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27 settembre 2011


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Sono un pericolo o sono in pericolo?

Non c'ho dormito stanotte!
Credevo che il problema dell'Italia fosse la crisi, il poco lavoro, lo spread, le borse in picchiata, arrivare a fine mese, la mafia, la criminalità, la violenza per le strade, le mancate riforme strutturali, la Marcegaglia incazzata, la crisi dei valori, il degrado morale, le puttanelle in anticamera (da letto), l'evasione fiscale, la mancata emissione degli scontrini, l'ignoranza dei nostri rappresentanti, Standard & Poor's che taglia il rating (e se hai capito, mò traducilo!), la secessione, i tunnel mai costruiti e le autostrade non ancora terminate, la mancata credibilità di questo governo, la Fiat che ogni due per tre cerca di chiudere uno stabilimento, l'aumento dell'iva, il prezzo alle stelle della benzina, Mazzarri che esagera con il turnover, Luis Enrique, una tremenda inondazione, le cavallette...
No! Il problema dell'Italia è sempre lo stesso: le intercettazioni!
Ma non ne avevamo già parlato? Non avevamo già bloccato il bavaglio che volevano imporci? Non dovevamo concentrarci su altro?
Certo, ma proprio perché i primi interventi sono stati bloccati, i cittadini informati, allora bisogna intervenire più prepotentemente!
E allora si va oltre: non solo, non vogliamo essere intercettati, ma vorremo anche che voi stesse zitti!
Voi chi? 
I blogger!
Allora si è pensato ad una norma (il comma 29 del Ddl Alfano sulle intercettazioni) che fa più o meno così: se io scrivo qualcosa su qualcuno (fosse anche la verità), che a questo qualcuno non piacesse, io avrei 48 ore di tempo per ritrattare o rimuovere ciò che ho scritto (senza che nessuno si preoccupi se sto dicendo il vero o il falso), pena una multa dell'importo massimo di dodicimila euro.
E piuttosto che pagare multe a destra e a manca, sarei costretta a chiudere il blog.
Ops...
Comincio ad avere paura che qualcuno possa giustificare un'idiozia del genere dicendo: "quelle entrate risolverebbero la crisi, il poco lavoro, lo spread, le borse in picchiata, arrivare a fine mese, la mafia, la criminalità, la violenza per le strade, le mancate riforme strutturali, la Marcegaglia incazzata, la crisi dei valori, il degrado morale, le puttanelle in anticamera (da letto), l'evasione fiscale, la mancata emissione degli scontrini, l'ignoranza dei nostri rappresentanti, Standard & Poor's che taglia il rating (e se hai capito, mò traducilo!), la secessione, i tunnel mai costruiti e le autostrade non ancora terminate, la mancata credibilità di questo governo, la Fiat che ogni due per tre cerca di chiudere uno stabilimento, l'aumento dell'iva, il prezzo alle stelle della benzina, Mazzarri che esagera con il turnover, Luis Enrique, una tremenda inondazione, le cavallette..."
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5 luglio 2011


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Censura e censori

Il 6 luglio l'AgCom voterà una delibera con cui si assicurerà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
E a me blogger che potrebbe succedere?
Potrebbe succedere che qualcuno mi dica di dover stare zitta, di correggere il tiro, di badare a quel che scrivo.
Potrebbe succedere che qualcuno chiuda questo blog, oppure potrebbe succedere che qualcuno rimuovesse qualcosa, arrogandosi il diritto di urlarmi: "Adesso basta!"
Potrebbero farlo?
Potrebbero farlo!
Potrebbero dirmi: "hai violato il diritto d'autore!" e zac!
potrebbero cancellarmi (e cancellarci) senza nemmeno convocarmi (e convocarci) per il diritto di replica, per il diritto di difesa, senza nemmeno chiedermi (e chiederci): "cosa hai da dire in tua discolpa?" e zac!
Potrebbero dirmi: "abbiamo un provvedimento amministrativo e non serve il parere di un giudice (che quelle poi son toghe rosse...)!" e zac!
Io potrei (e potreste) dire: "mi appello alla libertà di stampa, di pensiero, di critica!" ma loro zac! 
Sarebbero più liberi di noi. Non liberi uguali, ma più liberi di metterci a tacere, di farci dire e scrivere solo una parte. Potrebbero diventare sarti del taglia e incolla di ciò che penso e diffondo? Potrebbero diventare censori ed io censurata? Forse si.
O forse no. Se proviamo a dire qualcosa finché ce lo lasceranno fare.
Cosa posso (e potete) fare:



E chiunque abbia un blog o un sito web potrà trasmettere l'evento in diretta streaming, semplicemente copiando e incollando il codice qua sotto:




          
Online video chat by Ustream
 


Io sono la rete. Non voglio finire in una rete!


Istruzioni:

Blogger: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta "Modifica Html" e incollare il codice copiato.
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5 agosto 2010


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cosi tra questa immensità s'annega il pensiero mio: e non sarà facile navigar in questo mare

Quindi cosa voglio fare da grande? La blogger?
Un lavoro ce l'ho già, ma questo rappresenta un mezzo e un nuovo modo per esprimermi.
Per me va già bene così.
Ma questo è un mondo (virtuale) che devo scoprire e in cui devo orientarmi, così mi sono messa alla ricerca di guide e chi ti becco in questo mio peregrinar in cerca in informazioni? Nientepopodimeno che il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta!
Ho quasi paura e forse è per questo che continuo ad informarmi, ma scopro che è lui che chiede un parere a me!
Il fatto è questo, statemi a sentire (cit.):

Per costruire una governance di Internet credibile e partecipata è fondamentale seguire un approccio “bottom up”: è questo il modo con il quale la Rete ha funzionato fino ad oggi.

Abbiamo così deciso di raccogliere e sistematizzare le esperienze e le prassi che si sono affermate sulla Rete al fine di individuare punti ideali di equilibrio, in analogia a quanto fece il giurista sardo Domenico Azuni che raccolse leggi, usi, consuetudini, ordinanze e decisioni consolidate per la navigazione sui mari dell’Europa di inizio ‘800.

Il primo passo da compiere per dare avvio all’operazione “Codice Azuni” è dare voce agli utenti della Rete per condividere come “orientarsi” sulla Rete.

Con il documento“Codice Azuni versione Beta”, il dibattito sulla governance di Internet è da oggi (e per un mese) aperto a tutti coloro che sono interessati a contribuire alla riflessione sulle problematiche, sulle sfide e sulle opportunità che Internet pone.

Renato Brunetta

(Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione)

http://www.azunicode.it/

La discussione sembra sia cominciata ieri, ovvero il 4 agosto. Per dire la nostra abbiamo 30 giorni. Io sabato parto per le vacanze, perchè da italiana sono stata abituata (e anche un pò obbligata) a fare le ferie ad agosto. E se tornassi troppo tardi per dire la mia? Se ognuno di noi in questo periodo fosse solo un pochino distratto o semplicemente stanco e a riposo per riprendere, poi, le proprie normali attività a settembre?

Ad agosto le discussioni in questo Paese si fanno sotto l'ombrellone, con i giornali di gossip sulle ginocchia, lamentandosi del troppo caldo in caso di caldo o lamentandosi della pioggia in caso di pioggia. Devo sperare di incontrare Brunetta in riva al mare per dirgli la mia sulle norme che dovrebbero regolamentare il "dolce naufragar in questo mare"?!

In un Paese dove la voglia di lavorare non ci viene nemmeno con le piogge uggiose di stagioni più consone a meno distrazioni, qui si lavora di buona lena a raccolgiere pareri espressi in una manciata di giorni.

Il mio aereo parte comunque sabato mattina. Povera me...


 

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