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18 aprile 2018


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Mattarelli e Mattarella

Ricapitoliamo: le elezioni sono state vinte da M5S e Lega che, però, non hanno stravinto. 
Il Movimento 5 Stelle ha preso più voti di tutti, ma quelli della Lega sommati a Forza Italia e Fratelli D'Italia sono di più. 
Per far partire un nuovo governo il centro destra ha dato l'ok a Fico dei 5S come presidente della Camera, mentre il Movimento 5 Stelle ha detto si a Casellati di Forza Italia come presidente del Senato. 
Poi sono cominciati gli schiamazzi: M5S corteggiava Salvini, ma non voleva Berlusconi e rivendicava Di Maio come premier; Berlusconi diceva che Salvini è il leader ma solo se il centrodestra restava unito. Allora i pentastellati hanno corteggiato il Pd che diceva "noi solo all'opposizione che già abbiamo governando con quelli diversi da noi abbiamo perso voti." 
Insomma una casino. 
Poi l'idea di Mattarella: governo a Casellati di Forza Italia! 
Infondo il Movimento 5 Stelle l'ha già appoggiata una volta perché non dovrebbero farlo ancora? Perché così nasce un governo avvallato dal Movimento 5 Stelle che di fatto appoggia Forza Italia.  Ops...
Però Mattarella è un genio.
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2 marzo 2018


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L'imbarazzo per la scelta

Allora, per chi voti alle prossime elezioni?

Coalizione di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia). Sembrano gli unici che possano raggiungere una certa maggioranza e anche se non dovessero farcela, besterebbe allearsi con qualcuno per formare un governo. 
E quelli si sa, si alleerebbero con chiunque pur di governare, del resto basta vedere la stessa coalizione: Salvini, Berlusconi, Meloni e Fitto che parla fitto fitto con Meloni e Salvini. Salvini che vuole fare il premier, Meloni che vuole fare il premier, Berlusconi che non può fare il premier, ma non vuole che lo facciano Salvini e/o la Meloni. Uno è moderato, una è nostalgica, uno è razzista. Quello moderato non è d'accordo con quello razzista, quella nostalgica non approva sempre quello razzista ma non sopporta l'attegiamento dolce di quello moderato, quello razzista cavalca l'onda fascista della nostalgica e si scaglia contro le posizioni moderate del moderato. 

Il Pd. Se hai davvero paura che questo paese finisca in mani sbagliate non possiamo che votare il Pd, che comunque almeno qualche battaglia civile l'ha portata a casa (le unioni civili, il biotestamento). Qualcosa a casa l'ha portato, ma l'unica cosa che non è riuscito a rimandare a casa è Renzi, quello che dopo il 40% delle Europee, credeva non solo di essere il Dio (della politica) sceso in terra, che a confronto Berlusconi sembrava un modesto vecchietto senza ego, ma credeva che lo credessero proprio tutti e quando dico tutti mica mi riferisco a tutti quelli del PD, ma a tutti gli italiani votanti. 
Il Pd è quello amico delle banche che non falliscono perchè ci sono parenti e amici da salvare e se proprio le banche non riescono a salvarsi si fa sempre in tempo a salvare parenti e amici. Il Pd è quello del referendum fallito, delle lotte interne, dei mal di pancia, dei fuoriusciti, del seguiamo tutti il capo carismatico anche se il carisma è l'unica cosa che manca e votare Pd non è più votare Pd, ma votare Renzi e votare Renzi significa non voler bene al Pd, ma a Renzi ed io a Renzi non voglio bene per niente.

Liberi e Uguali. La sinistra torna sinistra. Il leader però lo fa uno che tutto sommato alle rivoluzioni non ti fa pensare per niente. Lo fa un signore con un gran bel curriculim che deve mettere paura ai cattivi, ma deve rassicurare tutti gli altri, perché mica si poteva scegliere una donna con l'esperienza più politicante di tutti, ma che il web detesta e infatti le hanno sempre augurato le peggio cose, perché quella Boldrini lì finisce davvero per spaventare l'elettorato che pensa che in caso di vittoria lei si metta a fare la scafista per beneficenza, per salvare tutti i neri del mondo da tutte le violenze e le carestie e le guerre del mondo per farli vivere da nababbi qui, in Italia. E poi chi sarebbe davvero il capo di questo gruppo che ha imbarcato tutti gli scontenti della sinistra?! No, perchè lo sappiamo che dietro a tutti c'è sempre uno che tira le fila e quello è sempre lo stesso: D'Alema. Uno che poremmo paragonare ad Attila perché se lui al suo passaggio non faceva crescere più l'erba con d'Alema, invece, si ha l'amoria di tutte le falci per tagliare quell'erba.

Forza Nuova e Casa Pound. Così torna l'ordine e la disciplina. 
E le purghe e le ronde e la caccia ai neri e l'occupazione di redazioni di tv e giornali che li definiscono fascisti della peggior specie. Che poi a me le fogne piene e le strade libere vanno benissimo.

Movimento 5 Stelle. Possono essere davvero al novità di queste elezioni e la svolta per questo paese. 
Però viviamo in un paese messo in ginocchio in inverno dal freddo e in estate dal caldo, quindi chiediamoci se sia il caso di lasciarlo anche in mano a chi grida onestà e trasparenza e poi non sa nemmeno controllare se un bonifico è andato a buon fine, perché, diciamocelo, certi dilettanti allo sbaraglio che si presentavano alla Corrida avevano una preparazione maggiore, almeno nell'abilità che dovevano dimostrare, che andava ben altre la loro preparazione nella gestione di ogni cosa, figuriamoci della Cosa Pubblica. E poi chi vota il M5S? Elettori normali? No: hooligans della politica 2.0, quelli che anzichè scendere in piazza vomitano odio su piattaforme digitali. Del resto il giovane leader i modi del tifoso inferocito allo stadio li consce bene, dopo anni e anni a fare lo steward della domenica. Avesse almeno fatto l'amministratore di condominio.

+Europa. La Bonino è sempre stata una gran signora della politica e le battaglie etiche e civili dei radicali hanno cambiato e migliorato questo paese e poi c'è da considerare che la politica del proprio orto la combatti solo sentendoti un cittadino del mondo, così come il razzismo dilagante degli ultimi tempi lo combatti solo con l'integrazione e loro sembrano gli unici a trattare gli immigrati come persone e non come mostri cattivi.  
Poi ti fermi e pensi al passato politico della signora: eletta col centrodestra? Liberista? Filo-USA e filo-Israele? Ora in una coalizione di sinistra? Certo, nessuno è perfetto, ma le tua anima di sinistra, quella vera, come le metti a tacere?

Potere al Popolo. Per fare contenta la tua anima di sinistra, quella vera che non può essere messa a tacere. 
Ma essere di sinistra non significa essere comunista e per capire quelli di Potere al Popolo devi non dico aver avuto l'abbonamento a Lotta Comunista, ma almeno aver aperto un paio di volte la porta di casa tua e averli fatti entrare, come si fa con i testimoni di Geova. E nonostante il freddo siberiano di questi giorni noi non siamo la Russia, marzo non è ottobre e comunque se pensi alle elezioni di là l'unico candidato, oggi, è Putin. 

"Allora, per chi voti alle prossime elezioni?"
"Guarda, io stavolta voglio restare concentrata sull'obiettivo scudetto. Quindi domenica penso solo al Napoli"
"Ma il Napoli gioca sabato!"
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6 febbraio 2018


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L'Italia è un paese strano. E (forse) fascista.

In un altro paese se un folle si getta sulla folla per seminare morte o si mette a sparare a caso su persone inermi, quel folle verrà chiamato terrorista, il suo atto sarà un atto criminale e tutti saranno pronti a condannare senza se e senza ma.
In Italia no, l'Italia è un paese strano. In Italia puoi essere un terrorista solo se sei islamico e se non lo sei e sei italiano puoi essere solo un folle (povero!), che un giorno ha perso la testa (povero!) e che per questo, un po' esasperato (povero!), ha commesso degli atti un tantino forti.

In un altro paese se uno conserva in casa propria bandiere, oggetti, suppellettili, libri che inneggiano a estremismi, quegli estremismi verranno chiamati col proprio nome: nazismo, fascismo, antiseminismo, comunismo, razzismo, islamismo, veganismo ecc. ecc. perché diventa importante riconoscere le cose che abbiamo davanti e chiamarle col proprio nome. 
In Italia no, l'Italia è un paese strano. In Italia puoi essere un fascista, militare in un partito, candidarti alle elezioni, ma se fai una qualsiasi azione riconducibiule al tuo credo, religioso e/o politico che sia, allora la politica e/o la religione devono rimanerne fuori. Il tuo gesto non è politico e non è religioso, ma è solo un atto scellerato di un essere deviato e guai a dire il contrario.

In un altro paese su uno si veste della bandiera dopo aver cercato di uccidere persone innocenti ci si affretta a riprendersi la propria bandiera indignandosi per averla lasciata a coprire un criminale.
In Italia no, l'Italia è un paese strano. La bandiera la si lascia sulle spalle del ragazzo pistolero perché così lo si può vestire e dire, in fondo, un patriota.

In un altro paese quando le vittime di un atto terroristico si salvano, ricevono visite di politici e istituzioni, vengono strette mani e persino chiesto scusa per le persone che non abbiamo saputo difendere. Le vittime, quelle morte e quelle restate in vita, le loro famiglie, vengono fatte sentire meno sole e adottate dalla comunità, perché si deve restare umani.
In Italia no, l'Italia è un paese strano. I politici in ospedale non ci vanno. Se le vittime sono di colore e il periodo è quello della campagna elettorale si resta a casa a twittare messaggi che invitano alla calma, questo si, e se proprio bisogna dire qualcosa lo si fa davanti ad un microfono, in uno studio televisivo. Se proprio bisogna stringere delle mani, meglio che siano le mani di un giornalista.

In un altro paese, quando ci sono delle vittime ci si chiede chi siano. Si racconteranno le vite e le storie di chi ha rischiato la propria vita senza nemmeno sapere perché.
In Italia no, l'Italia è un paese strano. Se le vittime sono di colore non dovrebbero nemmeno avere un nome, le loro storie non si dovrebbero conoscere e narrare, i loro sacrifici non devono essere stati sacrifici così grandi. L'empatia non è un sentimento che possiamo provare. Il fatto che siano ancora vive non è una fortuna, ma una colpa. Loro non sono vittime, ma extracomunitari immigrati.

In un altro paese se si grida all'invasione si analizzano i numeri e si può anche ammettere che i numeri, essendo numeri, sono dati freddi e precisi e perciò inattaccabili. Se in una data città il numero di persone che riguardano una certa categoria scende, allora si dovrà dire che la presenza di quella certa categoria è minore rispetto agli anni passati.
In Italia no, l'Italia è un paese strano. I numeri non appartengono alle scienza esatta e la matematica è un'opinione. Se qualcuno grida all'invasione, quell'invasione deve esserci per forza. Io, a esempio, potrei dirvi che, mentre sto scrivendo, ho un immigrato extracomunitario dietro le mie spelle che quando ho cominciato a scrivere questo post non c'era! 

In un altro paese, dopo un fatto del genere (mi riferisco all'atto terroristico di un fascista), e vicini alle elezioni, i cittadini diffiderebbero di quei politici che cavalcando i fatti di cronaca (e mi riferisco a Pamela fatta a pezzi e nascosta in due valigie), con l'utilizzo strumentale dei se e dei ma (i fatti di violenza vanno condannati sempre, ma...) continuano a parlare alla pancia e non alla testa e al cuore dei propri elettori.
In Italia no, l'Italia è un paese strano. Qui quei politici di cui dovremmo diffidare vedono crescere il proprio consenso, perché se non condanno l'atto terroristico di un fascista prenderò i voti di tutti quelli che sono sempre più fascisti. Sempre più fascisti. Sempre più fascisti. Perchè l'odio non spaventa questi fascisti, anzi. Perché l'odio mette una certa allegria a questi fascisti, che ritrovano voce, voglia di mostrarsi e una gran voglia di contare. Contare votando perchè i fascisti votano.

In un altro paese che abbia conosciuto e avuto il fascismo, i fascisti farebbero paura. E i politici, magari, proverebbero a stare lontani da certi pericoli che dovrebbero essere lasciati nel passato.
L'Italia no, l'Italia è un paese strano. Da noi il fascismo rialza la testa e nessun politico dice a chiare lettere che sono sempre teste di cazzo.

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6 novembre 2017


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Di Maio, il leader solo contro tutti

Le Parole dell'Assurda: "Di Maio è vero che non incontrerà più Renzi perché lei sostiene che lui non rappresenta più il leader della sinistra?"
Di Maio: "Si, Renzi non rappresenta più il leader della sinistra."
LPdA: "Di Maio, ma potrebbe incontrare Pisapia?"
DM: "No, Pisapia non rappresenta il leader della sinistra."
LPdA: "Di Maio, allora potrebbe incontrare Berlusconi, confrontandosi con la destra (che vi ha battuti in Sicilia)?"
DM: " No, Berlusconi non rappresenta in maniera sicura il leader della destra."
LPdA: "Di Maio, allora potrebbe incontrare Salvini?"
DM: "No, Salvini non rappresenta in maniera sicura il leader della destra."
LPdA: "Di Maio, La Meloni sostiene che potrebbe incantrare lei. Che ne pensa?"
DM: "No, la Meloni non rappresenta in maniere sicura il leader della destra."
LPdA: "Di Maio lei ci sta dicendo che incontrerà solo un leader certo?"
DM: "Si."
LPdA: "Di Maio, allora potrebbe incontrare Papa Francesco?
DM: "No, Papa Francesco non rappresenta in maniera sicura un leader. Anche se in fatto di trasparenza Dio è trasparente. Infatti non l'ho mai visto."
LPdA: "Di Maio, lei conosce un leader certo?"
DM: "Si."
LPdA: "Di Maio può dirci chi è?"
DM: "Di Maio."
LPdA: "Di Maio, lei sarebbe disposto ad incontrare Di Maio."
DM: "Si. Ma non sono certo che lui voglia incontrare me."


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9 novembre 2016


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L'Eletto

Per fortuna mio figlio ha soli 5 mesi, altrimenti come glielo spiegavo che Donald Trump é il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d'America?
Poi ci penso e mi viene in mente che avrei potuto dirgli: "Figlio mio, vedi questa è la dimostrazione che se ci è riuscito Trump, può riuscirci chiunque."
Mi fermo e penso alle parole che avrei utilizzato e all'insegnamento che si nasconde dietro queste parole. Ci rifletto ancora su e mi dico che questa è la cosa più sbagliata da dire. 
Si, sbagliata, perché io non voglio insegnare a mio figlio che chiunque possa essere il Presidente di chicchessia, io voglio insegnare a mio figlio che solo i migliori, i più capaci, i più intelligenti, i più sensibili e anche i più visionari possono ricoprire ruoli così importanti. Non si deve essere Presidenti per forza.
Si può essere operai, professori, cantanti, medici, scultori, ingegneri, vigili del fuoco, qualsiasi cosa si voglia scegliere, ma per ogni cosa ci vuole impegno e testa sulle spalle. Per fare il Presidente, poi, ce ne vuole molto di più, perché un Presidente è una guida. Quello, come altri e più di altri, è un ruolo di grandi responsabilità, eh no, non tutti possono e devono essere Presidenti. 
Sicuramente non dovrebbe esserlo uno come Donald Trump.
La ricchezza, l'ambiguità, la violenza, l'essere razzista, l'odio, l'arrivismo non sono le qualità ed i tratti tipici di un Presidente. Non in una società illuminata. 
"Figlio mio, vedi questa è la dimostrazione che quando ci riesce uno come Trump, dovremmo fermarci e ricordarci che no, per certe cose, non può riuscirci chiunque."
Non è discriminazione, è buon senso e il buon senso dovrebbe tornare ad essere un faro illuminante nel prossimo futuro. Quello che ricomincerà dopo i prossimi 4 anni.
 

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