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28 ottobre 2011


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Dimettiti tu, che a me vien da ridere

"Il problema è che qualcuno possa pensare di comportarsi contro gli interessi del proprio Paese, in questo modo causando uno spiacevole incidente con un paese amico. Per questo confido nel senso dello Stato e del dovere di responsabilità..."
Un modo cordiale per chiedere delle dimissioni. L'ho sentito per radio, poi ho aspettato il commento per capire chi parlava di chi. Chi chiedeva le dimissioni di chissà chi per far bene a questo paese in questi giorni? Dite che c'entra Berlusconi? In un certo senso fuochino!
Chiedere le dimissioni! A forza di sentirselo dire ha cominciato a chiederle anche lui, ma stavolta non parlava in terza persona! Si riferiva a Bini Smaghi che dovrebbe lasciare il board della Banca Centrale Europea, dopo che Draghi, altro italiano, è stato designato come presidente proprio della Bce, per far posto ad un francese.
Delle dimissioni per far contenta la Francia. Toh, guarda!
Sentire Berlusconi far certi discorsi mi ha fatto pensare al bue che diede del cornuto all'asino, o a quel tale che disse: "Fate come dico io, ma non fate come faccio io..."
Coerente e credibile come solo lui sa essere.
Poveri (asini) noi!
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26 aprile 2011


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Voglio più bene a mio cugino che a Bossi

Sarebbe finita con un pareggio, se il confronto fosse stato solo sull'altezza dei tacchi, perché almeno lì Sarkozy non è riuscito a superare Berlusconi.
Per il resto è stato proprio Silvio Berlusconi a superare sé stesso, come in un'ennesima barzelletta.
E' andata così: e Silvio disse: "la Francia ha ricevuto più di 50 mila migranti, l'Italia una media di 10 mila, per cui vorrei attestare che lo sforzo della Francia è stato di 5 volte superiore a quello dell'Italia", eppure ci invitavano tanto ad essere arrabbiati con i cugini d'oltralpe, che abbiamo accettato anche di rinunciare al briè.
Poi Silvio aggiunse: "Nessuno di noi vuole negare e abolire l'accordo di Schengen, ma in circostanze eccezionali crediamo debbano esserci variazioni a cui abbiamo deciso di lavorare insieme", eppure quelli della Lega sono diventati verde di rabbia in questi giorni, annunciando volontà secessioniste non solo all'interno dell'Italia, ma dall'Europa.
E quindi Silvio disse: "Abbiamo anche parlato della cooperazione economica. Io sono convinto che l’economia e la concorrenza debba essere libera... la Francia ha fatto interventi su imprese italiane. In Francia l’industria è più forte... Dobbiamo guardare ai fenomeni che il mercato ci propone, creare gruppi internazionali (franco italiani e italo francesi) che possano star bene nella competizione globale"
Praticamente noi cediamo: Stefano Accorsi, Carla Bruni, la Gioconda e la Parmalat.
Loro promettono la ricetta del fuagrà e del patè.
E intanto insieme scrivono una lettera a Barroso, ma sembra che Berlusconi avrebbe voluto chiuderla scrivendo: "Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere."
Ma Sarkò, indispettito pare abbia detto: "Parla per te!!"
I due leader si sono salutati e alla fine del vertice il Presidente del consiglio italiano ha assicurato: "Sarkozy è il mio migliore amico!"
Ora è certo: nel giro di poche settimane bombarderemo la Francia!
 

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