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4 aprile 2014


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Dentiere e non denti d'oro

Non è un paese per vecchi.
Decisamente no, l'Italia non lo è.
Anche se poi, a ben guardarci, è facile rendersi conto che siamo un paese di vecchi.
E qualcuno ha ben guardato e si è ricordato che i vecchi votano.
I vecchi votano e sono più dei giovani e si accontentano più facilmente, in fin dei conti, la loro vita l'hanno vissuta e da vecchi i bisogni diminuiscono. 
Ai vecchi, basta vivere decorosamente senza stancarsi troppo, quindi non gli devi promettere un lavoro.
Ai vecchi basta vivere dignitosamente e non hanno l'esigenza di accumulare beni e di spendere chissà quanti soldi, quindi basta alzargli un po' la pensione minima.
Ai vecchi basta non sentirsi soli, e se proprio sono soli gli si può regalare un animale che gli faccia compagnia, con tanto di visita veterinaria (quasi) gratuita, così due chiacchiere le scambiano anche con un medico che non serve strettamente  a loro.
Ai vecchi basta dare un po' di pane. Il pane. 
Cazzo, ecco il rischio: dare il pane a chi non ha i denti.
Ai vecchi basta promettere uno sconto sulla dentiera e il voto è preso.
Si, Forza Italia: mordi il futuro con dentiere nuove di zecca.
E se quei vecchi proprio non vogliono sentirne di votare Forza Italia?
Si può sempre pensare ad uno sconto per gli apparecchi acustici.
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18 aprile 2013


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La verità mi fa male, lo so!

Io vi chiedo scusa, perché, è vero, alle ultimi elezioni ho votato PD.
Io vi chiedo scusa, perché davvero ho pensato che loro sarebbero stati quelli che ci avrebbero portati fuori da 20 anni di berlusconismo.
Io vi chiedo scusa, perché ho creduto alla forma di democrazia di un partito che sceglieva di interpellare i propri elettori per prendere le grandi decisioni sui nomi e le persone da scegliere.
Io vi chiedo scusa, perché mi sono fidata di Bersani quando diceva: "MAI con Berlusconi!"
Io vi chiedo scusa, perché li ho difesi quando si parlava di inciuci in nome di un cambiamento a cui loro avrebbero contribuito.
Io vi chiedo scusa, perché mai come stavolta io ho scelto loro e non Vendola o qualche sinistra più a sinistra.
Io vi chiedo scusa, perché la colpa del fallimento elettorale l'ho data a chi ha votato gli altri.
Io vi chiedo scusa, perché mi sono ostinata a considerare giusto un partito morto o che non sa fare altro che operarsi per il proprio suicidio.
Io vi chiedo scusa, perché non mi sono unita ai cori dei: "vaffanculo", "siete tutti morti", "vi mandiamo tutti a casa".
Io vi chiedo scusa, perché quelli che io ho votato non hanno avuto coraggio, non hanno avuto sensibilità, non hanno avuto lungimiranza e non hanno avuto rispetto, per me e per quelli come me, ma anche per quelli come voi.
Io vi chiedo scusa, perché questo paese, soprattutto adesso, avrebbe bisogno di altro.
Io vi chiedo scusa, perché, forse, sono migliore di loro, ma ho finito per non dimostrarvelo.
Io vi chiedo scusa, perché avevo dato loro un'altra chance e poi un'altra ancora.
Io vi chiedo scusa, perché ho lasciato che mi tradissero.
Io vi chiedo scusa, perché adesso sono furente, incredula, delusa, smarrita.
Io vi chiedo scusa, ma vi prometto che, alla luce di quello che sta succedendo oggi, non lo farò più.
Votare Pd, intendo.
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12 dicembre 2012


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Stiamo calmi e nessuno si farà male

Arrivo in ritardo, sicuramente. Tutti hanno detto la loro. Io ho pensato e mi sono scoperta arrabbiata, ma non con chi pensate voi. Sono arrabbiata con il resto del mondo!
C'è chi si è strappato i capelli, chi ha rialzato la testa, chi si è dovuto piegare, c'è chi dovrà farlo in futuro. C'è chi parla di nuovo miracolo italiano, chi del solito incubo. C'è chi si sta sfregando le mani, c'è chi piange a dirotto, chi ride a crepapelle, c'è chi continua a chiedersi  come è stato possibile. C'è che si sente tornato indietro di 13 mesi, chi di 18 anni. C'è chi dice le solite facce, i soliti culi inchiodati alle poltrone. C'è chi diceva che la politica era finalmente cambiata e c'è chi pensa, invece, che non è cambiato proprio nulla. C'è chi non ha niente da dire e c'è chi non parla d'altro. C'è chi ha paura della profezia dei maya e c'è chi, ormai, la invoca a gran voce. C'è lo spread in salita, c'è la borsa in discesa. C'è il pericolo di contagio, il bubbone che può esplodere, c'è chi se ne fa una malattia. C'è chi non c'è più la destra e la sinistra, ma solo pro e anti. C'è che non c'è più la destra, ma non è certo colpa della sinistra. C'è chi non ne può già più, c'è chi non aspettava altro. C'è che questo è il nuovo che avanza e c'è che questo è il vecchio che torna.
C'è che siamo piccoli. C'è che non diventeremo mai grandi.
C'è chi conosce benissimo la differenza tra la serietà e i tentativi di pararsi il culo. C'è chi non conosce affatto la differenza tra la serietà e i tentativi di pararsi il culo. 
C'è chi è pronto a ricascarci e c'è chi non ci è mai cascato. C'è che siamo noi.
Ma l'Europa? Ma il resto del mondo? Perché ne parla? Perché vi dedica le prime pagine dei giornali? Perché con la notizia apre i propri notiziari? Perché non si fida di noi? Perché ha paura?
Io non ci sto a passare per stupida! Lo sappiamo bene: basterà semplicemente non votarlo. Si si, lo sappiamo bene: no, non votare, ma non votare lui e votare per altri.
Poi, però, per scaramanzia, ma solo per scaramanzia, ho tirato fuori le valigie.
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10 giugno 2011


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Referendum si e no. Ma non forse!

Prima i referendum erano quattro. Poi si è detto che sarebbero diventati tre, perché si rinunciava al nucleare senza ricorrere al parere dei cittadini. Poi si è scoperto, o meglio ci è stato detto dal nostro premier, che era tutta una fregatura, perché gli animi erano suscettibili per la tragedia del Giappone e allora era meglio congelarlo il nucleare e rinunciare solo momentaneamente alle centrali, il tempo che la coscienza civile tornasse assopita come sempre. Poi c'è stato un ricorso e la cassazione ha sancito che si votasse per questo referendum e allora i referendum sono tornati ad essere quattro, ma con una modifica al testo. Poi c'è stato un ricorso alla sentenza di cassazione e allora si è temuto che i referendum tornassero tre. Poi c'è stato la sentenza al ricorso e i referendum, ora, sono definitivamente quattro. 
Ci è stato detto che si vota il 13 e il 14 giugno, anzi il 12 e il 13 agosto. Ci è stato detto che i referendum sono inutili, che il voto è politico, che il voto non è politico. Ci è stato detto che noi cittadini siamo liberi di poter decidere se andare o meno alle urne (ma và?!), ma qualcuno ci suggerisce di andare al mare, di stare a casa, di dire si, di non dire no, di non dire nulla. Poi ci è stato detto che mancherà il quorum, poi ci è stato detto che si potrebbe raggiungere il quorum, poi hanno cominciato a votare all'estero, poi forse i voti dei connazionali fuori dall'Italia non valgono (per il nucleare), perché tra le modifiche del quesito dopo i ricorsi ai ricorsi si sarebbe dovuto ricorrere ad una nuova scheda. Ci è stato detto che questo potrebbe modificare proprio quel quorum. Ci è stato detto che Bossi non voterà, che Brunetta non voterà, che Berlusconi non voterà. Insomma quelli eletti in  maniera democratica rinunciano ad esprimersi (lasciando che i cittadini che voteranno si esprimano) democraticamente. Ci è stato detto che questi referendum sarebbero potuti essere accorpati  alle elezioni comunali e provinciali dei giorni scorsi per risparmiare un bel pò di soldi. Ci è stato detto che invece non era il caso. Ci è stato detto di dire si per dire no e di dire no per dire si, manco se i quesiti referendari fossero stati scritti da una donna. Ci è stato detto che Bersani voterà, che Di Pietro voterà, che Fini sarebbe contento se si raggiungesse il quorum. Ma non ci è stato detto nulla dal Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che però discutendo "zitto zitto" con Tremonti e Bonaiuti un pò di tempo fa aveva detto: "È finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne, ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla..."
Ci hanno detto che bisogna avere fiducia di chi ci amministra. Ci hanno fatto credere che quella fiducia non va mostrata esprimendosi, magari con un no, perché chi non vuole votare si può votare no.  Eppure c'è chi dice che, stavolta, è il caso che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. 
Insomma ci hanno detto di tutto, ma ci hanno informato poco o niente, finché hanno potuto.
In ogni caso, domenica e lunedì potrebbe piovere. Governo ladro!

http://www.referendum-2011.info/
 

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