E si che però le piazze le ha riempite.
Ma io Piazza Duomo, dove ero ieri sera, l'ho vista piena così altre volte. Per il Pd, quando fa il Pd. L'ho vista più piena di così, quando c'era da festeggiare un vento nuovo che arrivava da sinistra e che era Pisapia. L'ho vista così per Walter Veltroni nel 2008. Poi è andata come è andata.
E si che però sa parlare alle piazze.
Ma lo fa urlando, urlando così forte che certe volte nemmeno si capisce quello che dice. Esattamente come avevano fatto i nuovi partiti prima di lui, quasi 20 anni fa. Mi viene in mente la Lega Nord.
E si che sa interpretare il sentimento della gente.
Ma è la rabbia e la rabbia non porta certo a governare nel modo più giusto. La rabbia, chessò, ti porta a fare anni di analisi per poi capire, alla fine, che l'aggressività non ci rende migliori.
E si che ha un progetto forte, un programma nuovo.
Ma che recitano più o meno così: non ruberemo come loro. Non sprecheremo come loro. Non ci allontaneremo dal cittadino come loro. Ma se volessi fare come loro ce lo diresti?
E si che ha riavvicinato un sacco di giovani alla politica.
Ma sono gli stessi giovani che spesso di politica ne sanno davvero poco, quelli passati per la strada dell'antipolitica e arrivati fin qui ad urlare: "tutti a casa, vi mandiamo tutti a casa", manco stessi seguendo, allo stadio, la tua squadra del cuore e quel miracolo che mi aspettavo, io, non l'ho visto.
E si che la folla partecipava entusiasta.
Ma rideva soprattuto alle battute del capo comico, ai nomignoli dati agli avversari, ai vaffa a cui veniva mandato questo e quello e rispondeva agli incitamente di chi guidava gli applausi.
E si che ha fatto tutto senza andare in tv.
Ma dal palco non faceva altro che dire: "le tv sono tutte qui", "facciamogli vedere a questi della tv, quanti siamo e quanto siamo incazzati", "le tv vi stanno inquadrando, mostrate quanto siete belli".
E si che dietro c'è una squadra piena di vera competenza.
Ma quando ongi quando un candidato prendeva la parola, dopo aver ripetuto spesso quello che aveva appena detto il capo comico, si affrettava a dire: "ma adesso passo la parola al Capo..."
E si che la democrazia nasce dal basso.
Ma poi dovrebbe volare alto e non privilegiare un mezzo e una parte a cui a quel mezzo c'arriva, perchè la democrazia non dovrebbe essere selettiva, o così selettiva.
E si che andranno in parlamento.
Ma io non vedo l'ora! E speriamo che questa sia l'occasione per dimostrare la forza di un movimento vero, non solo di un gruppo che segue le invettive di un comico incazzato.
E si che hanno convinto tante persone.
Ma non hanno convinto me. Di spettacoli a gratis ne ho visti di migliori.
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
4
commenti
Serena Prinza Etichette:
Beppe Grillo, comizio, elezioni 2013, Milano, Movimento 5 Stelle, piazza, Piazza Duomo
Seguimi su Facebook
commenti
20 febbraio 2013
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
Beppe Grillo, comizio, elezioni 2013, Milano, Movimento 5 Stelle, piazza, Piazza Duomo
Seguimi su Facebook
Dalle stelle alle s...edie
0
commenti
Serena Prinza Etichette:
Area C, Comune di Milano, Consiglio di Stato, inquinamento, Mediolanum Parking, Milano, parcheggio, ticket, traffico
Seguimi su Facebook
commenti
26 luglio 2012
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
Area C, Comune di Milano, Consiglio di Stato, inquinamento, Mediolanum Parking, Milano, parcheggio, ticket, traffico
Seguimi su Facebook
(Non) Parcheggio in Centro
Torneranno le auto. Proprio sul più bello.
Proprio mentre magari ci si stava abituando. Proprio mentre le biciclette aumentavano. Proprio mentre l'aria è sempre quello che è, eppure migliore. Proprio mentre e vabbè, si faceva qualche passo in più, ma non ci faceva certo male. Proprio mentre ok, forse ci si può pensare senza la macchina, almeno dalle 7:30 alle 19:30. Proprio mentre io però continuo a lamentarmi, ma poi imparo ad accettare una direttiva che a tanti altri piace e che, diciamocela tutta, ci rende quasi più europei, perché gli europei sanno anche rinunciare all'automobile. Proprio mentre questo ci rendeva più cittadini e meno curatori del proprio orto, con la macchina parcheggiata in modo che il tubo di scappamento desse sull'orto del vicino, sempre più inquinato. Proprio mentre ti ricordavi di aver fatto proprio bene a votare a quei referendum comunali in cui ti si chiedeva: allora proviamo a far qualcosa per migliorare la qualità della vita, provando a diminuire anche le emissioni di PM10? o cose del genere... Proprio mentre fuori c'è il sole e fa caldo e andarsene in giro senza stare chiuso nell'abitacolo condizionato della tua vettura è quasi una sfida che ti viene voglia di raccogliere, che poi arriverà il freddo, la pioggia e gli ombrelli tristi. Proprio adesso che certi commercianti si lamentavano meno e capivano che le vendite in calo non è qualcosa che dipende dal mancato scarrozzamento, ma dai soldi che mancano perché c'è crisi. Proprio adesso che per quanto costa la benzina, signora mia, e con l'aggravante del ticket, sa cosa le dico? Valutiamo il car sharing, usiamo i pattini, il monopattino, gli autobus, il tram, la metropolitana, lo skateboard, il bike sharing.
Proprio adesso torneranno le auto. Ma perché torneranno le auto? Il Consiglio di Stato accoglie l'istanza di un autorimessa del centro (Mediolanum Parking), ravvisando un pericolo per l'interesse economico dell'autorimessa. Interesse economico di un autorimessa. Le telecamere si spengono. A me piacerebbe che si accendessero i riflettori sulla polemica di chi, perdonatemi, pensa che gli interessi economici di un autorimessa sia davvero poca cosa, e non certo un motivo valido, per non fare l'interesse di quei cittadini che si sentivano meglio, e persino migliori, con l'aria C.
1 commenti
Serena Prinza Etichette:
Alemanno, emergenza, freddo, Inter, Italia, Juve, Milano, Napoli, neve, Roma
Seguimi su Facebook
6 febbraio 2012
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
Alemanno, emergenza, freddo, Inter, Italia, Juve, Milano, Napoli, neve, Roma
Seguimi su Facebook
Fioccano cose strane
Succedono cose strane in Italia.
Per esempio in questi giorni fa freddo, freddissimo e fa niente che sono i giorni della merla, che quasi tutti gli anni succede, perché stavolta il freddo è più freddo e nevica, nevica dovunque. L'Italia sembra la Siberia!
Però succedono cose strane in Italia.
Succede che Milano non si è bloccata per la neve, che il sale è stato versato dove serviva e che per il freddo abbiano aperto dei posti caldi per i senzatetto. E' successo che nel gelo di questi giorni, Milano abbia mostrato, o almeno provato a farlo, il suo cuore caldo. Per adesso è andata bene.
Però succedono cose strane in Italia.
Succedono che con la neve e il ghiaccio i treni non vanno, si bloccano. Tutti gli anni almeno un centinaio di viaggiatori si ritrovano su un treno che poi si rompe, che poi si guasta, che poi si ferma magari senza riscaldamento, assistenza e aiuto. Un viaggio dura anche 19 ore e ti dicono: "non è colpa nostra, ma colpa del tempo, colpa della neve, del ghiaccio che non doveva essere lì, colpa degli eventi eccezionali..." Fa niente che sono giorni che ci avvisano che farà freddo e fa freddo.
Però succedono cose strane in Italia.
Succede che nevica a Roma, dice che non succedeva da 27 anni. Ma come?! E due anni fa, che erano stati bloccati i voli? No, dice che era 27 anni che non nevicava così tanto, tanto da posarsi a terra, tanto da poter sciare sui sette colli. Però bella Roma con la neve! Poi scopri che c'è chi rimane bloccato sul raccordo, che gli autobus vengono cancellati e invitati a rimanere nei depositi, che c'è l'obbligo di catene, che non c'è il sale e che se hai una pala conviene spalare.
Però succedono cose strane in Italia.
La neve batte le regole dello spezzatino dei diritti televisivi e ti ritrovi di domenica a cercare di sintonizzarti su Tutto il calcio minuto per minuto, per sapere che sta facendo il Napoli, perché non riesce a segnare contro il Milan, mentre la Roma rifila 4 pappine all'Inter e la Juve si lamenta ma finisce in pari con il Siena e il Palermo che vince sull'Atalanta nell'unica regione senza emergenza freddo.
Però succedono cose strane in Italia.
Adesso aspettiamo che succedano con il caldo, perché siamo un popolo senza pazienza e il 6 febbraio vorremo già la primavera inoltrata.
2
commenti
Serena Prinza Etichette:
blocco, inquinamento, Milano, PM10, smog, traffico
Seguimi su Facebook
commenti
11 dicembre 2011
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
blocco, inquinamento, Milano, PM10, smog, traffico
Seguimi su Facebook
P(orca)M(iseria)10
Vivo in una città oltre la soglia.
Vivo in una città oltre i limiti.
Vivo in una città che è sempre al di sopra.
Vivo in una città con valori altissimi.
Di Pm10.
Vivo in una città dove andare in bici tutti i giorni è come praticare uno sport estremo.
Vivo in una città dove i polmoni di un ciclista (non fumatore) somigliano a quelli di un turco con la sigaretta in mano.
Vivo in una città dove il sole e il bel tempo spaventano più degli alluvioni.
Vivo in una città dove per legge ti viene imposto di andare a piedi, per ricordarti che ci sono altri mezzi per muoverti.
Vivo in una città dove per due giorni si fa il blocco dell'auto senza che questo risolva qualcosa.
Vivo in una città dove le strade vengono pulite non perché ci siano troppe cacche di cani sui marciapiedi.
Vivo in una città dove la pioggia si invoca e non per la paura della siccità.
Vivo in una città dove la parola smog viene utilizzata per indicare un colore.
Vivo in una città dove devo temere la crisi, la delinquenza, il traffico, l'inflazione, la droga, la depressione, la stagnazione, ma più di ogni altra cosa devo temere l'aria che respiro.
Vivo in una città dove, comunque vada, devo respirare per forza, perché se non respiri muori, ma se respiri potrebbe essere solo questione di tempo.
E se il tempo è bello, allora la faccenda è brutta, brutta assai.
Vivo in una città e non vi ho detto qual è. Provate a indovinare.
0
commenti
Serena Prinza Etichette:
coppia, Giuliano Pisapia, Milano, Stefano Boeri
Seguimi su Facebook
commenti
28 novembre 2011
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
coppia, Giuliano Pisapia, Milano, Stefano Boeri
Seguimi su Facebook
La coppia scoppia!
I rapporti di coppia non sono sempre facili.
C'è bisogno di comprensione, compromessi, c'è bisogno di stima, di complicità e a volte nonostante tutto le coppie scoppiano. Anche quelle che non ti aspetti, quelle che vorresti restassero sempre insieme, perché insieme ci piacciono tanto, perché insieme ti fanno credere che sia possibile e ci rimani male quando qualcuno ti comunica: "Non stanno più insieme, non lo sapevi?"
Non lo sapevo! E ti viene quella faccia da ebete, da no, vi prego no, fatelo per me, fatelo per noi che c'abbiamo creduto, rimettetevi insieme, riprendete i cocci e ricostruite tutto.
Non stai nemmeno lì a chiedere che cosa sia successo, non lo vuoi sapere come se non fosse mai successo, vuoi solo che le cose tornino com'erano, come ci piacevano, vuoi solo poterli pensare come la coppia più bella del mondo. Infondo li avevi visti insieme nelle difficoltà, nelle sfide importanti, nella gioia, nella grande gioia. E avevi persino lottato con loro e gioito con loro, difendendoli dinanzi ai maligni, dinanzi a chi diceva: "Vedrai non funzionerà. Finiranno per entrare in competizioni e si tireranno i piatti dietro. Succede sempre così con determinate coppie!"
Succede sempre così.
E niente sono valse le serate a confrontarsi con gli amici, a chiedere consigli, a mediare, a dire: "facciamo un ultimo sforzo, riproviamoci ancora una volta!"
Niente, alla fine te ne vai sbattendo la porta, sperando che l'altro ti riacchiappi, che ti dica che è vero che basta poco, che è vero che ci stiamo sbagliando e che separati no, non è possibile!
Infondo loro non sono mica Albano e Romina?!
Loro sono Giuliano Pisapia e Stefano Boeri.
E a me quanto piacerebbe credere ancora nel rapporto di coppia!
0
commenti
Serena Prinza Etichette:
amministrative, Arcore, Cagliari, elezioni, Giorgio Napolitano, Milano, Novara, percentuali, risultati, Silvio Berlusconi, Trieste
Seguimi su Facebook
commenti
30 maggio 2011
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
amministrative, Arcore, Cagliari, elezioni, Giorgio Napolitano, Milano, Novara, percentuali, risultati, Silvio Berlusconi, Trieste
Seguimi su Facebook
Risultati assurdi o assurdi risultati?
E' Assurdo!!!
Milano: 55,1%
Napoli: 65,3%
Cagliari: 59,4%
Trieste: 57,5%
Novara: 52,9%
Arcore: 56,6%
Con queste percentuali si perdono le elezioni a destra.
Bondi si dimette.
Silvio Berlusconi tace, anzi no. Dalla Romania parla di cetrioli avvelenati.
Dalle barzelletta passa forse alle sottili metafore?
2
commenti
Serena Prinza Etichette:
comunali, comune, elezioni, Milano, seggi
Seguimi su Facebook
commenti
16 maggio 2011
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
comunali, comune, elezioni, Milano, seggi
Seguimi su Facebook
Gente di seggio
Alla fine il sole splendeva alto sui seggi, ma senza il caldo che invogliava tutti ad andare al mare. Sarà per questo che a Milano l'affluenza è stata maggiore che in altre città d'Italia.
Sarà così. Oppure i cittadini sono andati a votare per dirci qualcosa. Cosa avranno voluto dire lo scopriremo a seggi chiusi e ad urne aperte.
Io ho provato a guardare le facce del mio seggio. Mi sono sentita giovane.
C'era quello con fidanzata al seguito, ben vestito, occhiali da sole e una faccia da over 40enne di bella presenza con un golfino color pastello che esclamava: "ahhh, nessun nome da votare, solo una croce su un simbolo, che poi questi chi li conosce, infondo mi hanno detto solo di barrare..."
C'era la signora ultra 60enne, appoggiata a una stampella, messa in piega fatta e lingua tagliente, inferocita per la mancanza di quel personale addetto ad accompagnare al seggio coloro che necessitavano di assistenza.
C'era il milanese con la pancia da imprenditore e giubbino di pelle.
C'era quello con la faccia da lavoratore autonomo e la moglie casalinga che ha passato una vita tra fornelli e figli.
C'era la signora 80enne con il vestito buono della messa.
C'era la ragazza con la felpa, gli occhialoni, il jeans stretto, le scarpe colorate e il casco in una mano.
C'era una donna di colore, nata in un altro paese, ma milanese quanto me.
C'era una mia vecchia vicina di casa a ricordarmi che sono a Milano da così tanto tempo che anche andare a votare diventa un'occasione per rivedere persone conosciute.
E c'ero io che cercavo di capire quali erano i volti che somigliavano al mio. I voti che sarebbero potuti essere il mio e quelli che proprio no, non ditemi che avete votato così.
C'era la cabina dalla tendina che dà sempre l'impressione di rimanere un pò aperta, quel tanto che basta per aver quasi paura di essere visto mentre compi una scelta.
C'era la matita, quella che ti rimane sempre in mano anche a scheda imbucata e che lo scrutatore ti richiede con insistenza, tenendo in ostaggio i nostri documenti che diventano merce di scambio per riavere indietro il vero strumento democratico di questa giornata.
Tutti alle prese con una scheda lenzuolo, troppo grande per destreggiarsi in cabina elettorale e troppo grossa per poter essere ripiegata con destrezza.
Forse era questa la vera difficoltà del voto.
Si, Milano è una città dove si vota con una scheda lenzuolo sperando che, in futuro, la coperta non sia troppo corta.
4
commenti
Serena Prinza Etichette:
confronto, Giugliano Pisapia, Letizia Moratti, Milano, Roberto Lassini, sindaco, Sky
Seguimi su Facebook
commenti
11 maggio 2011
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
confronto, Giugliano Pisapia, Letizia Moratti, Milano, Roberto Lassini, sindaco, Sky
Seguimi su Facebook
Oh Milano sii buona almeno, almeno tu
Fai l'insulto e scappa.
Letizia Moratti e Giuliano Pisapia si incontrano per un faccia a faccia su Sky. Sono due dei candidati a sindaco per la città di Milano. Ultimo intervento della Moratti senza possibilità di contraddittorio. Uno si aspetta che dica: "Spero che votiate per me perché..."
Invece no. E viene da pensare che questo succede perché non c'è un perché.
"Lei è stato ritenuto responsabile del furto di un furgone che sarebbe stato usato per il sequestro e il pestaggio di un giovane. Lei è stato amnistiato".
Il partito dell'amore prende a schiaffi l'avversario.
Il fatto è questo, statemi a sentire: più o meno 30 anni fa Giuliano Pisapia fu arrestato per banda armata e concorso morale nel furto di un' autovettura. Prosciolto dalla prima accusa; giudicato e assolto anche per la seconda. Si trattò di errore giudiziario, riconosciuto da una sentenza passata in giudicato, che significa assoluzione piena. Giuliano Pisapia si fece quattro mesi e mezzo di carcere.
Pisapia vittima della giustizia, quindi. Questo lo rende simile e vicino a Roberto Lassini.
Il fatto è questo statemi a sentire: nel 1993 Lassini fu accusato di tentata concussione. Roberto Lassini si fece 42 giorni di carcere per poi essere assolto perché "il fatto non sussiste".
Certo ognuno di loro avrebbe motivi per non essere ben disposto con i giudici. Lassini ha reagito con un manifesto che diceva: "Via le Br dalle Procure".
Il partito dell'amore prende a schiaffi il nemico.
Ed io che pensavo che, dopo che Silvio Berlusconi ieri aveva detto che i leader della sinistra "non si lavano molto", la Moratti si limitasse a dire di Pisapia: "non si pulisce le orecchie, mangia le unghie, gli sudano troppo i piedi, ha l'ascella "pezzata", l'alito che sa di pestilenza, la forfora e sempre la stessa camicia!"
Invece ha preferito dargli del "ladro terrorista", dimenticando di parlare di politica e di farlo con rispetto.
Pisapia ha querelato.
Adesso devo trovare il modo per dire qualcosa anch'io. Magari lo faccio in silenzio, domenica, nell'intimità di una cabina elettorale.
1 commenti
Serena Prinza Etichette:
comunali, elezioni, Giorgio Napolitano, Letizia Moratti, manifesti, Milano, PDL, Presidente del consiglio, Roberto Lassini, Silvio Berlusconi
Seguimi su Facebook
22 aprile 2011
Pubblicato daSerena Prinza Etichette:
comunali, elezioni, Giorgio Napolitano, Letizia Moratti, manifesti, Milano, PDL, Presidente del consiglio, Roberto Lassini, Silvio Berlusconi
Seguimi su Facebook
Via Lassini delle liste! Anzi no...
Milan l'è sempre un gran Milan.
E il Pdl qui sembra una grande famiglia. Si, quella di "Parenti serpenti" di Mario Monicelli.
Donna Letizia si ri-candida a sindaco di Milano. A qualcuno può fra piacere a qualcun altro no. E parliamo della sua stessa coalizione.
Parte la campagna elettorale, manifesti a destra e a manca. Donna Letizia in ogni salsa: spazzina, operaia, assistente degli anziani, vicina ai giovani, ai giovanissimi, in versione verde, come pulitrice di muri sporcati dai graffiti, tra le forze dell'ordine, tra i lavoratori, progettista. Milano ne è tappezzata.
Eppure qualche spazio libero resta ancora. Da qualche parte spunta la faccia di Pisapia, o il faccione di Palmieri. E poi qualcuno vede rosso!! Saranno i comunisti? No! Proprio il contrario!
E' una trovata (pubblicitaria) di Roberto Lassini, candidato nelle liste del Pdl per le elezioni comunali di Milano, che, ispirandosi alle parole del nostro Presidente del consiglio, fa fare dei manifesti rossi con la scritta: "Via Le BR dalle procure".
Apriti cielo! Per quei manifesti rossi tutti diventano incazzati neri! Il Pd insorge (c'è anche il Pd?), Il Presidente Napolitano stigmatizza i manifesti, Donna Letizia strepita: "O lui o me!"
Chi resta in silenzio è il Presidente del consiglio, copyright ed ispiratore dei manifesti.
Lassini fa un passo indietro e scrive a Napolitano scusandosi e annunciando la propria "rinuncia irrevocabile" alla candidatura alle comunali di Milano. Poi fa una giravolta: "rinuncio (solo) alla campagna elettorale", poi la fa un'altra volta: "se mi candidano non mi dimetto".
Il silenzio di Silvio Berlusconi diventa solidarietà espressa telefonicamente (ma non aveva rinunciato al cellulare?). Il quotidiano "Il Giornale" lancia la campagna "Io voto Moratti e Lassini", la Santanché (Santa chè?) diventa attivista del partito salva Roberto (Lassini, appunto). A fare da groupie anche Tiziana Maiolo, anti-giudici da sempre e nemica di Donna Letizia.
E Donna Letizia che fa? Per adesso resta incompatibile con Lassini, ma compatibile con Silvio Berlusconi, che si impegnerà in prima persona nel rush finale della campagna elettorale. Perché Milano è la cartina di tornasole. Qui si misurano gli umori del Paese. Oppure la coesione del Pdl.
Del resto se uno dei problemi di Silvio Berlusconi sono state le escort, il suo partito, il Pdl a Milano, non poteva che essere un "casino".
Iscriviti a:
Post (Atom)