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16 agosto 2013


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Forza Assurda

Partiamo dal presupposto che non sono alta.
Ora, poniamo, per esempio, che io debba fare la carta d'identità e che per questo mi rechi agli uffici preposti. Mettiamo, per caso, che io voglia barare: mi recherò all'ufficio con tanto di tacco alto o zeppa nascosta dal pantalone lungo. Mettiamo caso che l'addetto allo sportello alla fine se ne accorga. Io proverò a fare sorrisini, ammiccamenti, battutine e proverò a corromperlo, ma quello niente, fermo, giusto, decide che la verità debba trionfare e scrive quello che va scritto ristabilendo il vero.
A me, evidentemente, la verità non piace e non mi rassegno. Inveisco contro l'addetto allo sportello e mi dico una perseguitata, parlandovi del suo clamoroso errore.
Ora, poniamo, per esempio, che io abbia abbastanza soldi da spendere per cercare di convincervi che io sia davvero alto. voglio convincere proprio tutti, eh! Anche quelli che non mi conoscono. 
E' estate, è agosto e fa caldo. Sono tutti al mare. Allora mi viene un'idea, se volete un pò vintage, ma carina ed efficace: prendo degli aerei che con tanto di striscioni andranno in giro dicendo: "L'Assurda è alta".
Chi non alza il naso all'insu, sbirciando da sotto l'ombrellone cosa ci sarà mai scritto su quello striscino che va aventi e indietro? Ma badate bene, non lo dicono gli altri, lo dico io, pago io gli aerei e li mando in giro. Non è come quando un fidanzatino vuole dichiarare il suo amore per la sua bella al mondo intero, per far sapere agli altri che lei è la donna più bella del mondo e lui l'uomo più fortunato. No, sono io che me la canto e ma la suono. Che tristezza.
Però vi convinco. Poi un giorno ci incontriamo per strada, io sono, persino, senza tacchi e voi vi accorgete di quanto io (non) sia alta. Vi rendete conto che l'addetto allo sportello non ha mentito, non ha sbagliato ed io non sono vittima di un errore, sebbene abbia detto il contrario. 
Ora, ce la farete ancora a credere che io sia alta? 
E a questo punto vi chiedo: avete visto degli aerei con strani messaggi in questi giorni, sulle spiagge italiane? 
Dite che il paragone non regge? Avete ragione: la mia era una piccola menzogna, mica cercavo di frodare lo Stato italiano?!
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5 agosto 2013


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Armiamoci e andateci

Consigli utili per la riuscita di una buona guerra civile.

Per le donne:
- venite con le unghie ben affilate. Passate prima dalla manicure.
- Marciare in una guerra civile non sarà cosa facile. Sostituite i tacchi a spillo con le zeppe.
- La guerra non è una festa, quindi evitare vestiti sgargianti. Si consiglia il tubino nero e lo chignon.
- Indossate solo gioielli eleganti. La nostra è una guerra civile, ma anche una guerra di classe.
- Muovetevi in sincro, come i balletti del Bagaglino e ricordate: quelle più gnocche davanti e le più bruttarelle dietro. Anche se poi, a ben pensarci, quelle bruttarelle sono comuniste.
- Alla guerra potete portare anche i vostri cagnolini, purché entrino nell'ultimo modello di bauletto di Luis Vuitton.

Per gli uomini:
- indossate magliette con messaggi chiari. Purchè siano firmate.
- Preparatevi alla guerra come fa Bondi. Leggete le sue poesie.
- Mettete scarpe da ginnastica. Quelle che indossate per andare in barca andranno benissimo.
- Immedesimatevi nel vostro capo e diventate evasori e se lo siete già smettete anche di chiedere lo scontrino al bar.
- Se proprio non volete essere riconoscibili durante la guerra, mettete i vostri occhiali scuri, preferibilmenti quelli all'ultima moda.
- Alla guerra potrete recarvi con il vostro Suv, purché lo lasciate nel parcheggio dei bus, noleggiati per portare gli anziani con colazione a sacco.

La direzione distribuirà bandiere, bottigliette di champagne, cd di Apicella, aperitivi a base di ostriche dopo le 18:30.
La guerra dovrebbe cominciare subito, ma la direzione si riserva la possibilità di rimandare tutto a settembre, a causa delle possibile colate di cerone dovute al caldo eccessivo.
Sono vietate qualsiasi attività di pensiero che si allontanino dal pensiero di Gasparri.
La guerra civile non comincerà mai prima delle 10 del mattino e si fermerà per consentire i pranzi e le cene eleganti e le attività di shopping in centro. 
Astenersi amanti della Costituzione e comunisti.

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26 luglio 2013


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Parole evasive. Porole eversive.

Ci sono ragioni profonde che spingono molti soggetti verso comportamenti di cui farebbero a meno. Esiste una connessione stretta tra pressione fiscale, spesa ed evasione. Esiste, dunque, un'evasione di sopravvivenza.

Quella appena scritta, in Italia, è un'affermazione vera. Una terribile ovvietà per chi vive nel nostro paese, qualcosa che tutti sanno e che tutti si dicono. Eppure c'è tutta una serie di persone che non dovrebbe mai pronunciare una frase del genere.

Non dovrebbe dirlo il dottore che lavora nella sanità pubblica, ma che, se hai qualche problema di salute ti strizza l'occhio e alla prima visita ti dice: "se vuole le faccio saltare un pò di attesa e la visito nella clinca dove si servono delle mie prestazioni."

Non dovrebbe mai dirlo il commercialista che anzichè aiutarti a pagare meno tasse ti dice come fare ad evaderle.

Non dovrebbe mai dirlo chi va in giro con la porsche cayenne, ma non ha dichiarato nemmeno la sua vecchia 126.

Non dovrebbe dirlo l'architetto che ti manda un preventivo per quei lavori in casa e poi ti dice: "Ma non ti preoccupare, che poi facciamo come ho fatto con la ristrutturazione della mia villa al mare."

Non dovrebbe mai dirlo quel vip italiano che ha tanto successo in patria e all'estero, che lo vedi sempre in giro tra le località più cool del paese e che poi ha la residenza a Montecarlo.

Non dovrebbe mai dirlo il dipendente, quello che le tasse le paga tutte, perché sarebbe un po' come darsi la zappa sui piedi.

Non dovrebbe mai dirlo il professionista che sa che può permettersi di speculare sulla povera gente, perchè è gente povera.

Non dovrebbe mai dirlo il politico, perché dovrebbe essere lì affinchè tutti paghino le tasse, magari abbassando quella pressione fiscale troppo alta.

Non dovrebbe mai dirlo il politico del Pdl, eppure non fanno altro che ripeterlo da anni.

Non dovrebbe mai dirlo il politico del Pd, perché il politico del Pd dice di essere diverso dal politico del Pdl.

Non dovrebbe mai dirlo un viceministro dell'Economia perché non aiuta l'economia.

Oggi, invece, in un governo di larghe intese capita anche questo.
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17 luglio 2013


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Io lo so che tu lo sai, che non lo sai che io lo so

Come vengo a saper male le cose! 
Perché dovete sapere che proprio non sapevo!
Ora so che non è facile crederlo, ma vi assicuro che non so come sia potuto succedere che io non sapessi, solo che non sapevo, del resto sono sempre l'ultimo a sapere le cose, perché certe volte succede così, certe cose proprio non si sanno fino all'ultimo ed io non so come sia possibile, ma non sapevo e anche se qualcuno dice il contrario sappiate che non sapevo di sapere, sapete come capita a volte? Forse mi sarò distratto. Del resto, sapete come diceva il filosofo? So di non sapere. Sapesse quanto è vero! Ma se solo avessi saputo... Non so, sarebbe stato tutto diverso. 
Sappiate, però, che adesso mi impegno a sapere. Sappiate, però, che adesso ho sete di sapere. Sappiate, però, che adesso so tutto. Solo che non ho ancora capito nulla.
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24 giugno 2013


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Che tu sia (con)dannato!

Ci sono donne che fanno le puttane e ci sono donne che fanno i giudici e i pubblici ministeri.
Io sto nel mezzo.
Tra quelle che non credevano che Ruby fosse la nipote di Mubarak, tra quelle che figuriamoci se quello non sapeva che fosse minorenne, tra quelle che chiamiamole pure cene eleganti anzichè festini a base di sesso, tra quelle che tutte educande a quelle feste e nessuna escort educata, tra quelle che alla fine lui se n'è fregato perché credeva che...
Insomma quel processo non ci ha raccontato niente di nuovo, ma la sentenza si. La sentenza ci dice che un reato è un reato e in quanto reato deve essere punito. 
In Italia, questa, può essere una notizia.
Peccato, però, che ad essere condannato ci sia Silvio Berlusconi. Così si parlerà di sentenza politica, di giustizia comunista, di rivincita, di vendetta della magistratura, di accanimento politico, di persecuzione, persino di giudizi bacchettoni, di moralisti del cavolo, di puzza sotto il naso, di invidia del pene, di becero conformismo, di cazzi suoi e cazzi miei. E si perderà di vista il fatto che è sbagliato adescare una minorenne promettendo mari e monti (e tanti soldi!) per avere in cambio delle prestazioni sessuali.
Peccato, però, che ad essere condannato ci sia Silvio Berlusconi. Perché parleremo di prossima vita del governo, scommettendo sui tempi di durata, sull'interdizione, sulla punizione, sui pubblici uffici e le stanze private, sui beni confiscati, sulla pena esemplare, sui commenti degli amici, sui commenti dei nemici. E lui sarà ancora lì, tra i titoloni dei giornali, nei servizi del giornalismo estero, in tutti i telegiornali.
Peccato. Se lo avesse ammazzato (politicamente) il voto qualche mese fa sarebbe stato tutto diverso. Lo avremmo interdetto noi tutti, con la democrazia delle nostre scelte e oggi ci ricorderemo solo del fatto che è sbagliato adescare una minorenne promettendo mari e monti (e tanti soldi!) per avere in cambio delle prestazioni sessuali.
Invece adesso ci toccherà gioire per la sua condanna, ma non per la sua sconfitta e la consapevolezza, ancora una volta, che solo parzialmente siamo un paese normale.
Speriamo, almeno, che questo sia un inizio per migliorare.
 

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