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7 novembre 2012


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Da Obama a Obama (direttamente da New York)

Dal nostro inviato a New York:

Today is The Day: election day. 
Si decide chi governa gli USA e un po' anche il mondo, per non farsi mancare nulla.

Scambio due chiacchiere mattutine con la nostra ospite, giovane alternativa web designer di brooklyn che, ovviamente, sostiene Obama anche in modo attivo: oggi per alcuni amercani è day off, non vanno al lavoro per l'election day (così si fa!) e lei va a fare volontariato ai seggi. Mi dice che si saprà qualcosa per le 10 di sera americane, che la tensione c'è ma non c'è quell'entusiasmo di 4 anni fa.

Saluto e mi tuffo nel cuore della Grande Mela: a parte qualche fila a qualche seggio aperto e la pista del Rockfeller Center trasformata in Democracy Plaza dalla NBC (con super sponsor della Microsoft... vabbè...) sembra un giorno come un altro: la Grande Mela sembra troppo occupata a spassarsela per pensare al Presidente, se poi si considera che quasi il 50% degli americani non vota alle presidenziali...

In Times Square, tempio dei megaschermi, c'è una bella bandierona americana che campeggia in led e un bel po' di schermi che riportano le info e, dalle 7 pm, gli spogli parziali: non ci capisco niente, ma all'inizio non sembra messa bene per il caro Barack, aka mister Obama.

Scappo da Times Square, in cui c'è solo casino e gente intenta a farsi foto invece che leggere quello che succede nella scenografia, e mi catapulto nel Queens, quartiere residenziale da working class, upper però. Mi infilo in un pub, ci saranno 10 schermi, 2 sulle presidenziali, altri su sport e tv show stupidi (e violenti). L'audio, però, è solo quello delle presidenziali. E' già qualcosa. Obama recupera terreno, pareggia... cacchio devo andare. In un'ora di metro resto isolato, incrocio solo un pro obamiano, scuro in volto, anche se bianco. Arrivo a casa e i ragazzi sono sul divano: chiedo subito aggiornamenti e pare che ormai manchi poco alla vittoria di Obama! 5 minuti e arriva l'annuncio: l'Ohio ha capitolato, vittoria!

E questo è tutto... si resta seduti sul divano, soddisfatti, un po' più tranquilli per lo scampato pericolo, ma sembra che non ci sia tanto da festeggiare. Di che colore sarà domani New York? (Antonio Giordano)

Poi Obama ha parlato: "Il meglio deve ancora venire!" Io, fossi in voi, mi guarderei intorno, sperando di (ri)conoscerlo!
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24 maggio 2011


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Barak e burattini

E' volato in Europa per una visita un pò là e un pò qua.
Ha dato un'occhiata ai titoli dei giornali e tra questi gli sono capitati anche i quotidiani italiani, che poi in Italia non ci doveva nemmeno venire, ed è saltato dalla poltroncina dell'Air Force One. Per fortuna aveva le cinture allacciate!
Ci siamo incontrati, per caso, in una città a sinistra, dove si guida a sinistra, il vento (che cambia davvero) tira da sinistra, quando attraversi devi guardare a sinistra, il treno arriva e si ferma sulla sinistra, anche il barista ti guarda sinistro se non bevi almeno due Guinnes di seguito.
Mi ha convocato preoccupato e mi ha chiesto: "cos'è sta storia?! Prendiamo Bin Laden e non riusciamo nemmeno a stare un mese tranquilli che ne spunta un altro? Al Qaeda tifa Pisapia! Dicono che sia italiano, di Milano, mi chi è sto Pisapia?"
"Oby non ti allarmare, è solo il candidato a sindaco di Milano. Forse nessuno (degli avversari) avrebbe creduto in lui, ma alla fine è passato facendo il botto al primo turno ed ora lo stanno dipingendo come il peggiore di tutti i mali, in vista del ballottaggio. Dicono che sia un comunista estremista!"
"L'avevano detto anche di me!"
"Dicono che sia un pro musulmani"
"L'avevano detto anche di me! Poi ho catturato Bin Laden"
"Dicono che voglia aprire le moschee"
"L'avevano detto anche di me! Parlando del nuovo progetto del World Trade Center..."
"Dicono che sia rosso"
"A me hanno dato dell'abbronzato!"
"Hanno detto che ha rubato una macchina"
"Ma per i vostri politici siete abituati a reati ben più gravi!"
"Lo so. Anche per questo Pisapia sembra l'espressione di un paese normale e questo spaventa chi ha reso l'Italia un posto dove sembra tutto così assurdo."
"In questi giorni ho provato a chiamare il vostro Presidente del Consiglio, ma non risponde mai"
"Troppo impegnato a far proclami del terrore a reti unificate!"
"Pensavo che non volesse parlare con me, so che preferiva Bush"
"Chi si somiglia si piglia!"
"Forse aveva persino qualche punto in comune con Bill, anche se ad Hilary non piaceva perché mi ha raccontato che sono stati i suoi amici Fede e Lele Mora a portare Monica Lewinsky alla casa Bianca."
"Quei due non cambieranno mai!"
"Comunque alla fine non devo mandare nessuna truppa a fare un assalto sotto la Madonnina o aggiornare l'elenco dei nemici da eliminare?"
"Cavolo, direi di no, ma possiamo riparlarne dopo lunedì?"
"Certo, ma fate attenzione a come usate la vostra democrazia!"
L'ho dovuto promettere a Barak.
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3 maggio 2011


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Cercasi miglior nemico

Obama (ri)conquista l'America!
Dopo la vittoria alle elezioni non c'era riuscito neppure vincendo il nobel per la pace. Ci riesce adesso con un'azione di guerra. Con l'azione di guerra che porta all'esecuzione del nemico Osama Bin Laden.
"Adesso il mondo sarà un posto migliore!"
Ce lo stanno ripentendo da ore, eppure io non mi sento sicura.
Morto un cattivone se ne fa un altro. Si deve solo scegliere quale. Eppure sarà difficile eguagliare il vecchio Bin Bum Bam Laden, più orco degli orchi, più nero dell'uomo nero, più matrigno di una matrigna cattiva.
Potrebbe provarci Ayman al-Zawahiri, il suo presunto vice, ma dicono non abbia il suo stesso carisma. E lo stesso conto in banca.
Si era pensato al nucleare, ma poi un decreto lo ha bloccato almeno per un anno, o due. 
Badate bene: non cancellato, ma solo rimandato. Come si rimandava a settembre chi non era abbastanza forte in qualche materia.
Si voleva candidare Camilla, ma dopo il matrimonio reale, persino la famiglia reale è sembrata più unita e il suo sorriso benevolo guardando il figlio di Diana, eterna rivale in amore, convolare a giuste nozze ha cancellato i rancori del passato.
Si pensava allora al colesterolo, ma i signori di tutti gli hamburger si sono detti in disaccordo.
La cellulite ha ricevuto solo i voti delle donne e non sono bastati.
Si era pensato poi al Pd, ma poi ci si è accorti che il Pd fa male solo a se stesso.
All'interno del Pdl, dopo aver smascherato Fini, qualcuno temeva che il nuovo nemico potesse essere Bossi, ma dopo il lancio di qualche zuccherino il pericolo sembra essere rientrato.
In lizza restano dunque: i magistrati e Massimo Ciancimino con i suoi nomi piazzati ad arte, passato dalla lista dei "hai visto cosa sta facendo venire fuori?" alla lista dei: "chi credeva a Ciancimino?"
Un altro nemico cattivo e odioso al potere sembra essere la cultura, ma dopo Bondi e adesso con Galan e la Gelmini, sembra che questa sia esanime.
Sempre in auge i rossi comunisti, invocati in ogni dove, ma che in realtà ricordano per consistenza il famigerato attentatore di Belpietro, ovvero: così pericolosi non si erano mai visti.
La Francia, intanto, manda in nomination Gheddafi, votato nel silenzio del confessionale anche dal Presidente del consiglio italiano. 
Si accettano altre candidature.
Astenersi perditempo.
 

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