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20 giugno 2012


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#SAVE 194

Ma credete davvero che questo fosse un paese migliore quando si abortiva illegalmente?
Perché la questione diventerà questa. Perché se si mette a repentaglio una legge tanto da doverla ridiscutere, tanto da poter pensare di metterla in dubbio si continuerà ad abortire e si ricomincerà a farlo come si faceva prima della legge 194.
Così oggi la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sul quesito di legittimità costituzionale sollevato da un giudice che si rifaceva ad un pronunciamento della Corte di giustizia europea che definisce l'embrione come "soggetto da tutelarsi in maniera assoluta". E cosa potrebbe succedere se questa linea dovesse passare? Tuteliamo un soggetto embrione prima di tutelare una persona, ovvero la donna, la madre? Non sarebbe come continuare a ragionare se è nato prima l'uovo o la gallina? Tuteliamo un essere che sarà prima di tutelare un essere che è? E la libertà di scelta? La libertà di scegliere qualcosa che riguarda il nostro corpo, la nostra salute può passare attraverso il dubbio di un giudice? E' davvero così sconveniente, così orribile, così aberrante continuare a difendere una legge che non trasforma una donna in un'assassina se decide di prendere una scelta dolorosa. L'idea della vita in assoluto può essere sufficiente per decidere della vita e delle scelte di una persona? Io non lo so. Le domande così grosse, forse, non mi sono mai piaciute e sicuramente non mi piacciono adesso, ma mettere in discussione la legge 194 per qualcuno potrà essere un modo per schierarsi a favore della vita, a me sembra solo un modo per schierarsi contro l'essere umano. Nel senso di restare umani.
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5 dicembre 2011


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La provincia che voleva essere un principato

Nel 2011 l'Italia era divisa in regioni. Ogni regione aveva un capoluogo e ogni regione era divisa a sua volta in province. Qualcuno avrebbe voluto abolire quelle province e qualcuno tornava a ripeterlo a cavallo di ogni campagna elettorale: "Aboliamo le province e risparmiamo!" Perché è dimostrato: le province ci costano!
Alcuni presidenti di provincia erano molto spaventati, altri lasciavano correre sapendo quanto mare ci fosse tra il dire e il fare. Solo uno, però, ebbe un'idea geniale: trasformare la propria provincia in una regione. Anzi fece di più, siccome voleva essere originale pensò di trasformare la propria provincia in un principato: il Principato di Salerno!
La notizia si diffuse e fece ridere non poco persino qualche salernitano incredulo, eppure la macchina si era messa in moto sul serio, se ne parlava in diversi consigli comunali di diverse città, tanto da entrare negli ordini del giorno sbalzando questioni ben più importanti: lavoro, gestione, amministrazione della cosa pubblica, problemi legati alla viabilità, alla sanità, alla raccolta dei rifiuti. Si doveva parlare del principato. Stava diventando una questione di principio.
E' come lo si fa un principato nel 2011? Possiamo dividere le terre in feudi, la popolazione in vassalli, valvassini e valvassori, instauriamo lo ius primae noctis, tasse sul raccolto o ci ispiriamo al più moderno Principato di Monaco con una Grace Kelly che muore tragicamente in un incidente auto dopo aver abbandonato il cinema per sposare un vero principe e aver messo al mondo dei figli principeschi che con i loro matrimoni hanno già riempiti le pagine del gossip di mezzo mondo?
E il principe? Chi è il principe? Chi fa il principe? E fatemi vedere il principe, andiamo a vedere il principe, voglio vedere il principe!
Il principe non c'è e per il principato ci vorrebbe un referendum, ma la Corte Costituzionale dice no a quel referendum, perché lo ritiene "non legittimo". Niente corse scissioniste, il volto della Campania non si cambia. Ma il presidente della (ancora solo) provincia di Salerno, Edmondo Cirielli non ci sta! E fa sapere che (ri)correrà al galoppo su un cavallo bianco, alla Corte di Giustizia dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, facendo appello al primo articolo della Carta delle Nazioni Unite che sancisce il diritto all'autodeteminazione.
La Lega Nord plaude all'iniziativa e fa sapere che per il viaggio manderà scorte di Grana Padano.
Ma nel 2011 io sono, ancora, una cittadina italiana e vorrei restarlo senza dover dire di vivere in Padania ed essere nata nel Principato di Salerno.
Per questo mi vien da chiedere: "ma che testa ha il Presidente della provincia di Salerno?"
Lui, forse, in futuro, spera coronata.
 

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