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11 aprile 2012


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Facce da C(attivi) e facce da C(ulo)

No perché, per dirvela tutta, a me quasi mancano i cattivi veri. Quelli con sguardo di ghiaccio e aria sprezzante; quelli che avevano piani grandi e assurdi; quelli che rubavano per riscatto sociale o semplicemente perché volevano dominare il mondo. Mi mancano i cattivi veri, quelli che andavano fieri di esserlo e te lo urlavano in faccia, si facevano carico del ruolo dell'antagonista da sconfiggere, si facevano carico del male senza travestirsi da buoni. Mi mancano quei cattivi che avevano la faccia da cattivi. Si, perché bisognerebbe avere la faccia giusta per fare il cattivo e bisognerebbe, forse, avere le giuste motivazioni. Sarebbe quasi più onesto. Invece ci ritroviamo con ladri e malfattori dalle facce bonarie, dagli occhi vacui e nessun ricordo d'intelligenza, privi di qualsiasi grazia.
Già, che male abbiamo fatto per meritarci tutti questi? Tesorieri panciuti con il vizio della vacanza extra lusso, con carriere fulminanti a maneggiar quattrini di tutti come se fossero i propri; figli ingrati che pensano che tutto gli sia dovuto perché nati figli del "capo"; badanti che siedono su scranni di prestigio e che comprano titoli di studio per sé e per gli amici "intimi" pensando che basti un pezzo di carta per darsi il lustro che non si avrà mai; autisti considerati bancomat per ogni necessità ed ogni vizio; padri che non sanno chiedere scusa, ma solo scaricare colpe che non si ha il coraggio di far proprie; amici degli amici che prendono il potere e lo gestiscono negli stessi modi imparati dai predecessori facendo sembrare i discorsi più lucidi, più moderni per incitare le folle, le stupide folle, che finiscono per cascarci ancora. 
Sono questi malfattori senza valori e senza rispetto a farci perdere il nostro. E quando ce ne accorgeremo finiremo per giustificarci dicendo: "è successo a nostra insaputa." Sappiatelo!
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4 aprile 2012


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Tutto Lega e famiglia!

Chi trova un amico trova un tesoro, chi trova un tesoriere paga i conti!
Perché la famiglia costa, i figli sono pezzi di cuore e danno grosse soddisfazioni e tu faresti tutto per loro. Li mandi a scuola, anche quando la scuola prova a rimandarteli indietro dicendo: "si applica, ma non è intelligente, anzi forse nemmeno si applica, ma sicuramente non è intelligente!"
Ma tu faresti tutto per loro e allora insisti, insisti talmente tanto che finisci per comprargli il suv per farlo andare a scuola, certo sarà l'unico a recarsi all'esame di terza media guidando, ma almeno non ti devi svegliare per accompagnarlo e poi ormai con l'età che ha....
E poi dopo le medie ci sono le superiori, perché un diploma, come minimo, lo devono avere tutti, altrimenti come giustifichi una carriera politica folgorante tra i banchi di una giunta regionale, e magari dopo che gli avrai comprato quel pezzo di carte, ed ecco che i soldi servono sempre, almeno lo sistemi in giunta sperando che non venga a chiederti più la paghetta perché c'è l'altro figlio che cresce e che adesso ha bisogno delle tue attenzioni e di altri soldi per pagare un avvocato che ti difenda da stupidi lanci di gavettoni di candeggina per sconfiggere le parti politiche avversarie e poi che importanza ha se si devono pagare i danni, c'è sempre un tesoriere che sa farti tornare i conti. 
E poi c'è la casa, anche se parte del mutuo me l'aveva pagato già un amico con una donazione per fargli da alleato, ma le case si usurano e un giorno torni e nemmeno ti accorgi che il parquet ha preso il posto delle vecchie mattonelle, che quel muro è andato giù, che è comparsa magari una piscina in giardino e ti dici: "questa mania delle donne di cambiare le cose a mia insaputa, mentre sei via a fare il tuo dovere da politico a Roma, per controllare che la politica centralista non si intaschi i tuoi soldi, perché noi sì che siamo i paladini della legalità, della giustizia, della buona amministrazione..."
E poi la moglie, perché le donne oltre a rivoluzionare la casa hanno la mania di lavorare e tu devi sorreggerle, appoggiarle, essere dalla loro parte, apprezzare i loro progetti e finanziarle quando puoi e quando non puoi chiedi al tesoriere, che qualche spicciolo da prestarti se lo troverà in tasca, perché infondo si parla di un progetto nobile, educativo e l'educazione è importante.
Insomma lo scandalo dov'è, cos'è? Per una vita fai politica e qualcuno si scandalizza se facendo politica provi anche a sistemartela quella vita, perché alla politica non si può sempre dare, ma si deve anche prendere, ed io magari un pò ho preso, ma mica solo per me?! L'ho fatto per i figli, la moglie e quando l'ho fatto in realtà non l'ho fatto, ma l'ho fatto fare agli altri e a mia insaputa, perché mica sono come quelli che stanno lì a Roma. Roma ladrona!
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2 novembre 2011


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Su e giù dal Colle

La crisi è crisi.
E' un via vai di gente, di finte proposte, di preoccupazioni, di allarmismi, di correnti, di pensieri e parole, di salite e discese.
Le borse vanno giù e allora i politici vanno su. 
Su al Colle.
Bersani sale al Colle.
Casini sale al Colle.
Tremonti sale al Colle.
Berlusconi dovrebbe salire al Colle.
Fini c'è già stato al Colle.
Tutti su da Napolitano, indispettito perchè in tempi di crisi anche le tartine costano e questi politici mangiano, mangiano e mangiano. Si sono mangiati il Paese!
Eppure io ne inviterei qualche altro. Su anche Bossi, Calderoli, magari anche Scilipoti che tiene in piedi il governo e che crede di essere il nuovo che avanza. E su anche chi scalpita, ovvero il giovane Renzi. Destra e sinistra, tutti su! Su Angelino Alfano, leader (?) del Pdl, e di tutti i suoi tesserati. 
E le donne? Volete lasciare giù le donne? Su le quote rosa, su la Bindi, su la Gelmini, su la Prestigiacomo, persino la Santanchè. 
Su, sempre più su.
E quando saranno tutti su, proviamo a fare un giochino.
Chi buttereste per primo giù dal Colle?
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13 ottobre 2011


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Elogio dello sbadiglio

Continuavano a ripetermelo al mio corso di teatro: "Sbadigliate, gente, sbadigliate!"
Cominciavano, così, quelle ore di lezioni. Tanti sbadigli. Grossi sbadigli. E chi non riusciva a sbadigliare poteva piazzarsi davanti a quello più bravo sperando di essere contagiato. 
Nemmeno la mano davanti alla bocca, niente, non ci si doveva trattenere.
Bocca aperta il più possibile per agevolare tutte le contrazioni muscolari della faccia e non solo. Inalare e respirare, allargare il torace e stiracchiarsi, permettere al corpo di rilassarsi e lasciare andare i muscoli, liberandoli da ogni tipo di contrazione. Dovevamo, poi, accompagnare lo sbadiglio anche del suono e dai versi tipici del gesto, per far lavorare le corde vocali. 
Potevamo andare avanti anche per molti minuti. Lo sbadiglio era essenziale. Doveva venire bene. Dovevamo farne tanti.
Non siamo mai stati così bravi. 
Non come lo è stato Umberto Bossi, oggi. 
Del resto non c'era Silvio Berlusconi ad infonderci fiducia con i suoi discorsi.
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12 ottobre 2011


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Tu chiamale, se vuoi, distrazioni

Abbiamo un governo distratto.
Non un governo a pezzi, ma un governo distratto.
Anzi un governo solido. Solido ma distratto.
Perché andare sotto in una votazione importante, perché il voto sul rendiconto dello Stato si, era una votazione importante, non è stato l'ennesimo spettacolo deprimente che questo governo ha offerto, no! E' stata una distrazione.
Tremonti, ad esempio, non è entrato in aula ed è rimasto sull'uscio a guardarsi il tutto perché era distratto, per distrazione non è entrato.
Bossi è rimasto in transatlantico a parlare con i giornalisti per distrazione. I giornalisti non hanno capito un granché, ma forse lui stava dicendo che siamo tutti sulla stessa barca. O forse no.
Scajola, dopo il pomeriggio passato con Berlusconi, si è distratto. Era lì che continuava a ripetere: "solo due chiacchiere tra buoni amici!" Poi si è perso la votazione, ma a sua insaputa. Così, distrattamente.
Scilipoti si è distratto e con lui si sono distratti i responsabili, ma la loro, ci tengono a farlo sapere, è stata una distrazione responsabile. O irresponsabile. E comunque qualcuno avrebbe potuto avvisarli di stare più attenti.
Anche Berlusconi si è distratto. Si è distratto quando non è riuscito a dissimulare la rabbia; si è distratto quando il suo viso si è trasformato in una maschera di incredulità, non mascherando nulla; si è distratto quando si è trovato dinanzi Tremonti e l'ha spostato di peso.
Abbiamo un governo distratto. Si è distratto sulla crisi. Era distratto mentre Trichet ci diceva: "datevi una mossa!"
E dopo questa bocciatura la maggioranza si è detta momentaneamente distratta, forse troppo distratta, per discutere il disegno di legge sulle intercettazioni. 
Tu guarda se dobbiamo affidarci alla distrazione!
Ma per un governo distratto, ci consola il Presidente della Repubblica con la sua "vigile attenzione".
Per il resto, basta avere (la) fiducia.
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10 ottobre 2011


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Democrazia in salsa verde

A me la Lega ha sempre fatto un pò paura.
Non solo per gli argomenti del loro programma: "caccia al negro, all'immigrato, al musulmano, al burqa, ai barconi, al kebab e all'amaro del capo".
Non solo per lo spirito iniziale per fare politica: "Roma ladrona!" e dimostriamo di essere più bravi di loro! Ed effettivamente ci sono riusciti.
Non solo per le parole pacate dei loro leader, accompagnate spesso da una gestualità irriverente, schiaffi alla decenza e alla buona educazione.
Non solo per la fantasia su popoli e territori e cerimonie inesistenti, con tanto di ampolle e processioni.
Non solo per la strana geografia che hanno in mente: "Beh, la Padania è chiaro a tutti cos'è. E comunque si identifica col Nord che sono le Alpi e poi comprende tutta quella Val Padana, che è anche sulla cartina geografica, che è bagnata dal fiume Po, che poi dà la vita a tutto questo grande territorio." Parola di Renzo Bossi.
Non solo per l'idea di discendenza politica di padre in figlio, in un partito dove la madre della stupidità sembra sempre incinta.
Non solo perché non hanno delfini da proporre, ma solo trote e non sono nemmeno salmonate!
Non solo perché, secondo loro, tra poco io dovrei essere pronta ad imbracciare le armi in nome di una secessione che nessuno vuole contro il tricolore che è la mia bandiera.
Non solo perché ce l'hanno duro e guardandoli in faccia non abbiamo ancora capito cosa.
Mi fanno paura perché se non cacci il negro, l'immigrato, il musulmano, se non odi il kebab, il burqua, l'amaro del capo, se non partecipi al coro di "Roma ladrona" e non somigli a loro rubando come hanno imparato a fare loro; se non ti esprimi con insulti e parolacce e se non sei pronto ad andare in giro in processioni con spadoni, elmetti e croci, a dire che la Padania si identifica col nord che sono le Alpi; se non ti accontenti di essere figlio di nessuno e non cerchi di essere ugualmente stupido, e se non ti dichiari fan delle trote, allora non puoi scendere in campo. Perché nel partito che rappresenta un popolo che non esiste la democrazia si fa così, inventandosela come la geografia. E se non vi sta bene, allora dovrete constatare che la Lega ce l'ha duro. Il pugno. Guai a dire il contrario.
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18 giugno 2011


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Se l'Italia si facesse a Pontida...

Il futuro di questa Italia si decide a Pontida! 
Noi siamo qui ad aspettare di vedere che direzione prende quel pollice verde!
Berlusconi in confusione ha cominciato già a promettere più aiuole per tutti.
E il popolo della Lega si è messo in cammino, insieme ai medici e ai sacerdoti, nel caso questo raduno dovesse diventare una veglia funebre. Sono pronti a tutto! Persino all'estrema unzione con le sacre acque del Po, s'intende.
Il guaio è che la Lega ha piazzato le navi proprio davanti a Villa Certosa, e lì troppo vicino al Cavaliere, facendosi due conti si capisce che nella battaglia navale delle ultime tornate elettorali, questi un pò sono stati colpiti anche se non del tutto affondati.
"Cavaliere come va con la Lega?"
"Sa, io sono un'inguaribile ottimista!"
"Ascolti con attenzione Pontida".
Le richieste di Pontida le urlerà con voce ferma solo Bossi. La strategia è chiara: il governo potrà poi dire: "Scusate, non avevamo capito!"
Ma Bossi sarà irremovibile: via dalla Libia e se proprio vogliamo attaccare qualcuno prendiamo l'Oceania, che nessuno se la fila, ma sia chiaro che vogliamo essere i primi a scegliere il colore delle armate e a tirare i dadi a Risiko. Poi vogliamo Viale dei Giardini e Parco della Vittoria, pagandoli come Vicolo Stretto e Vicolo Corto, e vogliamo concessioni edilizie e condoni per gli abusi. Poi vogliamo i neri "fora dei ball", ma anche gli arancioni cominciano a starci un tantino sul culo. Vogliamo la riforma della politica e del suo linguaggio. Vogliamo poter dire stronzo allo stronzo, cazzo quando non abbiamo un cazzo da dire, esprimerci con le pernacchie e vogliamo che immigrato diventi un insulto. Oppure vogliamo un traduttore che sappia interpretare i nostri gesti e i nostri gorgheggi, sperando che almeno lui trovi dei sensi compiuti. Vogliamo Fini alla gogna e la Bindi al rogo. Vogliamo che sia sancita l'intelligenza delle trote. O almeno di una. Vogliamo un nord più verde senza piantare alberi. Vogliamo che Berlusconi torni alla politica e lasci perdere le donnine. Vogliamo che le suddette donnine sappiano che noi ce l'abbiamo duro. Provare per credere! Vogliamo le mosche, ma non le moschee. Vogliamo i ministeri a Milano, un parcheggio, a tre piani, di auto blu in piazza Duomo e vogliamo il Colle nella pianura padana. Vogliamo essere riconosciuti come l'Italia migliore, anche se siamo un tantinello precari in questo momento. Vogliamo rispondere alle sberle con i manganelli appellandoci alla legittima difesa. Vogliamo cambiare l'inno! Meglio cantare "Va pensiero" che "l'Italia s'è desta!" , che poi qualcuno si desta davvero. Vogliamo delle risposte giuste, o almeno delle domande giuste! Vogliamo imboccare una strada nuova, perché su quella vecchia abbiamo già battuto abbastanza! Vogliamo una soap! Chiediamo che "Un posto al sole" sia sostituito da "Un posto al sole... delle Alpi". Insomma, vogliamo esattamente ciò che ci spetta!

Il miglior augurio arriva da Bersani: "Che questo appuntamento di Pontida aiuti la Lega ad andare a fondo... del problema!"
Noi aspettiamo la differita del Tg1, nel caso ne venga data una notizia.
 

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