Che brutta cosa che è la democrazia. E non solo perché una bella domenica mattina ti devi alzare, lavare, vestire, cercare la tessera elettorale e trovare il tempo per andare a votare, ma perché la democrazie non dà certezze.
Non dà la certezza di sapere che tutti, sempre, rideranno alle tue battute.
Non dà la certezza che il tempo della festa e dei festini sia illimitato.
Non dà la certezza degli inchini e delle riverenze.
Non dà la certezza che il popolo sia suddito.
Non dà la certezza che le donne siano escort.
Che brutta cosa che è la democrazia. E non solo perché qualcuno possa contestarti, perché tanto che importa? Ce ne sarà sempre qualcuno pronto ad applaudire e poi ci penseranno le tv a mostrare solo quelli gaudenti e sorridenti.
Ma che brutta cosa che è la democrazia. Perché in democrazia puoi trovare qualcuno che decide di non dover per forza compiacerti, e se si tratta di donne, allora puoi trovare chi non vuole per forza sorridere per compiacerti, perché le donne sorridono e ammiccano per compiacerti. Ma non sempre in una democrazia.
Che brutta cosa che è la democrazia, perché si palesa proprio laddove ti sentivi consacrato e legittimato, dinanzi alle urne e ha il viso e i modi di una giovane scrutatrice, custode delle regole democratiche, un viso che lei mostra a chiunque, con i modi con cui lei si pone con chiunque.
Che brutta cosa che è la democrazia, che nel tempo di una stretta di mano e di uno scambio di battute ti racconta la stanchezza di tanti cittadini.
Che brutta cosa che è la democrazia, che rende il tuo potere decisionale simile e con lo stesso peso del valore decisionale di chiunque altro in democrazia.
Che brutta cosa che è la democrazia quando sono le labbra tirate di una giovane fanciulla a dirti senza parlare che stavolta perderai, perché ci si è resi conto che nel paese del Bunga Bunga non c'è niente da ridere.
Che brutta cosa che è la democrazia quando, nonostante tutti gli sforzi, è rimasta democrazia.
Ma che bella cosa che è la democrazia, perché in democrazia non solo si può decidere quando sorridere, ma a chi regalarlo il tuo sorriso.