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15 aprile 2011


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Restiamo Umani

"Restiamo umani!"
Umani, dinanzi al disumano.
Umani, dinanzi alla morte. Dinanzi ad una morte assurda, atroce.
Umani, dinanzi a mani violente, vili.
Umani, dinanzi ai conflitti che non riusciamo a capire.
Umani, dinanzi ai conflitti che non riusciamo a condividere.
Umani, dinanzi alla rabbia. Le rabbia per chi non sa essere umano.
Umani, dinanzi a ciò che oggi accade. A ciò che accede vicino e a ciò che accade lontano.
Umani, dinanzi alla paura di non riuscire più ad esserlo.
Umani, dinanzi e oltre una giornata come questa.
Umani, dinanzi agli altri.
Umani, soprattutto quando si arriva a pensare che restare umani sia Utopia.
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13 aprile 2011


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Ti lascio una dichiarazione

Questo è il governo del fare.
Del fare dichiarazioni ad effetto. Che poi fanno un brutto effetto. A me, ad esempio, provocano mal di pancia, mi fan prudere le mani, mi mettono in imbarazzo, mi generano un sussulto, mi procurano sconforto. Insomma mi colpiscono, come uno schiaffo in faccia, un pugno allo stomaco, un cazzotto nei denti.

Roberto Maroni, ministro degli interni: "Mi chiedo se ha senso rimanere nell'Unione europea. Meglio soli che male accompagnati."
Usciva dalla riunione svoltasi a Lussemburgo sull'emergenza migranti.

Roberto Castelli, viceministro delle infrastrutture: "Le violenze degli immigrati, che potrebbero diventare milioni nel corso del tempo, potrebbero obbligare le autorità ad usare le armi...Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora".
Era ospite della trasmissione di Radio2 "un Giorno da Pecora".


Renzo Bossi, consigliere regionale in Lombardia, esponente della Lega Nord: "Non l’ho mai nascosto, ma dopo aver visitato la Sicilia e Napoli mi sono reso conto ancora di più che il Sud fa parte di me e della mia storia".
L'affermazione arriva dopo un viaggio al sud raccontato alla rivista "Diva e donna".

Gabriella Carlucci, deputata del Pdl, insieme ad altri 18, chiede, attraverso una proposta di legge, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta "sull'imparzialità dei libri di testo scolastici".
I testi scolastici di storia, a loro dire, nasconderebbero "tentativi subdoli di indottrinamento" per "plagiare" le giovani generazioni "a fini elettorali" dando "una visione ufficiale della storia e dell'attualità asservita a una parte politica", il centrosinistra, "contro la parte politica che ne è antagonista", ossia il centrodestra.

Angelino Alfano, ministro della Giustizia: "I processi penali a rischio» per effetto del processo breve sono «lo 0,2 per cento".
Lo dice in aula a Montecitorio, durante la seduta per il processo breve.

Un fiume di parole che finirà per travolgerci. E tra queste parole finiremo per annegare, un pò come succede nella cacca.
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11 aprile 2011


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L'opposto e il contrario

Non so com'è successo, ma la gogna è diventata un illustre palcoscenico, pagare una prostituta è diventato regalare dei soldi ad una povera ragazza per aiutarla a non prostituirsi, essere processato significa poter pensare di riformare la giustizia, andare in un'aula di tribunale per una causa in cui si è imputati basta per passare per martire e/o eroe e vivere una mattinata da normale cittadino diventa una giornata surreale.
Di questo passo mi aspetto che prossimamente si dirà: "bassezza metà bellezza!" 
O anche: i panini al salame erano per i fan vegetariani; Mills si è corrotto pagandosi da solo; compro una casa a Lampedusa per sentirmi un lampedusano, dopo aver comprato una casa a l'Aquila per sentirmi aquilano; l'unica cosa che voleva fare da grande Ruby era l'estetista; Gheddafi è sempre stato un buon amico, quasi come un ottimo tiranno; sono un signore ricco che cerca di salvare il Paese da incidenti diplomatici.
Se l'avessero accusato di furto e trovato con il bottino sono certa che si sarebbe giustificato dicendo: "rubo ai ricchi per dare ai poveri!"
Chi è pronto a credergli alzi la mano...
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5 aprile 2011


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Il conflitto dei credenti e dei creduloni

Eh già! Siamo un Paese senza troppi problemi per cui di tempo ne abbiamo per sollevare dubbi di attribuzione e correre al televoto!
Per questo sembra legittimo invocare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
Per questo si può chiedere di trasferire il processo "Rubygate" al Tribunale dei ministri, perché la concussione, ovvero uno dei reati contestati a Silvio Berlusconi sarebbe di natura ministeriale.
L'attribuzione, quindi, non è un affare di Stato, ma l'affare di Stato. 
Per questo non c'è un posto libero al governo, tutti col dito ben allenato, tutti pronti a fare il proprio dovere. Oggi.
Per 12 voti l'aula della Camera approva.
E' come dire che tutta la maggioranza creda al fatto che il nostro Premier abbia davvero pensato che una minorenne invitata a cena a casa sua, e fermata poi per furto, fosse davvero la nipote di Mubarak. 
Tutta la maggioranza pensa: "perché no?! sai mai le strane coincidenze della vita?!"
Ma il buonsenso? Sacrificato in nome della buona fede?
Il buonsenso in certi casi diventa una tipica espressione da comunisti. 
Ed è come dire che la maggioranza creda che ci siano ancora i comunisti!
Di questo passo questa stessa maggioranza proverà a farci credere anche che crede che: a Napoli non ci sia più la spazzatura per strada, che all'Aquila tutti vivono in case con il giardino e il garage senza più macerie, che Forum sia una trasmissione seria, che Berlusconi andrà a vivere nella sua casa di Lampedusa, che i migranti in fuga dalla Tunisia e dalla Libia non arrivino più sulle nostre coste e che il nucleare sia la scelta più sicura e pulita per la produzione di energia.

E pensare che, una volta, chi voleva farci credere che gli asini volassero, era additato come un pazzo...
Era prima del 1994.
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1 aprile 2011


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Se questo è (un) onorevole

Seduta lunga per il processo breve. 
Lunga e tumultuosa, che persino quelli della guerra dei Roses avevano fatto meno cocci rotti.
Prima si è tentato un colpo di mano, ma non basterà un colpo di spugna per ripulire questo schifo finito a colpi di giornali e lanci di tesserini.
In un mercoledì di gita a prendere il sole a Lampedusa e a cercar di diventare un lampedusano promettendo di cacciare lo straniero comprando casa per diventare un concittadino, a Roma gli amici del sultano provavano a sovvertir il normale ordine delle cose o almeno dei lavori alla Camera cercando di approvare subito il processo breve. Ma il processo di approvazione richiede tempo e nervi saldi. 
L'opposizione grida: "Vergogna, vergogna", Fini cerca di farsi garante, La Russa lo manda a fare... proprio quello, senza mezzi termini. La seduta viene sospesa e si accendono le polemiche dentro e fuori dal palazzo della politica.
Dicono che la notte porti consiglio, ma non è vero, non alla Camera. E se il giorno prima piovevano monetine sulla maggioranza accusata di essersi venduta al presidente caimano, il giovedì piovono giornali sulla testa di Fini. A lui dovremmo chiedere se fanno più male le parole dette (gli insulti di La Russa il giorno prima) o quelle scritte (e stampate) su un quotidiano del giorno dopo. 
Anche il ministro Alfano si improvvisa tiratore scelto e scaglia il suo tesserino raccolto da Di Pietro. 
Intanto La Russa stabilisce un primato: sarà il primo ministro ad avere sanzioni disciplinari. Si difenderà dicendo che la miglior Difesa è l'attacco (verbale)?
Poi ci sono i problemi procedurali e allora va messo a verbale che verbalmente la verbalizzazione non è stata verbalizzata correttamente. Il verbale va riscritto o lo scritto va riverbalizzato.
Intanto il Pdl grida a Fini: "Dimissioni!". L'Italia dei Valori grida ad Alfano: "Dimissioni!". Il Pd grida a La Russa: "Dimissioni!". Bossi grida. Ed anche il suo verbale risulta scorretto. Davanti alla Camera tutti gridano: "Dimissioni!" Se se ne andassero tutti, non sarebbe una cattiva idea.
Il leader dell'Udc prende la parola e dice: "a fare Casini basto io!".
La Lega invoca responsabilità: "Oggi il Paese ci guarda. Era L'altro giorno che le telecamere erano a Lampedusa".
Berlusconi dà i numeri: "se prima eravamo in 10 a ballare l'alligalli, dalla prossima settimana saremo in 330 a ballare l'alligalli".
La seduta si scalda ancora quando si chiede che ognuno applauda solo con le proprie mani e quando Ileana Argentin, deputata del Pd, fa notare: "Voi sapete che non posso applaudire e che per farlo mi servono le mani di qualcun altro", qualcuno urla: "Falla stare zitta, quell'handicappata del cazzo!"
Il Pdl allora chiede ufficialmente alla Camera di rinviare l'esame del processo breve a martedì, giustificandosi: "Per oggi abbiamo finito gli insulti."
Alla fine la conferenza dei capigruppo stabilisce che l'esame del processo breve slitta in coda agli altri provvedimenti. Ovvero la prossima volta si parlerà prima degli interventi per i piccoli comuni, della legge comunitaria e della modifica del bilancio e solo dopo ci si mette i guantoni e ci si prende a botte.
In sintesi: ci è toccato vedere tutto questo schifo per non concludere (per fortuna) nulla. 
Complimenti vivissimi.
 

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