
Noi che per lasciare un fidanzato andiamo su un'isola deserta a fliertare con un compagno d'avventura per poi salutare il nostro grande amore in diretta via satellite.
Noi che mettiamo al mondo dei figli solo dopo aver chiamato le telecamere della vita in diretta, confondendo il senso metaforico di un titolo di una trasmissione con il senso letterale.
Noi che passiamo mesi e mesi a guardare gli strani equilibri di una casa di rinchiusi pensando che quella sia la realtà, dove l'unico momento di privacy è quello concesso per i bisogni fisiologici.
Noi che se dobbiamo chiedere scusa a qualcuno anziché alzare il telefono chiamiamo un postino e invochiamo l'aiuto della De Filippi che resta a metà strada tra una busta mezza aperta e mezza chiusa.
Noi che se vogliamo rivedere un parente che abita al di là dell'oceano anziché comprare un biglietto aereo scriviamo una lettera alla Carrà per poi piangere in prima serata il sabato sera.
Noi che abbiamo imparato quanto le pupe siano brave a farsi la doccia in topless con movenze da filmetti alla Edwich Fennech (ma almeno il cinema era un'arte, mentre la tv...) e come i secchioni siano sfigati, imbranati e vogliosi. Poi per fortuna mi viene in mente che in questo paese i secchioni non sono gli studiosi e quelli vivono di ricerca e di assegni di borse di studia da 800 euro al mese, o emigrano senza passare in tv.
Noi che compriamo un giornale solo se farcito di gossip per farci gli affaracci di questo o di quell'altro pseudo vip.
Noi che abbiamo confuso la cultura con le chiacchiere da parrucchiere.
Noi che abbiamo telecamere ad ogni angolo di strada, ad ogni banca, ad ogni entrata di negozi, in nome della sicurezza e spesso di una lotta al terrorismo che va sempre in una sola direzione, quella che evidentemente fa comodo a qualcuno.
Poi ad un tratto ci dicono che dobbiamo rispettare la privacy di tutti. Di tutti chi? Politici, mafiosi, furbastri del quartierino, grossi finanzieri, medici truffaldini, banchieri, ministri, dirigenti e chi altri?
La mia privacy? La mia privacy non passa attraverso una legge bavaglio.
Di cosa abbiamo paura? Che qualcuno ascolti le telefonate con nostra madre, in cui lei si lamenta del nostro poco ordine, o in cui ci dà la ricetta della parmigiana di melanzana?
Di cosa abbiamo paura? Che qualcuno ascolti le telefonate con un nostro amico mentre ci lamentiamo di aver preso l'ennesimo due di picche? O quella con una nostra amica in cui le confidiamo che l'incontro della sera prima è andato alla grande?
Di cosa abbiamo paura? Che scoprano i nomignoli che diamo ai nostri compagni o come riusciamo a diventare feroci quando litighiamo?
La Privacy.
Richiamo di perdere qualcosa, forse sarebbe ora di capire cosa.
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22 aprile 2011


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Via Lassini delle liste! Anzi no...

Milan l'è sempre un gran Milan.
E il Pdl qui sembra una grande famiglia. Si, quella di "Parenti serpenti" di Mario Monicelli.
Donna Letizia si ri-candida a sindaco di Milano. A qualcuno può fra piacere a qualcun altro no. E parliamo della sua stessa coalizione. 
Parte la campagna elettorale, manifesti a destra e a manca. Donna Letizia in ogni salsa: spazzina, operaia, assistente degli anziani, vicina ai giovani, ai giovanissimi, in versione verde, come pulitrice di muri sporcati dai graffiti, tra le forze dell'ordine, tra i lavoratori, progettista. Milano ne è tappezzata. 
Eppure qualche spazio libero resta ancora. Da qualche parte spunta la faccia di Pisapia, o il faccione di Palmieri. E poi qualcuno vede rosso!! Saranno i comunisti? No! Proprio il contrario! 
E' una trovata (pubblicitaria) di Roberto Lassini, candidato nelle liste del Pdl per le elezioni comunali di Milano, che, ispirandosi alle parole del nostro Presidente del consiglio, fa fare dei manifesti rossi con la scritta: "Via Le BR dalle procure".
Apriti cielo! Per quei manifesti rossi tutti diventano incazzati neri! Il Pd insorge (c'è anche il Pd?), Il Presidente Napolitano stigmatizza i manifesti, Donna Letizia strepita: "O lui o me!"
Chi resta in silenzio è il Presidente del consiglio, copyright ed ispiratore dei manifesti.
Lassini fa un passo indietro e scrive a Napolitano scusandosi e annunciando la propria "rinuncia irrevocabile" alla candidatura alle comunali di Milano. Poi fa una giravolta: "rinuncio (solo) alla campagna elettorale", poi la fa un'altra volta: "se mi candidano non mi dimetto".
Il silenzio di Silvio Berlusconi diventa solidarietà espressa telefonicamente (ma non aveva rinunciato al cellulare?). Il quotidiano "Il Giornale" lancia la campagna "Io voto Moratti e Lassini", la Santanché (Santa chè?) diventa attivista del partito salva Roberto (Lassini, appunto). A fare da groupie anche Tiziana Maiolo, anti-giudici da sempre e nemica di Donna Letizia.
E Donna Letizia che fa? Per adesso resta incompatibile con Lassini, ma compatibile con Silvio Berlusconi, che si impegnerà in prima persona nel rush finale della campagna elettorale. Perché Milano è la cartina di tornasole. Qui si misurano gli umori del Paese. Oppure la coesione del Pdl.
Del resto se uno dei problemi di Silvio Berlusconi sono state le escort, il suo partito, il Pdl a Milano, non poteva che essere un "casino".
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1 aprile 2011


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Se questo è (un) onorevole

Seduta lunga per il processo breve. 
Lunga e tumultuosa, che persino quelli della guerra dei Roses avevano fatto meno cocci rotti.
Prima si è tentato un colpo di mano, ma non basterà un colpo di spugna per ripulire questo schifo finito a colpi di giornali e lanci di tesserini.
In un mercoledì di gita a prendere il sole a Lampedusa e a cercar di diventare un lampedusano promettendo di cacciare lo straniero comprando casa per diventare un concittadino, a Roma gli amici del sultano provavano a sovvertir il normale ordine delle cose o almeno dei lavori alla Camera cercando di approvare subito il processo breve. Ma il processo di approvazione richiede tempo e nervi saldi. 
L'opposizione grida: "Vergogna, vergogna", Fini cerca di farsi garante, La Russa lo manda a fare... proprio quello, senza mezzi termini. La seduta viene sospesa e si accendono le polemiche dentro e fuori dal palazzo della politica.
Dicono che la notte porti consiglio, ma non è vero, non alla Camera. E se il giorno prima piovevano monetine sulla maggioranza accusata di essersi venduta al presidente caimano, il giovedì piovono giornali sulla testa di Fini. A lui dovremmo chiedere se fanno più male le parole dette (gli insulti di La Russa il giorno prima) o quelle scritte (e stampate) su un quotidiano del giorno dopo. 
Anche il ministro Alfano si improvvisa tiratore scelto e scaglia il suo tesserino raccolto da Di Pietro. 
Intanto La Russa stabilisce un primato: sarà il primo ministro ad avere sanzioni disciplinari. Si difenderà dicendo che la miglior Difesa è l'attacco (verbale)?
Poi ci sono i problemi procedurali e allora va messo a verbale che verbalmente la verbalizzazione non è stata verbalizzata correttamente. Il verbale va riscritto o lo scritto va riverbalizzato.
Intanto il Pdl grida a Fini: "Dimissioni!". L'Italia dei Valori grida ad Alfano: "Dimissioni!". Il Pd grida a La Russa: "Dimissioni!". Bossi grida. Ed anche il suo verbale risulta scorretto. Davanti alla Camera tutti gridano: "Dimissioni!" Se se ne andassero tutti, non sarebbe una cattiva idea.
Il leader dell'Udc prende la parola e dice: "a fare Casini basto io!".
La Lega invoca responsabilità: "Oggi il Paese ci guarda. Era L'altro giorno che le telecamere erano a Lampedusa".
Berlusconi dà i numeri: "se prima eravamo in 10 a ballare l'alligalli, dalla prossima settimana saremo in 330 a ballare l'alligalli".
La seduta si scalda ancora quando si chiede che ognuno applauda solo con le proprie mani e quando Ileana Argentin, deputata del Pd, fa notare: "Voi sapete che non posso applaudire e che per farlo mi servono le mani di qualcun altro", qualcuno urla: "Falla stare zitta, quell'handicappata del cazzo!"
Il Pdl allora chiede ufficialmente alla Camera di rinviare l'esame del processo breve a martedì, giustificandosi: "Per oggi abbiamo finito gli insulti."
Alla fine la conferenza dei capigruppo stabilisce che l'esame del processo breve slitta in coda agli altri provvedimenti. Ovvero la prossima volta si parlerà prima degli interventi per i piccoli comuni, della legge comunitaria e della modifica del bilancio e solo dopo ci si mette i guantoni e ci si prende a botte.
In sintesi: ci è toccato vedere tutto questo schifo per non concludere (per fortuna) nulla. 
Complimenti vivissimi.
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commenti

7 settembre 2010


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Politici sopra(f)Fini

Lo ammetto, sono disorientata.

Mirabello è un paesino nell'Emilia Romagna, una regione notoriamente “rossa”. Il sindaco di Mirabello è una donna eletta in una lista civica con un passato a sinistra. Tutto normale e quasi anormale in un paese a destra.

Mirabello su wikipedia non c'è, ma forse ci sarà.Potrebbe esserci dopo il 5 settembre 2010. Potrebbe esserci perchè a Mirabello si è detto che il “PDL non c'è più!” E il PDL su Wikipedia c'è.

Fini, una volta fascista, che fu MSI prima e AN poi, parla a braccio per quasi due ore e punta il dito verso il dittatore comunista: Berlustalin, il capo di un governo di destra.

Fini pronuncia parole strane come integrazione, rispetto, legalità, costituzione, popolo. Le parole che una certa politica, al governo, cercava di farci dimenticare e che una certa politica, all'opposizione, ha dimenticato. Fini pronuncia parole che quelli a sinistra credevano fossero a sinistra. Parole che quelli a sinistra hanno sperato fossero ancora a sinistra. Fini pronuncia parole da oppositore, diventando un oppositore stando in maggioranza. Fini, di questo governo, era un compagno di squadra. Fini adesso sembra solo un compagno. Un traditore per alcuni, il salvatore della Patria per altri. Forse è solo un'alternativa. Forse è l'alternativa. Forse. O forse no.

Quello che è certo è che Fini è un politico, non un imprenditore della politica.

Quello che è certo è che adesso la più grande differenza è tra chi intende la politica come interesse personale e tra chi la intende come un interesse comune. Quello che è certo è che c'è un vuoto in questo Paese e che la vera differenza è tra chi è capace di colmare quel vuoto e chi invece non ci riesce. Quel che è certo è che abbiamo una legge elettorale che è una porcata. Quello che è certo è che alla fine di un discorso politico ti devono tremare le mani dall'emozione e che se chiedi un bicchiere d'acqua quel tremore si vede.

Quello che è certo e che in caso di elezioni potrei cominciare a chiedermi cosa votare.

Il delfino divenne squalo, mentre si apriva la stagione della caccia al voto.

 

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