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2 dicembre 2012


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Ballo, Ballo. Ballottaggio.

Questo ballottaggio non si doveva fare!
Eravamo andati così bene, avevamo fatto una così bella figura, eravamo stati così abbastanza pluralisti, ma non troppo perché troppo non è mai buono, la gente si era messa in file ordinate con i due 2 euro di spicci. 
C'era il giovane, il vecchio, la donna, il diverso (Tabacci) e Vendola. Lo scontro era stato serrato, ma leale. Altro che antipolitica, avevano gridato. 
Ci eravamo persino registrati su internet, avevamo stampato la nostra bella preregistrazionie e avevamo saltato la fila, di quelli in fila. Le prime pagine dei giornali il giorno dopo, l'attestato di buona politica anche da parte degli avversari, che primarie come quelle di sinistra se le sognano di notte. E ormai sono incubi. O miraggi. A seconda di come la vogliate vedere.
Ma non ci siamo fermati in tempo. Democrazia, vogliamo più democrazia! E troppa democrazia non (ci) fa mai bene. 
E' diventata una battaglia tra il vecchio navigato politicante, ex comunista, ex ministro, amico del centro, esperto di alleanze trasversali con quelli di là, questi di qua e quelli di su e quelli di giù, quello che ama i giovani e le nuove leve, ma mai rinunciare ai senior del partito, che poi sono amici anche quelli e l'esperienza ci vuole, l'esperienza serve sempre e che poi non vuoi ricandidare le solite facce, che non sempre c'hanno messo la faccia, ma che da sempre con il loro culo occupano la poltrona. 
E poi c'è il giovane, mi sono fatto da me, io ho il merito e sono il vento nuovo, faccio cose, vedo gente e mi incontro su social network e guido il camper e faccio il sindaco, e quanto sono bello e quanto sono bravo con la camicia sempre linda e pinta, bianca e immacolata e la battuta sempre pronta e la risposta sferzante e non voglio casino (e non voglio Casini) e la sinistra non deve stare a sinistra, ma anche un pò a destra, perché meglio la destra che il centro e meglio Gori che mi dice dove andare, che cosa fare, con chi governare che un D'Alema inciucione della bicamerale che fu, perché la sinistra, magari avesse fatto la sinistra e allora tanto vale ispirarsi ad Obama perché siamo figli di questa Italia, di quest'Italia un po' americana sempre meno contadini e sempre più figli di puttana. 
Si, giovani rampanti intraprendenti fanno passi da giganti, ma l'Italia è paesana, l'Italia ha sogni piccoli e dopo 20 anni di quello che c'è stato come Stato, come si fa a voler cambiare se il nuovo ci ricorda il passato non troppo passato, che non vuole passare e che continua a riproporsi? La memoria spesso è corta, ma quando ce la ricordiamo ci fa paura e allora il vecchio navigato ci sembra il nuovo, la garanzia che il futuro sappia di un passato diverso.

Questo ballottaggio non si doveva fare!
Non si doveva fare perché ci vuole poco a capire che l'Italia è sempre l'Italia, che la politica è sempre politica, che la democrazia va rispettata quando si vuole più democrazia e non la si costringe a chiedere una giustifica per saltare regole già scritte, già approvate, già stabilite, ma molto probabilmente sbagliate. Non si dovrebbe chiedere agli altri di partecipare, partecipare sempre, ma solo se domenica scorsa c'eri e se non c'eri chissà dov'eri e perché non c'eri e non mi basta sapere che ti è morto il gatto, ti si è rotta la macchina, eri in viaggio di lavoro, che poi non c'è il lavoro, e la fila era troppo lunga e dovevo portare fuori il cane, la ragazza al cinema, l'amante a cena e andare a pranzo dalla suocera che abita fuori città.

Questo ballottaggio non si doveva fare!
Non si doveva fare perché io non ho ancora deciso chi votare e chissà se riuscirò a farlo e allora magari non ci vado o magari ci vado e chiedo se si può avere un PierMatteo, se posso mettere la croce sul signor Rensani, se posso evitare di scegliere di non votare destra o sinistra, ma stare al centro dello stesso partito. 
E forse sarà una vigliaccata, ma se loro avessero avuto coraggio la questione l'avrebbero risolta senza ballottaggio, ma con un duello.
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17 maggio 2011


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The day after... su una panchina del parco

"Se mi vuoi bene scrivi il mio nome..."

"Ma l'avevi sentito anche tu lo spot per radio? Ero lì che ascoltavo le canzoncine e TAC! Ecco la sua voce che invita a votare per lui. Per lui, capisci? Ma non perché abbia programmi da vendere, ma perché dovevi dimostrare che volevi bene a lui e ai comunisti no!"

"E si vede che non gli vogliono bene più come un tempo!"

"Oppure gli vogliono troppo bene! Che poi ti pare che se sei Presidente del Consiglio, ti voto per farti fare il consigliere comunale?"

"Ma non avrebbe mai fatto il consigliere comunale!! Chiedeva i voti, ma non la carica!"

"Quindi è come se un vegetariano chiedesse una bistecca ai ferri sapendo che non la mangerà mai! Ed io sarei il cuoco che perde tempo a cucinare senza nemmeno ricevere una pacca sulle spalle perché il mio piatto non l'assaggerai mai!"

"Esatto! Ma adesso tira un vento nuovo!"

"Proprio ora che si aspettava l'estate! Ma meglio così, si sa che a Milano il troppo caldo lo si sopporta poco. Meglio un'estate ventilata e piovosa, che afosa!"

"Ma no! Tira un vento nuovo in politica!"

"Un vento nuovo in politica? Ma se si dice che stanno tornando i comunisti, estremisti, terroristi e ladri di macchine a governarci. Proprio come tanti anni fa!"

"E quando mai siamo stati governati da comunisti, estremisti, terroristi e ladri di macchine?"

"E che ne so io?! Sarà stato negli ultimi 15 anni!"

"Ma c'erano loro negli ultimi 15 anni. O quasi sempre loro..."

"Ah si?! Allora sarà stato prima."

"Ma prima c'erano stati i loro amici"

"Ah si?! Cmq adesso non ti spaventano questi per niente moderati che nemmeno stringono la mano all'avversario? che vogliono integrare i neri, eliminando i bianchi..."

"Ma dove le hai sentite queste sciocchezze?"

"Non lo so, l'hanno detto i verdi, ma non quelli dell'arcobaleno, perché quelli lì sono amici dei rossi!"

"Cioè i verdi leghisti? Ossia i moderati come Salvini, Borghezio, Bossi, Castelli, Calderoli?Sciocchezze! Piuttosto hai visto ieri Milano, con i caroselli per strada, gente che festeggiava, in macchina a suonare i clacson, in bici a suonare il campanello? Tutti felici!"

"Già, anche se hanno già stufato con questa mania di festeggiare per giorni lo scudetto!"

"Ma quale scudetto!! Festeggiavano per Pisapia che Letizia porta via!"

"Ecco" Lo vedi?! Questi comunisti sono tristi! Non vogliono letizia, ma solo mestizia! Del resto lo dicono tutti a destra che sono afflitti e anche un pò sporchi."

"Ma non letizia nel senso di gioia, ma nel senso di Moratti"

"Ma che c'entra adesso Moratti con la vittoria dello scudetto del Milan?!"

"Ahhhh, ma allora lo vedi che sei un elettore manovrabile? Letizia Moratti, candidato a sindaco di Milano ha preso il 41,6% delle preferenze contro Giuliano Pisapia, candidato della sinistra che ha preso il 48%. Nessuno si aspettava un risultato simile! E adesso si va al ballottaggio, ma con questi numeri sembra facile credere e sperare che Milano cambi davvero!"

"Pisapia ha battuto la Moratti, ma veramente?! Ma ieri in tv non l'hanno detto!"

"E che canale guardavi?"

"Facevo zapping tra Rai1, Rai2 e i canali Mediaset. Non dicevano di aver vinto, ma nemmeno di aver perso, poi parlavano del Movimento 5 stelle o delle stelle a 5 punte, non ricordo... E adesso che succede?"

"Si rivota il 29 maggio per il ballottaggio e il 12 giugno per i referendum!"

"I referendum? Ma quali referendum?"

"Ecco, appunto! Parlo con te e mi rendo conto che non c'è tempo per festeggiare. Bisogna continuare a costruire, almeno fino a quando non sarà finito tutto!"
 

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