19 gennaio 2011


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Tutte ad Arcore

Se proprio c'è bisogno di fare iniezioni io proporrei infermiere vere.
E se proprio c'erano delle persone al posto giusto, erano quelle fanciulle in divisa che giocavano con le manette a quelle feste. Le manette scattavano ai polsi degli invitati e degli invitanti?
La realtà non sempre supera la fantasia, ma la fantasia a volte si fa beffe della realtà.
Le donne in divisa, quelle vere, si indignano. Sono le sole?
Al signorotto piacciono le fanciulle. Sembra che ne vorrebbe sempre di più, come un ingordo ad un banchetto di portate piccanti. E allora diamogliene di più.
Partecipiamo tutte al festino. Mamme, nonne, giovani donne, mature o non mature. Portiamoci dietro le studentesse e persino le adolescenti, quelle che aspirano a fare le veline. Facciamolo per capire, per farle capire e per farci capire. O semplicemente per farci aprire. Aprire le porte di casa.
Andiamo lì con i nostri contratti part time, a progetto, a tempo determinato. Andiamo lì con le nostre rate del mutuo, con il leasing della macchina, con le bollette da pagare. Tutte, a nostro modo, bisognose di un aiuto o di un bonifico.
Andiamo lì a piedi, o con le nostre macchine. Senza autisti, né direttori, né manager e talent-scout.
Andiamo lì con le nostre storie, le storie normali di chi lavora, sgobba, studia, cresce e sogna.
Andiamo lì con i tacchi, le scarpe da ginnastica, il trucco sfatto e persino con le tette piccole.
Andiamo lì con un cervello. Un cervello che funziona, pensa e critica.
Andiamo lì con l'indignazione che dovrebbe contraddistinguerci e renderci come le altre donne, quelle che fuori da questo paese non capiscono questa anomalia.

Andiamo lì e facciamogli il nostro festino. E già che ci siamo, chiediamogli di dimettersi.
Nel caso dovesse accontentarci allora potremmo festeggiare anche noi; nel caso non dovesse farlo magari potremmo comunque spiegargli che le donne non sono tutte uguali e che c'è una netta differenza tra noi e le sue donnine.

2 commenti:

tenerone dolcissimo ha detto...

Egregia Serenzia, ho letto della Sua proposta di pacifica invasione di casa di Berlusconi e posso capire le ragioni della indignazione che la spingono a formularla. Quel che mi preme sapere, però, è altro.
Lei se la sentirebbe di proporre e fare una simile pacifica invasione nelle case dei membri dell’aristocrazia di potere che governa di fatto l’Italia da più di 50 anni, i quali membri, molto prima dell’avvento di Berlusconi in politica, erano e sono soliti nominare a posizioni dirigenziali e addirittura di vertice, all’interno di enti pubblici o banche o aziende facenti capo allo stato o comunque alla mano pubblica, puttanelle decerebrate e analfabete, che si erano prese cura della loro salute sessuale, obbligando gente più capace, ma proveniente da ceti popolari, a fare il lavoro che le suddette puttanelle avrebbero dovuto svolgere ma che non erano in grado di svolgere, punendoli duramente nel caso si fossero ribellati o si ribellassero?!?!?
Lei se la sentirebbe di prendersela con questi nobili, che sono al potere per diritto di sangue, oppure è solita colpire solamente i plebei?!?!?
E se la sentirebbe anche di proporre e fare una simile pacifica invasione nelle case delle suddette puttanelle, magari nel momento in cui l’aristocratico di turno è andato a trovarle scopo sesso, lasciando parcheggiata nel cortile condominiale la propria elegante berlina blu dopo essere entrato dal cancello e disceso a sinistra?!?!?!?

Antonio ha detto...

Ma lei tenerone vul dire che dobbiamo andare in molte case? Lo sappiamo, e sappiamo anche che sono da una parte e dall'altra le persone marce. Ma almeno ci lasci dire che una parte di questa italia vuole e pretende giustizia e verità- E non sulle cosiddette, di quelle ce ne frega, ma su cosa si fa per il paese. Dove sta lo sviluppo, la giustizia sociale, le istituzioni che funzionano... Dove sta la patria, la cultura, la bellezza in tutto questo squallore che si chiama italia.
Teresa d.

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