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2 ottobre 2013


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Non ho capito niente

Ricapitoliamo: Berlusconi ha ordinato a questi di dare le dimissioni per non essere compartecipi dell'aumento dell'IVA, l'IVA è aumentata e loro hanno ritirato le dimissioni anche se il loro capo non era d'accordo. Volevano far cadere il governo, ma poi hanno votato la fiducia e tengono in piedi il Governo. Sono al governo ma parlano come se fossero all'opposizione. Sono un partito unico, ma litigano come se fossero del Pd, con mille correnti. Berlusconi, che aveva dichiarato guerra promettendo di far cadere Letta, ci aveva giurato di essere appoggiato dai suoi per poi ritrovarsi solo,  tanto che alla fine vota la fiducia per risolvere una crisi che lui stesso aveva generato e dopo aver votato la fiducia dice: "Nessuna marcia indietro" e Formigoni fa sapere che i dissidenti del Pdl potrebbero formare un gruppo che potrebbe chiamarsi Pdl. Gli unici che mantengono la parola data sono quelli del M5S che tra le parole pronunciate minacciano anche l'ex senatrice proprio del loro gruppo, ora nel Gruppo Misto, dicendole: "Ti aspettiamo fuori!" come il bullo della scuola che gonfia il petto. Intanto il Pd incassa. Incassa qualsiasi cosa e stavolta gli va bene che è la fiducia, ma è la fiducia del Pdl. E noi che credevamo di aver visto tutto quando abbiamo visto litigare Sallusti e Cicchitto.
Forse Berlusconi è davvero (politicamente) morto o forse potrebbe ancora risorgere tra qualche giorno.
Io, che davvero non riesco più a capire, so solo che Dio è morto, Marx pure e gli unici a non stare tanto bene siamo noi, perché gli altri continuano a giocare sulla nostra pelle. (*)

(*) post generato anche da alcune considerazioni di e con Antonio Giordano, che come me, non ha capito niente.
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21 giugno 2011


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Nocera Inferiore non è mica Atene!

Qui ad Atene facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene facciamo così.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come atto di privilegio, come una ricompensa, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è di buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così. (*)

Qui non siamo ad Atene, ma a Nocera Inferiore.
Qui a Nocera votiamo, per essere uguali agli altri e per usufruire della democrazia come in qualsiasi altro paese.
Qui eleggiamo il consiglio comunale e un sindaco, ma capita che la maggioranza abbia un colore e il sindaco un altro.
Proviamo a fare chiarezza: alle scorse amministrative si presentano tre candidati: Adriano Bellacosa, per il Pdl e diverse liste civiche; Manlio Torquato, appoggiato da Fli, Udc e alcune liste civiche e Felice Ianniello, per il Pd, Idv, Sel e altre liste.
Al primo turno il Pdl con le sue liste raggiunge il 58% con conseguente maggioranza assoluta di 15 seggi su 24, ma il candidato Adriano Bellacosa si ferma al 47%. Si va al ballottaggio. Bellacosa sfida Manlio Torquato (la sua coalizione aveva ottenuto 6 seggi) e perde. Torquato diventa sindaco superando il 56% delle preferenze. Gli elettori scelgono lui, ma il Pdl no.
Al primo consiglio comunale Bellacosa Adriano, Spinelli Federico, Giordano Giancarlo, Rosati Giovanni, De Vivo Luigi, Della Porta Alfonso, Siciliano Eugenio, Caliendo Luisa, Cuomo Antonio, Barba Pasquale, Barile Chiara Francesca, De Prisco Francesco, Alfano Antonio, Iannotti Vincenzo, Giordano Renato, consiglieri di maggioranza (o di opposizione?) sfiduciano il sindaco, ancor prima che che si comincino i lavori con la seguente motivazione: il sindaco propone una giunta troppo politica e poco tecnica. Manlio Torquato sarà molto probabilmente il sindaco dal mandato più breve della storia d'Italia.
Succede così che 15 consiglieri eletti dai cittadini, stracciano il voto di 15.059 elettori, che forse confondendo la politica con il calcio, dopo la promozione, sono diventati elettori di serie B, consegnando di fatto la città ad un possibilissimo nuovo commissariamento.
Prima però si fa in tempo a votare un punto dell'ordine del giorno voluto dal Pdl: la partecipazione del comune di Nocera Inferiore alla costituente regione autonoma del "Principato d'Arechi".
Qui non siamo ad Atene, ma a Nocera Inferiore.
Noi siamo 15 consiglieri di maggioranza (o di opposizione?) e questo sindaco eletto liberamente dei cittadini come in qualsiasi normale democrazia non ci piace. E via!
Noi (del Pdl con le sue liste) a Nocera Inferiore facciamo così.


(*)Brani tratti dal "Discorso agli Ateniesi" di Pericle, 461 a.C.
 

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