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24 agosto 2011


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Antò, fa caldo!

Fa caldo!
La colonnina di mercurio sembra impazzita. Dappertutto si sfiorano i 40 gradi. E' l'estate più calda a memoria d'uomo. 
E il 2003?
Rettifichiamo, e la coda dell'estate più calda che si ricordi a memoria d'uomo.
Il problema oltre alle temperature effettive sono le temperature percepite. 
Le due cose non coincidono. Per spiegare il fenomeno si ricorre all'esempio di certi redditi e delle tasse pagate. 
Il colpevole di questo caldo è l'anticiclone africano. Sbraitano, con toni alquanto razzisti, i leghisti.
Bossi commenta: "se non si può salvare l'Italia, almeno pensiamo alla Padania!"
Gli italiani restano in mutande. 
Siamo sicuri che sia tutta colpa della calura?
Gli esperti consigliano di mangiare frutta e verdura e di non bere alcolici!
Briatore avvisa: "certi Russi non danno retta agli esperti!"
Attenzione a non esporvi nelle ore più calde del giorno.
E infatti Gheddafi non si vede in giro!
Il caldo durerà almeno fino a sabato. Poi potrebbe lasciare l'Italia mettendosi in macchina. 
Si prevedono code in autostrada.
Le persone più a rischio in queste ore sono gli anziani e i bambini.
Annullate, almeno per ora, le cene all'aperto nella casa del premier.
Limitate anche le attività sportive.
I giocatori dichiarano: "a queste condizioni noi non giochiamo!"
Persino gli stranieri in vacanza in Italia dicono: "non vi invidiamo affatto!"
E dopo le notizie circa il caldo in estate, ora attendiamo fiduciosi quelle circa il freddo in inverno.
Ma non mancherà chi si lamenterà perché non esistono più le mezze stagioni!



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23 febbraio 2011


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Chi trova un amico trova un tesoro

E il trattato l'avevamo scritto, l'avevamo votato e l'avevamo firmato.
E il risarcimento dei danni coloniali avevamo cominciato a pagarli.
E l'autostrada avevamo promesso di costruirla (certo, la promessa era stata fatta anche per la Salerno – Reggio Calabria).
E la tenda te l'avevamo fatta piantare.
E la cacca dei cavalli berberi che ti piacciono tanto l'avevamo raccolta noi.
E lo stuolo di ancelle dai visi angelici l'avevamo schierato per accoglierti.
E le copie del Corano le avevamo ben distribuite per farti salire in cattedra.
E il problema dei diritti umani avevamo finto di domenticarlo per non urtare la tua suscettibilità.
E la mano non l'avevamo stretta, ma l'avevamo baciata.
E il silenzio l'abbiamo mantenuto prorpio finchè non si poteva fare a meno di parlare e condannare.

Perchè è, l'amico è... una persona che non fa prediche e non ti giudica fra lui e te divisa in due la stessa anima. Però lui sa, l'amico sa il gusto amaro della verità, ma sa nasconderla e per difenderti un vero amico anche bugiardo è... Però lui no, l'amico no per niente al mondo io lo perderò. Litigheremo si, e lo sa lui il perchè eppure il mio migliore amico è...(*)

Poi scoppia la rivolta e di chi è la colpa?! Dell'Italia che distrubuisce i razzi ai ragazzi di Bengasi?!
La fine di un'amicizia difficilmente porta con se strascichi così piccati.
E Berlusconi disse: “Da quando mi sono separato, ma non avrei mai voluto dirlo per non esporla mediaticamente, ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona...”
Se fossero state rose sarebbero fiorite.


(*) L'amico è di Dario Baldabembo
 

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