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13 luglio 2012


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Tra lui (Berlusconi) e lei (Minetti) scegliere saprei

Ci sono cose assurde che non avrei mai creduto di poter fare e non sto parlando di buttarmi nuda nella fontana della piazza del paese, o corteggiare un calciatore con la porche, o lasciare il mio numero di telefono sui muri del bagno dell'Autogrill, o mettere le birkenstock con i calzini, farmi la cresta da punk, diventare vegana o rinunciare ai peperoni. No, parlo di qualcosa di molto più assurdo! Ovvero: solidarizzare con la Minetti! E giuro, non sono ubriaca, non sono drogata e non è nemmeno colpa degli extraterrestri!
Capita solo che quando Berlusconi decide di ricandidarsi (e nessuno dei suoi lo ferma) e decide di darsi una mano di pulitura (come se bastasse una leccata di bue), invitando Nicole Minetti a dimettersi da consigliere regionale in Lombardia, ecco che quasi viene normale sperare che qualcuno gli tenga testa. Chi? Perché non la Minetti? Ma ve lo immaginate? Sarebbe la prima volta che Nicole Minetti non ci sta. Il primo no urlato al signore e padrone. Ecco perché io mi associo ad Alessandro Capriccioli e alla sua iniziativa: un post al giorno per Nicole.
Vai Nicole, al grido di: "la poltrona è mia e me la gestisco io!" Che poi se la Santanchè, (santa ché?) si mette a sbraitare che è finito il tempo delle Minetti ho quasi paura di sapere che cosa ci attende dopo. Dopo che il bue disse cornuto all'asino.
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24 aprile 2012


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Madre lingua

Bisogna studiare, bisogna imparare le lingue, bisogna prendersi una laurea, meglio due, bisogna accumulare esperienze all'estero, bisogna aver pazienza e aspettare l'occasione della vita e saperla cogliere. Bisogna fare attenzione a quando tutto è più facile, a quando tutto è troppo facile, a quando si è madrelingua, perchè poi si rischia di far casino, di non riuscire a capire quando bisogna fermarsi, quando è il caso di parlare una lingua alla volta, dosando bene le parole, dandovi importanza per riflettere su ciò che si sta dicendo e come lo si sta dicendo, per non correre il rischio che certe parole diventino insulto per chi le ascolta. E i verbi, signore i verbi! 

Cheaps dalla voce deduco che tu sei in treno. Ho sentito adesso the Boss of the boss e gli ho detto: "oh,allora guarda che stasera porto una mia amica" e lui mi fa: "ottimo!" Gli ho detto: "guarda che ha la seconda laurea, ti dà del filo da torcere." Mi ha detto: "ottimo!" Si vede che non poteva parlare. Grazie. Ciao. No, perché infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa, nel senso giurami che non ti prendi male, nel senso cioè ne vedi di ogni, cioè te ti fai i cazzi tuoi ed io mi faccio i cazzi miei, per l'amore del cielo, però ne vedi di ogni, cioè nel senso la disperation più totale, cioè capirai, c'è gente per cui è l'occasione della vita per cui ne vedi di ogni. Te fidati di me, punta su: a) il francese, che lui sbrocca, gli prende bene. Digli tutto quello che fai: seconda laurea, sei stata tre mesi alla Sorbona, che anche lui ha studiato alla Sorbona, si esalta di brutto. E detto fuori dai denti, no, ci sono varie tipologie di persone: c'è la zoccola, c'è la sudamericans che non parla nemmeno l'italiano e che arriva dalle favelas, c'è quella un po' più seria e c'è quella via di mezzo e poi ci sono io che faccio quello che faccio. Per cui era solo per non confonderti nella massa, non sii timida, fregatene, sbattetene il cazzo e via andare... Amica cheaps a che ora arrivi in the station?
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17 settembre 2011


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Io mi dimetto!

Non ho mai pagato per fare sesso. E non ho mai chiesto soldi per fare sesso.
Non ho mai presentato Sanremo, non ho mai chiesto a nessuno di piazzare mio fratello in una fiction. Non sono ministro, non sono nemmeno consigliere regionale. Non vivo all'Olgettina. Non andrei mai a letto con un 75enne, nemmeno se fosse l'uomo più potente d'Italia.
Sono demodè? Sono all'antica? Sono una brava ragazza? Sono normale? Sono stupida? Sono solo una racchia che fa come la volpe che non arriva all'uva?
Fate vobis! 
Io preferirei la carriera politica della Merkel, che con il suo culone non appetibile (perdonatemi, ma nemmeno mi và di scrivere certe cose per citazione) tiene a galla un paese, alla carriera politica della Minetti, che sappiamo tutti essere meglio senza t-shirt, almeno in quel caso sembra riuscire a mostrare se non delle doti, delle zinne!
Io preferirei concentrarmi sui problemi di un'Italia che va a rotoli, piuttosto che sui problemi di un premier che va a puttane!
Io preferirei che si usasse il termine puttana, al termine escort, per tutte quelle ragazze che si mettono in fila davanti alla porta di una camera da letto con i loro sogni e con delle richieste da esaudire in cambio di toccatine nelle parti intime.
Io preferirei che non ci fossero eroine che dicono no, perché in certi casi, in questo caso, un no non sarebbe stato eroico, ma doveroso, naturale, normale se ci si considera delle donne del 21esimo secolo e non delle becere cortigiane dai tempi bui.
Io preferirei che a delle non dimissioni del nostro presidente del consiglio, seguissero le nostre dimissioni! Dimissioni da italiani, se a rappresentarci e a governarci c'è certa gentaglia.
Perché mi chiedo: dove sono andati i tempi di una volta, per Giunone, quando ci voleva per fare il mestiere anche un pò di vocazione... (*)
Non solo quello della puttana, ma anche per quello del Presidente del Consiglio.

(*) La città vecchia di Fabrizio De Andrè
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19 aprile 2011


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Eravamo tre amici al bar...

Con quella bocca potrebbe dire qualsiasi cosa...
Eh no! proprio qualsiasi no!
"Io non portavo le escort ad Arcore!" E infatti qualcuno potrebbe obiettare che lei le recuperava nelle questure quando qualcuna di loro faceva qualche marachella. Che poi essendo minorenni la parola marachella ci sta.
Certo, prova a invitarli ad una festa adesso. Prova a metterli insieme e lasciali soli. Un incontro di wrestling sarebbe più noioso. Persino le azzuffate tra la Mussolini e la Carfagna potrebbero essere viste come un tè delle 5 del pomeriggio con i pasticcini, passato a parlar di vecchi merletti.
Perchè qui si sputa arsenico, parole avvelenate e finisce che si prendono a pesci in faccia.
Non si dicono certe cose quando si parla di una signora. Ma quale signora? Ognuno si sceglie l'avvocato che vuole!
Abbi Fede! E proprio lui non ci sta!! E l'igenista dentale diventò, per qualcuno, una malata mentale! Tutta colpa dell'assonanza.
Così a Fede è venuto un diavolo per capello e allora è sbottato: "Questa non è più roba da avvocati. È tutto gran lavoro per gli psichiatri. E' assurdo che qualcuno si difenda dicendo cose non vere. Nessuno dice che sono stato io a portarla. Il presidente del Consiglio mi ha autorizzato a dire pubblicamente che io non ho mai portato 'sta ragazza a casa sua. Le pare che io spenderei a cuor leggero la parola del presidente?"
Ahhhh bhè, quindi la verità non è ciò che è accaduto realmente e ciò che vorremmo scoprire, ma solo ciò che qualcuno autorizza a dire. Fidiamoci sulla parola! Che poi, oltre alla parola del presidente, è la parola della Minetti contro quella di Fede che per smarcarsi dalle accuse dice altre parole sempre d'accusa, non tanto contro la Minetti ma contro Lele Mora, agente delle dive, fallito qualche giorno fa, ora esperto di pesca: "Il pesce, anzi la Pesce in questo caso, di solito butta l'amo. E oggi Emilio Fede ha abboccato".
Naturalmente sono già arrivate le smentite e la Minetti ci tiene a sottolinearlo: "non accuso nè Emilio Fede nè Lele Mora".
Ma voi provate a immaginarli chiusi nella stessa stanza e ditemi che cosa vi viene in mente...
 

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