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24 aprile 2012


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Madre lingua

Bisogna studiare, bisogna imparare le lingue, bisogna prendersi una laurea, meglio due, bisogna accumulare esperienze all'estero, bisogna aver pazienza e aspettare l'occasione della vita e saperla cogliere. Bisogna fare attenzione a quando tutto è più facile, a quando tutto è troppo facile, a quando si è madrelingua, perchè poi si rischia di far casino, di non riuscire a capire quando bisogna fermarsi, quando è il caso di parlare una lingua alla volta, dosando bene le parole, dandovi importanza per riflettere su ciò che si sta dicendo e come lo si sta dicendo, per non correre il rischio che certe parole diventino insulto per chi le ascolta. E i verbi, signore i verbi! 

Cheaps dalla voce deduco che tu sei in treno. Ho sentito adesso the Boss of the boss e gli ho detto: "oh,allora guarda che stasera porto una mia amica" e lui mi fa: "ottimo!" Gli ho detto: "guarda che ha la seconda laurea, ti dà del filo da torcere." Mi ha detto: "ottimo!" Si vede che non poteva parlare. Grazie. Ciao. No, perché infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa, nel senso giurami che non ti prendi male, nel senso cioè ne vedi di ogni, cioè te ti fai i cazzi tuoi ed io mi faccio i cazzi miei, per l'amore del cielo, però ne vedi di ogni, cioè nel senso la disperation più totale, cioè capirai, c'è gente per cui è l'occasione della vita per cui ne vedi di ogni. Te fidati di me, punta su: a) il francese, che lui sbrocca, gli prende bene. Digli tutto quello che fai: seconda laurea, sei stata tre mesi alla Sorbona, che anche lui ha studiato alla Sorbona, si esalta di brutto. E detto fuori dai denti, no, ci sono varie tipologie di persone: c'è la zoccola, c'è la sudamericans che non parla nemmeno l'italiano e che arriva dalle favelas, c'è quella un po' più seria e c'è quella via di mezzo e poi ci sono io che faccio quello che faccio. Per cui era solo per non confonderti nella massa, non sii timida, fregatene, sbattetene il cazzo e via andare... Amica cheaps a che ora arrivi in the station?
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27 settembre 2011


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Sono un pericolo o sono in pericolo?

Non c'ho dormito stanotte!
Credevo che il problema dell'Italia fosse la crisi, il poco lavoro, lo spread, le borse in picchiata, arrivare a fine mese, la mafia, la criminalità, la violenza per le strade, le mancate riforme strutturali, la Marcegaglia incazzata, la crisi dei valori, il degrado morale, le puttanelle in anticamera (da letto), l'evasione fiscale, la mancata emissione degli scontrini, l'ignoranza dei nostri rappresentanti, Standard & Poor's che taglia il rating (e se hai capito, mò traducilo!), la secessione, i tunnel mai costruiti e le autostrade non ancora terminate, la mancata credibilità di questo governo, la Fiat che ogni due per tre cerca di chiudere uno stabilimento, l'aumento dell'iva, il prezzo alle stelle della benzina, Mazzarri che esagera con il turnover, Luis Enrique, una tremenda inondazione, le cavallette...
No! Il problema dell'Italia è sempre lo stesso: le intercettazioni!
Ma non ne avevamo già parlato? Non avevamo già bloccato il bavaglio che volevano imporci? Non dovevamo concentrarci su altro?
Certo, ma proprio perché i primi interventi sono stati bloccati, i cittadini informati, allora bisogna intervenire più prepotentemente!
E allora si va oltre: non solo, non vogliamo essere intercettati, ma vorremo anche che voi stesse zitti!
Voi chi? 
I blogger!
Allora si è pensato ad una norma (il comma 29 del Ddl Alfano sulle intercettazioni) che fa più o meno così: se io scrivo qualcosa su qualcuno (fosse anche la verità), che a questo qualcuno non piacesse, io avrei 48 ore di tempo per ritrattare o rimuovere ciò che ho scritto (senza che nessuno si preoccupi se sto dicendo il vero o il falso), pena una multa dell'importo massimo di dodicimila euro.
E piuttosto che pagare multe a destra e a manca, sarei costretta a chiudere il blog.
Ops...
Comincio ad avere paura che qualcuno possa giustificare un'idiozia del genere dicendo: "quelle entrate risolverebbero la crisi, il poco lavoro, lo spread, le borse in picchiata, arrivare a fine mese, la mafia, la criminalità, la violenza per le strade, le mancate riforme strutturali, la Marcegaglia incazzata, la crisi dei valori, il degrado morale, le puttanelle in anticamera (da letto), l'evasione fiscale, la mancata emissione degli scontrini, l'ignoranza dei nostri rappresentanti, Standard & Poor's che taglia il rating (e se hai capito, mò traducilo!), la secessione, i tunnel mai costruiti e le autostrade non ancora terminate, la mancata credibilità di questo governo, la Fiat che ogni due per tre cerca di chiudere uno stabilimento, l'aumento dell'iva, il prezzo alle stelle della benzina, Mazzarri che esagera con il turnover, Luis Enrique, una tremenda inondazione, le cavallette..."
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2 settembre 2011


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Dai diamanti non nasce niente, dalla merda nascono i fior...

"Tra qualche mese me ne vado... vado via da questo paese di merda... di cui... sono nauseato... punto e basta... Anche di questo, della vicenda P4, non me ne può importare di meno... perchè io... sono così trasparente... così pulito nelle mie cose... che non c'è nulla che mi possa dare fastidio... capito?... io sono uno... che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato... quindi... io sono assolutamente tranquillo... a me possono dire che scopo... è l'unica cosa che possono dire di me... è chiaro?... quindi io... mi mettono le spie dove vogliono... mi controllano le telefonate... non me ne fotte niente... io... tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei... da un'altra parte e quindi... vado via da questo paese di merda... di cui... sono nauseato... punto e basta..." 
Parole (assurde?) di Silvio Berlusconi.

Dal mio punto di vista, in questa intercettazione c'è una buona ed una cattiva notizia. Cominciamo dalla cattiva: a parlare così è il nostro Presidente del Consiglio, ovvero l'uomo che con il suo operato più dovrebbe far bene per questo paese. Voi riuscireste a far del bene per una cosa che considerate di merda? 
La buona: "tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei... vado via da questo paese..." Quindi non ci resta che resistere! Ancora un pò, qualche mese! Infondo bisogna solo credergli, aspettare che mantenga la parola, che realmente faccia ciò che dice, senza appellarsi al fraintendimento. Insomma fidarsi di lui.
Ops, credo di dovermi scusare: ora che ci penso in questa intercettazione non c'è nessuna buona notizia.
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30 giugno 2011


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Intercettami questo!

Il Pdl chiederà, nella riunione dei capigruppo di Montecitorio prevista per oggi pomeriggio, di riprendere l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni messo a punto dal governo.

Dicono che questa legge contro le intercettazioni serve a tutelare la nostra privacy.
Ed io penso: "Che strano!"
Noi che se vogliamo cercare un fidanzato andiamo in tv e seduti su un trono facciamo un casting a fanciulle scosciate o a uomini dal petto lucido e depilato.
Noi che per lasciare un fidanzato andiamo su un'isola deserta a fliertare con un compagno d'avventura per poi salutare il nostro grande amore in diretta via satellite.
Noi che mettiamo al mondo dei figli solo dopo aver chiamato le telecamere della vita in diretta, confondendo il senso metaforico di un titolo di una trasmissione con il senso letterale.
Noi che passiamo mesi e mesi a guardare gli strani equilibri di una casa di rinchiusi pensando che quella sia la realtà, dove l'unico momento di privacy è quello concesso per i bisogni fisiologici.
Noi che se dobbiamo chiedere scusa a qualcuno anziché alzare il telefono chiamiamo un postino e invochiamo l'aiuto della De Filippi che resta a metà strada tra una busta mezza aperta e mezza chiusa.
Noi che se vogliamo rivedere un parente che abita al di là dell'oceano anziché comprare un biglietto aereo scriviamo una lettera alla Carrà per poi piangere in prima serata il sabato sera.
Noi che abbiamo imparato quanto le pupe siano brave a farsi la doccia in topless con movenze da filmetti alla Edwich Fennech (ma almeno il cinema era un'arte, mentre la tv...) e come i secchioni siano sfigati, imbranati e vogliosi. Poi per fortuna mi viene in mente che in questo paese i secchioni non sono gli studiosi e quelli vivono di ricerca e di assegni di borse di studia da 800 euro al mese, o emigrano senza passare in tv.
Noi che compriamo un giornale solo se farcito di gossip per farci gli affaracci di questo o di quell'altro pseudo vip.
Noi che abbiamo confuso la cultura con le chiacchiere da parrucchiere.
Noi che abbiamo telecamere ad ogni angolo di strada, ad ogni banca, ad ogni entrata di negozi, in nome della sicurezza e spesso di una lotta al terrorismo che va sempre in una sola direzione, quella che evidentemente fa comodo a qualcuno.
Poi ad un tratto ci dicono che dobbiamo rispettare la privacy di tutti. Di tutti chi? Politici, mafiosi, furbastri del quartierino, grossi finanzieri, medici truffaldini, banchieri, ministri, dirigenti e chi altri?
La mia privacy? La mia privacy non passa attraverso una legge bavaglio.
Di cosa abbiamo paura? Che qualcuno ascolti le telefonate con nostra madre, in cui lei si lamenta del nostro poco ordine, o in cui ci dà la ricetta della parmigiana di melanzana?
Di cosa abbiamo paura? Che qualcuno ascolti le telefonate con un nostro amico mentre ci lamentiamo di aver preso l'ennesimo due di picche? O quella con una nostra amica in cui le confidiamo che l'incontro della sera prima è andato alla grande?
Di cosa abbiamo paura? Che scoprano i nomignoli che diamo ai nostri compagni o come riusciamo a diventare feroci quando litighiamo?
La Privacy.
Richiamo di perdere qualcosa, forse sarebbe ora di capire cosa.
 

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