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30 maggio 2011


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Risultati assurdi o assurdi risultati?

E' Assurdo!!!

Milano: 55,1%
Napoli: 65,3%
Cagliari: 59,4%
Trieste: 57,5%
Novara: 52,9%
Arcore: 56,6%

Con queste percentuali si perdono le elezioni a destra.
Bondi si dimette.
Silvio Berlusconi tace, anzi no. Dalla Romania parla di cetrioli avvelenati.
Dalle barzelletta passa forse alle sottili metafore?
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27 maggio 2011


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C'è Gigi? e la cremeria?

L'idea di un mega, maxi, grande concertone sarà venuta a Red Ronnie, del resto lui ci capisce di musica!
Così si è messo a pensare al personaggione per fare il botto. Avrebbe voluto Elio e le storie tese, Daniele Silvestri, Giuliano Palma & The Bluebeaters, ma tutti hanno declinato l'invito dicendo: "dobbiamo fare le prove per una serata tra amici che terremo venerdì 27 maggio!"
Aveva pensato a John Lennon, ma chiamandolo al telefono una vocina gli ha detto: "Non è più (ahimè) raggiungibile!"
Allora ha cercato consiglio e sostegno tra i suoi fan di Facebook e lì, sulla sua bacheca, qualcuno gli ha suggerito: "chiama Gigi D'Alessio!!"
Che ideona geniale! Gigi D'Alessio, milanese doc, bandiera del neomelodico milanese in piazza per i suoi concittadini.
Solo dopo si è scoperto che a dar suggerimenti su Facebook non erano altro che figuranti pagati (molto probabilmente da Pisapia) per aumentare in maniera esponenziale il numero dei contatti in bacheca.
Comunque Gigi per l'amor della Madunnina accetta, dicendo: "vabbuò, uagliù c'verimm a piazza Duomo!"
La Lega non storce il naso ma drizza le orecchie e cerca di capire quella strana lingua.
Salvini incita i suoi dicendo: "E nel bel mezzo del concerto faremo il nostro classico coro: chi non salta un napoletano è! e come ci insegna Borghezio proviamo a insultare il terrone che ci sta più vicino!"
E' a questo punto che Gigi si ricorda che la Lega ce l'ha duro, forse troppo duro e viene preso da sgomento. Prova a imparare l'italiano, ma non ci riesce. Quella cadenza che i leghisti non capiscono non va via.
Il concerto comincia. C'è La Santanchè (santa chè?!), La Russa, De Corato (indecoroso) e persino la Moratti. Chi?! Ah si, il "candidato debole", meglio conosciuta come la "mamma di Batman".
In piazza ci sono anche molti giovani del sud. Emigranti? No, viaggiatori pagati "tutto compreso" (viaggio, vitto e alloggio), corsi a fare da terroni da mettere vicino ai leghisti incazzati (ma i viaggiatori non lo sanno!).
Le stelle cominciano ad esibirsi: c'è Bryan Ferri! E tutti a cantare a squarciagola parole che fanno più o meno cosi: "mmm, mmmmm, mmm, mmmmmm, mm!"
Ecco Gigi, vieni Gigi, fuori Gigi, dateci Gigi, dov'è Gigi?
"Dove sta Giggì?! Uh, Madonna mia..." "Gigi non c'è, è andato via..."
Squilla il telefono: "rinuncio al concerto (a cui l'aveva invitato Silvio Berlusconi) a causa del clima di estrema tensione che si è venuto a creare, attraverso i giudizi di chi ha un pensiero politico diverso, sia per i commenti ricevuti da parte di alcuni esponenti della Lega Nord, in quanto napoletano."
La Lega si difende: "Non siamo noi ad essere razzisti, è lui ad essere napoletano!"
Allora Gigi D'Alessio aggiusta il tiro: "Mi sono sentito minacciato, ho avuto paura e sono andato via. Credevo di partecipare a una festa per la musica, per la Moratti, per il Pdl, ma ho ricevuto minacce da parte di chi ha un giro politico diverso, diciamo dalla sinistra, e mi sono risentito su delle parole di qualche esponente della Lega"
La Lega conferma: "L'avevamo detto che non eravamo razzisti noi, ma lui ad essere napoletano!"
Ma il pubblico si infuria. I ragazzi arrivati dal sud, pagati, per vedere il concerto si appellano alla formula: "soddisfatti o rimborsati!"
Ma come si fa a rimborsare chi  è già stato pagato? i ragazzi si lamentano: "Ad averlo saputo avremmo chiesto almeno il doppio!"
Ma la Moratti, che da sindaco qual è stata è abituata ad affrontare i problemi di una grande città, prende la situazione di petto: sale sul palco con Iva Zanicchi e canta "o mia bela madunina!"
Il concerto si chiude con un appello della sciura Letizia: "Votate per me! perché con la stessa professionalità con la quale abbiamo organizzato questo mega concerto vogliamo organizzare anche l'Expo 2015!"
Poi cala il sipario.
Speriamo!
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24 maggio 2011


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Barak e burattini

E' volato in Europa per una visita un pò là e un pò qua.
Ha dato un'occhiata ai titoli dei giornali e tra questi gli sono capitati anche i quotidiani italiani, che poi in Italia non ci doveva nemmeno venire, ed è saltato dalla poltroncina dell'Air Force One. Per fortuna aveva le cinture allacciate!
Ci siamo incontrati, per caso, in una città a sinistra, dove si guida a sinistra, il vento (che cambia davvero) tira da sinistra, quando attraversi devi guardare a sinistra, il treno arriva e si ferma sulla sinistra, anche il barista ti guarda sinistro se non bevi almeno due Guinnes di seguito.
Mi ha convocato preoccupato e mi ha chiesto: "cos'è sta storia?! Prendiamo Bin Laden e non riusciamo nemmeno a stare un mese tranquilli che ne spunta un altro? Al Qaeda tifa Pisapia! Dicono che sia italiano, di Milano, mi chi è sto Pisapia?"
"Oby non ti allarmare, è solo il candidato a sindaco di Milano. Forse nessuno (degli avversari) avrebbe creduto in lui, ma alla fine è passato facendo il botto al primo turno ed ora lo stanno dipingendo come il peggiore di tutti i mali, in vista del ballottaggio. Dicono che sia un comunista estremista!"
"L'avevano detto anche di me!"
"Dicono che sia un pro musulmani"
"L'avevano detto anche di me! Poi ho catturato Bin Laden"
"Dicono che voglia aprire le moschee"
"L'avevano detto anche di me! Parlando del nuovo progetto del World Trade Center..."
"Dicono che sia rosso"
"A me hanno dato dell'abbronzato!"
"Hanno detto che ha rubato una macchina"
"Ma per i vostri politici siete abituati a reati ben più gravi!"
"Lo so. Anche per questo Pisapia sembra l'espressione di un paese normale e questo spaventa chi ha reso l'Italia un posto dove sembra tutto così assurdo."
"In questi giorni ho provato a chiamare il vostro Presidente del Consiglio, ma non risponde mai"
"Troppo impegnato a far proclami del terrore a reti unificate!"
"Pensavo che non volesse parlare con me, so che preferiva Bush"
"Chi si somiglia si piglia!"
"Forse aveva persino qualche punto in comune con Bill, anche se ad Hilary non piaceva perché mi ha raccontato che sono stati i suoi amici Fede e Lele Mora a portare Monica Lewinsky alla casa Bianca."
"Quei due non cambieranno mai!"
"Comunque alla fine non devo mandare nessuna truppa a fare un assalto sotto la Madonnina o aggiornare l'elenco dei nemici da eliminare?"
"Cavolo, direi di no, ma possiamo riparlarne dopo lunedì?"
"Certo, ma fate attenzione a come usate la vostra democrazia!"
L'ho dovuto promettere a Barak.
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17 maggio 2011


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The day after... su una panchina del parco

"Se mi vuoi bene scrivi il mio nome..."

"Ma l'avevi sentito anche tu lo spot per radio? Ero lì che ascoltavo le canzoncine e TAC! Ecco la sua voce che invita a votare per lui. Per lui, capisci? Ma non perché abbia programmi da vendere, ma perché dovevi dimostrare che volevi bene a lui e ai comunisti no!"

"E si vede che non gli vogliono bene più come un tempo!"

"Oppure gli vogliono troppo bene! Che poi ti pare che se sei Presidente del Consiglio, ti voto per farti fare il consigliere comunale?"

"Ma non avrebbe mai fatto il consigliere comunale!! Chiedeva i voti, ma non la carica!"

"Quindi è come se un vegetariano chiedesse una bistecca ai ferri sapendo che non la mangerà mai! Ed io sarei il cuoco che perde tempo a cucinare senza nemmeno ricevere una pacca sulle spalle perché il mio piatto non l'assaggerai mai!"

"Esatto! Ma adesso tira un vento nuovo!"

"Proprio ora che si aspettava l'estate! Ma meglio così, si sa che a Milano il troppo caldo lo si sopporta poco. Meglio un'estate ventilata e piovosa, che afosa!"

"Ma no! Tira un vento nuovo in politica!"

"Un vento nuovo in politica? Ma se si dice che stanno tornando i comunisti, estremisti, terroristi e ladri di macchine a governarci. Proprio come tanti anni fa!"

"E quando mai siamo stati governati da comunisti, estremisti, terroristi e ladri di macchine?"

"E che ne so io?! Sarà stato negli ultimi 15 anni!"

"Ma c'erano loro negli ultimi 15 anni. O quasi sempre loro..."

"Ah si?! Allora sarà stato prima."

"Ma prima c'erano stati i loro amici"

"Ah si?! Cmq adesso non ti spaventano questi per niente moderati che nemmeno stringono la mano all'avversario? che vogliono integrare i neri, eliminando i bianchi..."

"Ma dove le hai sentite queste sciocchezze?"

"Non lo so, l'hanno detto i verdi, ma non quelli dell'arcobaleno, perché quelli lì sono amici dei rossi!"

"Cioè i verdi leghisti? Ossia i moderati come Salvini, Borghezio, Bossi, Castelli, Calderoli?Sciocchezze! Piuttosto hai visto ieri Milano, con i caroselli per strada, gente che festeggiava, in macchina a suonare i clacson, in bici a suonare il campanello? Tutti felici!"

"Già, anche se hanno già stufato con questa mania di festeggiare per giorni lo scudetto!"

"Ma quale scudetto!! Festeggiavano per Pisapia che Letizia porta via!"

"Ecco" Lo vedi?! Questi comunisti sono tristi! Non vogliono letizia, ma solo mestizia! Del resto lo dicono tutti a destra che sono afflitti e anche un pò sporchi."

"Ma non letizia nel senso di gioia, ma nel senso di Moratti"

"Ma che c'entra adesso Moratti con la vittoria dello scudetto del Milan?!"

"Ahhhh, ma allora lo vedi che sei un elettore manovrabile? Letizia Moratti, candidato a sindaco di Milano ha preso il 41,6% delle preferenze contro Giuliano Pisapia, candidato della sinistra che ha preso il 48%. Nessuno si aspettava un risultato simile! E adesso si va al ballottaggio, ma con questi numeri sembra facile credere e sperare che Milano cambi davvero!"

"Pisapia ha battuto la Moratti, ma veramente?! Ma ieri in tv non l'hanno detto!"

"E che canale guardavi?"

"Facevo zapping tra Rai1, Rai2 e i canali Mediaset. Non dicevano di aver vinto, ma nemmeno di aver perso, poi parlavano del Movimento 5 stelle o delle stelle a 5 punte, non ricordo... E adesso che succede?"

"Si rivota il 29 maggio per il ballottaggio e il 12 giugno per i referendum!"

"I referendum? Ma quali referendum?"

"Ecco, appunto! Parlo con te e mi rendo conto che non c'è tempo per festeggiare. Bisogna continuare a costruire, almeno fino a quando non sarà finito tutto!"
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16 maggio 2011


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Gente di seggio

Alla fine il sole splendeva alto sui seggi, ma senza il caldo che invogliava tutti ad andare al mare. Sarà per questo che a Milano l'affluenza è stata maggiore che in altre città d'Italia.
Sarà così. Oppure i cittadini sono andati a votare per dirci qualcosa. Cosa avranno voluto dire lo scopriremo a seggi chiusi e ad urne aperte.
Io ho provato a guardare le facce del mio seggio. Mi sono sentita giovane.
C'era quello con fidanzata al seguito, ben vestito, occhiali da sole e una faccia da over 40enne di bella presenza con un golfino color pastello che esclamava: "ahhh, nessun nome da votare, solo una croce su un simbolo, che poi questi chi li conosce, infondo mi hanno detto solo di barrare..."
C'era la signora ultra 60enne, appoggiata a una stampella, messa in piega fatta e lingua tagliente, inferocita per la mancanza di quel personale addetto ad accompagnare al seggio coloro che necessitavano di assistenza.
C'era il milanese con la pancia da imprenditore e giubbino di pelle.
C'era quello con la faccia da lavoratore autonomo e la moglie casalinga che ha passato una vita tra fornelli e figli.
C'era la signora 80enne con il vestito buono della messa.
C'era la ragazza con la felpa, gli occhialoni, il jeans stretto, le scarpe colorate e il casco in una mano.
C'era una donna di colore, nata in un altro paese, ma milanese quanto me.
C'era una mia vecchia vicina di casa a ricordarmi che sono a Milano da così tanto tempo che anche andare a votare diventa un'occasione per rivedere persone conosciute.
E c'ero io che cercavo di capire quali erano i volti che somigliavano al mio. I voti che sarebbero potuti essere il mio e quelli che proprio no, non ditemi che avete votato così.
C'era la cabina dalla tendina che dà sempre l'impressione di rimanere un pò aperta, quel tanto che basta per aver quasi paura di essere visto mentre compi una scelta.
C'era la matita, quella che ti rimane sempre in mano anche a scheda imbucata e che lo scrutatore ti richiede con insistenza, tenendo in ostaggio i nostri documenti che diventano merce di scambio per riavere indietro il vero strumento democratico di questa giornata.
Tutti alle prese con una scheda lenzuolo, troppo grande per destreggiarsi in cabina elettorale e troppo grossa per poter essere ripiegata con destrezza.
Forse era questa la vera difficoltà del voto.
Si, Milano è una città dove si vota con una scheda lenzuolo sperando che, in futuro, la coperta non sia troppo corta.
 

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